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Segni Permanenti: l’arte contro la violenza

Pina della RossaL’arte come espressione autobiografica è catarsi e diviene esempio universale di superamento del dolore. Progetto ambizioso quello di Pina Della Rossa sulla violenza punta a coinvolgere chi voglia farne parte con l’invio di una fotografia in bianco e nero.

"Quando l’arte diviene canale privilegiato di espressione autobiografica - spiega l'artista -  non può che assumere due connotazioni, la prima dello scavo interiore, con un portato di sofferenza che precedentemente sembrava rimossa; la seconda di catarsi e di superamento del dolore, che si materializza in tutta la sua determinazione. Il nemico finalmente lo si guarda negli occhi. Le ferite come segni permanenti dell’anima diventano testimonianza non solo dell’Io narrante, ma di una collettività che si riconosce nel delirio universale di uno strappo intimo che la violenza provoca. Una violenza che ti fa sentire inadeguata, colpevole di non aver reagito, recisa nei sogni e nei desideri in un’età in cui dovresti essere dominatrice di te stessa. Ed in quel cammino di scelte e di progetti che stai intraprendendo tutto si incidenta, si ribalta. Hai la sensazione di vivere una vita che non ti appartiene più, segmentata, lesa e straziata. Ti fai passare addosso gli anni ed inconsapevolmente fai delle scelte che ti conducono sempre verso quel punto, quasi a voler segnare il traguardo del “non ritorno”. Poi il dolore si lenisce con il potere dell’evocazione prodotto dallo scatto di una fotografia che non si presta ad alcuna produzione statica.

Nasce “Dopo la Battaglia”, un progetto in cui comincia la mia narrazione in cui intraprendo la “ricerca di me stessa”, Mi lascio alle spalle qualsiasi produzione ingabbiata in forme di realismo o di oggettività per privilegiare una fotografia che è disposta a negare la fisicità ed a cogliere l’informale, l’immateriale che la società dell’apparire trascura, un informale che si nutre di tutte le sfumature dell’animo umano. So, però, di dover continuare il mio viaggio per trasferire la sofferenza personale all’interno di una meditazione collettiva che sappia intrecciare la dimensione intima della singolarità con la pluralità di quei vissuti che condividono la legge bruta della prevaricazione e della violenza. Da qui, la riflessione di dare un nuovo volto al dolore, di renderlo addirittura pubblico, di aprire le porte al trauma convinta che l’arte sia canale di massima veicolazione sociale. Un dolore al servizio di quanti non ancora hanno superato l’indelebilità delle flagranti ferite dell’animo ed il peso del silenzio e della solitudine. Ecco, così, il progetto “Segni Permanenti”, nato nel 2018, e presentato, nella sua prima parte, nel settembre 2019 al Museo MACRO di Roma, in cui si assiste al passaggio, sul piano personale, oltre che artistico, di una maturità che trascende la malattia dell’animo singolo per assumere la connotazione di messaggio universale. Ciò che sto cercando di mettere in piedi è il ricorso alla funzione sociale dell’arte, ad una narrazione che vuole facilitare l’ingombrante e paurosa lettura dei fenomeni di violenza, che molto spesso restano nascosti nelle pieghe dell’animo, attraverso una testimonianza diretta che dia la cifra di quanto sia possibile trasformare quel dolore in un impegno a sostegno di se stessi e del genere umano. Io la mia battaglia l’ho vinta, nel momento in cui ho compreso di poterla narrare artisticamente. Ora la dedico a donne ed uomini che hanno bisogno di guardarsi dentro e di sapere che il silenzio va spezzato. Il progetto al Macro si è svolto attraverso una performance collettiva in cui l’Azione è reale, come Reale è stato l’Accaduto."

Gli spettatori sono intervenuti dipingendo, con pennelli e smalto rosso, l’immagine del volto di Pina Della Rossa, autoritratto in bianco e nero, senza bocca e senza naso. Nel contesto della performance, una voce narrante con un testo personale dell’artista (Attore: Dario Riggio), seguita da un accompagnamento musicale (Sonata n. 3 “Ballade“ di Eugene Ysaye – Musicista: Sebastian Zagame). Ogni fotografia, sulla quale è intervenuto lo spettatore, nell’ambito della performance, è stata fissata con un chiodo sporgente, l’una accanto all'altra, su un grande pannello di forex, poggiato sulla parete. Su di un tavolo, invece, cinque foto recanti i segni con lo smalto rosso, sono state inserite in teche di legno con sopra un vetro, come chiusura.

A completamento del grande pannello, composto dai tasselli fotografici, è stata inserita, una foto con l’edera uscente da una lamiera con la ruggine, a simboleggiare la Rinascita. Il Progetto prosegue, nella sua seconda parte, in “Segni Permanenti – Volti”, che attraversa fotografia, pittura, video e installazioni. Si crea un nuovo puzzle con il contributo di personalità del mondo dell'arte e della cultura, della poesia, della critica, del giornalismo, che partecipano con un personale intervento rosso, sul proprio ritratto fotografico in bianco nero (formato 10x10 cm), come espressione di solidarietà e testimonianza contro la violenza, insieme ad un contributo scritto, un testo poetico, o un pensiero.

Per partecipare, si può inviare all’artista la foto del proprio volto in BN con un libero intervento di colore rosso, con qualsiasi tecnica, come simbolo di solidarietà e testimonianza contro la violenza, ed anche la stessa foto senza intervento. I partecipanti, se lo desiderano, possono inviarmi anche un contributo scritto, un testo poetico, o un pensiero legato alla tematica della violenza, un'emergenza nell'emergenza in questo recente periodo storico. I testi e gli interventi saranno pubblicati sui vari canali social e su un catalogo d'arte dedicato. Le foto pervenute saranno esposte come evento in uno spazio espositivo da definire. La partecipazione vale come autorizzazione alla pubblicazione.

- I files delle due foto, formato quadrato, in B/N, in jpg ad alta Risoluzione, 300 dpi, con e senza intervento rosso e l’eventuale  testo, devono essere inviati su mail a: pinadellarossa15@libero.it - Le  stesse foto, stampate con dimensioni  cm 10x10, con l'intervento rosso in originale e senza intervento, devono essere spedite tramite posta ordinaria a: 

Pina Della Rossa, via Canonico Stornaiuolo, 64, Napoli, tel. 333 995 7086

A causa della pandemia, i tempi si sono prolungati, tutto si sposta nei mesi dopo l'estate, puoi inviare  il tuo contributo, prima o dopo, con la massima tranquillità.

Pina Della Rossa, vive e lavora a Napoli. Docente di Disegno e Storia dell’Arte, è attiva sulla scena dell’Arte dagli anni ottanta. Si occupa di comunicazione per immagini attraverso il visual design, la fotografia, installazioni e opere tridimensionali, fino all'uso delle nuove tecnologie digitali e multimediali. Ha esposto in numerose mostre nazionali e internazionali, con artisti di fama, quali: Nobuyoshi Araki, Hidetoshi Nagasawa, Dennis Oppenheim, Daniel Spoerri. Le sue opere sono in Collezioni Permanenti presso Musei e Archivi di arte contemporanea, di diverse città italiane e all’estero. Un suo lavoro più recente è entrato in Collezione al Museo Madre di Napoli. Nel 2016 è stata inserita nell’Atlante dell’Arte Contemporanea a Napoli e in Campania, a cura di V. Trione – per il progetto di ricerca e documentazione del Museo MADRE - Napoli. Ed. Electa.

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