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Ulay perde la battaglia contro il cancro. Muore il grande amore di Marina Abramović

ulay e marinaI più romantici direbbero che la loro unione era scritta nelle stelle: nati entrambi il 30 novembre, lei di origine serba lui tedesco, Marina Abramović e Ulay (al secolo Frank Uwe Laysiepen ) sono indubbiamente la coppia più famosa del panorama della performing art contemporanea. Un’unione personale e artistica iniziata nel 1976 ad Amsterdam durata dodici anni, ma in realtà mai finita davvero.

Ad accomunarli era sicuramente una visione univoca sul mondo in cui vivevano, sui rapporti interpersonali e sulle relazioni sentimentali, visone che ha poi avuto esito nelle famose performance degli inizi quali Breathing in/breathing out - Death itself(1977) - in cui gli artisti attraverso un bacio respiravano l’aria espulsa l’uno dall’altra, fino a perdere i sensi - esprimendo quanto una relazione possa essere al tempo stesso vitale ma anche asfissiante, e Rest Energy (1980), in cui i due erano a tempo stesso uniti e separati da un arco teso da Ulay con una freccia puntata sul cuore di Marina, a simboleggiare i delicati e “mortali” equilibri che governano una storia d’amore.  Nella reciprocità Marina Abramović e Ulay trovavano uno sguardo unico sulle cose, riuscendo a oltrepassare la propria soggettività. È questo il caso della “scandalosa” Imponderabilia del 1977, in cui il rapporto a due era analizzato in relazione al mondo esterno, al fine di scoprire il vero significato del concetto di “intimità”: per entrare all’interno degli spazi della galleria che li ospitava, La Galleria d’Arte Moderna di Bologna, il pubblico era costretto a passare attraverso uno stretto spazio delimitato dai corpi nudi dei performer. Vita privata e messaggio artistico fu sempre considerato dai due la stessa cosa, ci sembra quindi normale che, al momento in cui decisero di lasciarsi, lo fecero con The Lovers: (The Great Wall- Lovers at the Brink), una performance della durata di un mese e mezzo in cui Marina e Ulay percorsero tutta la muraglia cinese, partendo ognuno da un estremo e incontrandosi a metà strada per dirsi addio. Passeranno ventitré anni prima che i due si incontrino di nuovo. Nel frattempo lei è divenuta uno fra i più rappresentativi artisti del nostro secolo, mentre Ulay si muoverà soprattutto nel circuito off , scegliendo la video-art quale suo medium artistico di elezione. Quando nel 2011 gli viene diagnosticato un cancro, affronta questa fase della sua vita come ha sempre affrontato anche le altre: con l’arte. È così che nasce Project Cancer, il documentario di Damjan Kozole in cui l’artista decide di ritornare sui luoghi importanti della sua vita per affrontarne i demoni. Un lavoro in cui la memoria si confronta con la speranza, un inno alla vita e alla forza dell’animo umano.  Purtroppo l’arte non può nulla contro la caducità umana, e non riesce a salvare Ulay che perde la battaglia contro il cancro il 2 marzo 2020 all’età di 76 anni. La notizia giunge dalla stampa di Lubiana, cittadina in cui l’artista risiedeva da oltre dieci anni. Solo adesso Ulay lascia davvero Marina e il mondo dell’arte, perché la loro storia non era certo mai realmente finita in quel giorno di primavera sulla Muraglia Cinese. Rimarrà nella memoria collettiva il commovente incontro fra i due,  avvenuto nel 2010 al MoMA di New York. Nel corso di The Artist is Present , performance in cui l’Abramović è rimasta sette ore al giorno per tre mesi seduta a un tavolo a fissare negli occhi gli avventori per due minuti a testa, si presentò anche Ulay. In quei due minuti, senza una sola parola, i due artisti e tutto il mondo intorno a loro realizzarono che le vere storie d’amore non finiscono mai. Oggi sappiamo che l’amore fra Marina e Ulay vivrà in eterno come un pezzo cruciale della storia dell’arte dei nostri tempi.

Link video

https://www.youtube.com/watch?v=A-EdGNXi8Ko

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura. Cura mostre di arte contemporanea ed eventi culturali.

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