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Mann: dal 2021 i nuovi spazi della Statuaria campana

sala delle muse allestimemto di fine ottocentoOggi è ancora un cantiere ma dei più delicati in città. Dal prossimo anno sarà restituita luce e vita a preziosissime opere d’arte custodite nella Statuaria campana, nell’ala occidentale del piano terra del Museo Archeologico Nazionale, in sale interessate da lavori di riallestimento e restyling. 

Si tratta della parte più antica dell’edificio, dove anche gli alcuni ambienti sono dei capolavori in sé, come la sala con le colonne in alabastro, decorata nel 1843 dall’architetto di Casa Reale, Pietro Bianchi, celebre autore della chiesa di San Francesco di Paola, o le quattro sale neopompeiane disegnate dagli architetti Michele Ruggiero e Fausto Niccolini.

Questa ala del pianterreno, usata come Regia Università di Napoli, a partire dal 1616,  con la trasformazione del cosiddetto Palazzo degli Studi in Real Museo, fu destinata all’esposizione della ricchissima collezione scultorea che, variamente allestita, è poi rimasta in queste sale fino al 1975.

sala ala occidentale cantiere

Poi, a partire dalla fine degli anni ‘70 del Novecento l’ala occidentale del pianoterra non ha più ricevuto un allestimento permanente. Alcuni degli spazi sono rimasti fruibili per mostre ed eventi temporanei, mentre le sale della ringhiera occidentale sono diventate magazzino di deposito delle sculture (il cosiddetto deposito Imperatori). In questo ampio settore del Museo, rimasto tanto a lungo privo di allestimento, ritroveranno una sistemazione permanente varie centinaia di sculture in marmo ed in bronzo, provenienti dai principali siti della Campania antica, a cominciare da quelli dell’area vesuviana e flegrea.

Tra i capolavori che saranno nuovamente presentati al pubblico, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli sta promuovendo il restauro della Quadriga di Ercolano: il gruppo scultoreo in bronzo (età imperiale) era collocato nel Foro e composto da due cavalli, un auriga ed una biga.

Durante gli scavi in età borbonica, l’opera fu estratta in frammenti: ricostruito un cavallo (il celebre “cavallo Mazzocchi”), il resto del gruppo deve essere oggi sottoposto a restauro, dopo la fase di studio in 3d e la ricomposizione delle diverse parti della scultura.

Gli spazi saranno accessibili al pubblico a partire dal prossimo anno e sono stati aperti eccezionalmente in occasione della presentazione dell’Advisory Board del MANN (leggi qui l’articolo).

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