lunedì 28 SETTEMBRE 2020
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La Casa dell’Angelo - 5 Artisti per Ugo Marano

alfano Christian LeperinoLa mostra curata da Marco Alfano nel complesso monumentale dello Spirito Santo a Pellezzano (Sa) vuole rendere omaggio, a quasi dieci anni dalla scomparsa, al Maestro Ugo Marano, attraverso le opere di cinque artisti: Paolo Bini, Antonio Buonfiglio, Federica D’Ambrosio, Christian Leperino e Ivano Troisi.

Prosegue l’impegno di Scabec S.p. A. per la valorizzazione dei tesori culturali della Campania attraverso una serie di iniziative che sono a supporto di Comuni e di realtà associative di tutto il territorio regionale per contribuire alla promozione e allo sviluppo delle potenzialità in chiave artistica e culturale e di attrattori turistici di siti e luoghi di interesse storico-monumentale, un impegno già realizzato con la recente Mostra di William Kentridge che ha permesso la riapertura dell’Antico Arsenale della Repubblica di Amalfi e che conferma ora con la mostra “La casa dell’angelo – 5 artisti per Ugo Marano”.

Venerdì 11 settembre, alle 18.30, presso il Complesso Monumentale dello Spirito Santo di Pellezzano (SA), sarà inaugurata la mostra “La casa dell’angelo - 5 artisti per Ugo Marano”, programmata e finanziata dalla Regione Campania, realizzata e promossa dalla Scabec S.p.A. con il Comune di Pellezzano. All’inaugurazione interverranno Francesco Morra, Sindaco di Pellezzano, Andrea Marino, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Pellezzano, insieme a Marco Alfano, Storico dell’Arte e curatore della mostra e Pasquale Persico, dall’Università degli Studi di Salerno.

La mostra sarà visitabile fino all’11 ottobre 2020, proponendo 30 opere di Ugo Marano tutte provenienti dalla collezione degli Eredi, tra cui tre sculture in ferro (1968), sei vasi in ceramica di 160 cm ed alcuni capolavori, come La casa dell’angelo (1984), oltre ad una serie inedita di 16 progetti-disegni.

L’esposizione, organizzata in occasione della celebrazione dei 200 anni del Comune di Pellezzano vuole estendere l’idea rivoluzionaria di Ugo Marano proponendo negli spazi dell’antico Eremo dello Spirito Santo – oggi totalmente recuperato e destinato ad eventi culturali – cinque progetti site-specific di giovani artisti campani già affermati a livello nazionale ed internazionale che sono stati invitati a confrontarsi con i pensieri e le opere in mostra di Marano: da Paolo Bini ad Antonio Buonfiglio, da Christian Leperino ad Ivano Troisi e Federica D’Ambrosio.

All’interno del percorso espositivo troverà luogo un’inedita installazione multimediale dedicata a Ugo Marano, oltre ad un montaggio dei più importanti materiali audiovisivi sull’artista, a cura del regista Licio Esposito.

La mostra guarda all’interno della grande esperienza dell’artista, nato nel 1943 nel borgo di Capriglia di Pellezzano, tracciando una linea di attenzione espressa da Marano alla sacralità della creazione artistica, quale trasposizione evocativa di un percorso che dal mondo altamente metaforico delle sue creazioni – esperienze spirituali e sociali, e quindi profondamente umane -  come in alcuni capolavori in mostra come ad esempio l’evocativa La casa dell’angelo (1984) - giunge a delineare un pensiero radical-progressivo che ripensa totalmente la scultura, la pittura, il design, l’arte urbana, qui ripercorso in una serie di grandi disegni-progetti, per la maggior parte inediti.

Nell’ambito della mostra una sezione speciale sarà dedicata all’attività letteraria ed editoriale di Ugo Marano, centrando in particolare l’attenzione sul rapporto con il poeta salernitano Marco Amendolara (1968-2008), un sodalizio umano e artistico che ha prodotto libri poetici e opere tematiche: se ne parlerà nel corso di un prossimo evento-incontro organizzato in collaborazione con l’Associazione “Marco Amendolara”, l’Archivio Storico del Comune di Salerno e il Dipartimento di Studi Politici e Sociali/DISPS dell’Università degli Studi di Salerno, con interventi di Alfonso Amendola, Rino Mele ed Alfredo Nicastri.

Per l’apertura al pubblico del 12 settembre e successive visite alla mostra “La casa dell’angelo” verranno messe in atto tutte le direttive volte al contrasto e al contenimento della diffusione del virus COVID 19.

La mostra è inserita nel contenitore culturale promosso dalla Scabec OpenArt Campania ed è finanziata con fondi POC (Programma Operativo Complementare) 2014 - 2020 Regione Campania.

alfano ugo marano

Ugo Marano | Capriglia 1943 – Cetara 2011 | Frequenta l’Accademia del Disegno presso la Reverenda Fabbrica di San Pietro nella Città del Vaticano a Roma e l’Accademia del Mosaico di Ravenna. Sin dagli anni di formazione la sua ricerca tende allo stravolgimento radicale del linguaggio per cercare di sviluppare un nuovo codice di lettura del reale e il piatto di terracotta diviene mezzo per una comunicazione collettiva e osmosi sociale. Seguendo la sua idea radical-concettuale nel 1971 crea il progetto “Museo Vivo” facendo nascere, in un piccolo parco nascosto tra gli alberi, un opificio della ceramica basato su una architettura “esistenziale”, luogo che deve essere ricco di “radicalità positiva”. Nell’ambito di questo progetto nasce il sodalizio con Karlheinz Stockhausen, una collaborazione che produce alcune opere notevoli. Nel 1975 è invitato ad esporre alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia nel 1976. Nel 1977 viene chiamato a progettare ed eseguire personalmente il restauro dei mosaici del Duomo di Amalfi, della cripta di epoca romana del Duomo di Potenza e del Duomo di Salerno. Nel 1979 espone alla Triennale di Milano, dove nel 1980 tiene anche una conferenza. Nel 1980 è di nuovo alla Biennale di Venezia (“Il tempo del museo”). In questi anni nasce il progetto la “Fabbrica Felice”, nel quale studia lo spazio di esistenza dell’uomo nuovo, l’uomo di natura. L’uomo trova nell’interazione con l’oggetto d’arte un rapporto profondo ed inconscio che lo motiva e lo sostiene nella vita quotidiana. Nel 1982 espone al Centre Pompidou di Parigi il suo “Manifeste du livre d’Artiste” e nello stesso anno realizza il primo “antimonumento” in Italia, a Salerno, per i martiri del terrorismo.

Nel 1990 espone alla Triennale di Milano e al Groninger Museum in Olanda, dove gli viene riservata una sala personale. Nel 1991 è alla XVIII Triennale di Milano. Nello stesso anno crea un’associazione di vasai che chiamerà “Vasai di Cetara” con lo scopo di svolgere un lavoro creativo libero da preclusioni accademiche o da schemi dogmatici. Nel 1995 espone a Parigi al Carrousel du Louvre. Nel 1996 progetta e realizza due utopie urbane a Salerno: la Fontana Felice e il Museo Città Creativa a Rufoli di Ogliara. Nel 1997 elabora con l’economista Pasquale Persico progetti per la risemantizzazione dei luoghi della vita dell’uomo e ne realizza alcuni presso il Parco Nazionale del Cilento e il Vallo di Diano, località che sono state dichiarate patrimonio mondiale dell’Umanità, composte da cento paesi su un territorio di circa 300.000 ettari. Progetta quattro piazze sulle montagne della Campania con l’intento di unificare la regione. Nasce così il progetto della “Città Moltiplicata”. Successivamente, pienamente convinto della necessità sociale dell’arte, partecipa al Piano Strategico per l’associazione di sei comuni intorno a Copparo, in provincia di Ferrara, con progetti per un territorio di 50.000 ettari. Nasce così il Museo Fabbrica Creativa, progettata con Pasquale Persico, che ha portato alla realizzazione di opere d'arte all'interno delle fabbriche dei Comuni di Copparo, Berra, Jolanda di Savoja, Tresigallo, Formignana e Ro. Nel 1997 viene invitato ad esporre una personale a Napoli, nella sala Carlo X del Maschio Angioino. Nel 2001 seguendo le linee del suo progetto artistico realizza, a Cetara, la Fontana di Napoleone e crea una galleria d’arte contemporanea, la “Piazza della Ceramica”: si tratta di un “pensatoio” che si estende per tre vie della città, una “zona franca di meditazione” in pieno centro cittadino. Nel 2002 espone alla mostra internazionale I Capolavori, a Torino, e viene chiamato dall’architetto e designer Alessandro Mendini a realizzare due grandi opere per la metropolitana di Napoli, presso la stazione “Salvator Rosa”. Nel 2003, a sessant’anni, a seguito della sua ricerca di nuovi linguaggi espressivi gli viene conferito la laurea e il dottorato honoris causa dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Salerno. Nel 2004, in collaborazione con il gruppo STS (Latz und Partner, Studio Pession Associato e Studio Cappato Associato) vince il concorso internazionale per la realizzazione del Parco Dora Spina 3 a Torino ed espone in Francia, nella mostra Mosaïque de design. Nel 2005 partecipa alla mostra Mundus Vivendi, insieme a Sottsass, Branzi, Coppola e Hosoe, realizzando un intero pavimento dipinto. La sua ricerca artistica si esprime attraverso grandi opere in ceramica, vasi alti fino a 3 metri e di soli 6 millimetri di spessore, naturalmente musicali. I “vasi del terzo millennio” hanno richiesto l’apposita costruzione di un forno da Enzo Santoriello esperto tecnico della cottura che ha collaborato per realizzare opere "impossibili" anche di Miquel Barcelò ed Enzo Cucchi. Quest’opera viene scelta dal MIAAO, il primo museo dedicato in Italia alle arti applicate contemporanee, per la sua apertura ufficiale nel 2006, in concomitanza con la prima giornata di gare dei XX Giochi Olimpici Invernali, per una mostra personale dell’artista che viene intitolata Sette vasi per la casa sacra. Nel 2006 partecipa alla Triennale di Milano con il “bestiario”, un pavimento in monoliti di 60x120 cm. Nel 2011 è invitato alla mostra Lo stato dell’arte - Campania nell’ambito del Padiglione Italiano della 54a Biennale di Venezia. Muore a Cetara nel 2011.

Cosa: La Casa dell’Angelo - 5 Artisti per Ugo Marano

Dove: complesso monumentale dello Spirito Santo a Pellezzano (Sa)

Quando: inaugurazione su invito 11 settembre alle 18.30, apertura al pubblico sabato 12 settembre alle 17 fino all’11 ottobre 2020. Apertura al pubblico dal giovedì alla domenica, dalle 17 alle 22.

Info: Assessorato Cultura e Turismo - Comune di Pellezzano, infoline: 800 629 638, www.openartcampania.it

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