domenica 28 FEBBRAIO 2021
blank
 
chi siamo 
contatti

SISMA 80 - 23 novembre ore 19.34 : la nostra memoria

copertinaIl terremoto è una pagina incancellabile della memoria individuale e collettiva. SISMA 80 - 23 novembre ore 19.34 mostra fotografica imperdibile, in cui arte e cronaca si fondono, ideata e diretta da Luciano Ferrara racconta non solo il terremoto e la storia sociale e politica di quegli anni, ma anche il grande fotogiornalismo di inchiesta napoletano.

Ci sono le storie di donne, uomini e bambini che hanno visto rasa al suolo la loro vita. C’è la storia collettiva di cui stiamo ancora scontando le conseguenze. C’è la vita quotidiana che resiste nonostante tutto, nei panni da lavare nel fiume (Luciano Ferrara), nella speranza di un alberello tenero attorniato dai terremotati (Sant’Angelo dei Lombardi-Luciano D’Alessandro). C’è la morte cruda che nella tragedia diventa sublime opera d’arte eterna (Mimmo Jodice). Ci sono i napoletani poveri schiacciati e resi inermi da una tragedia che come tutte le tragedie colpisce maggiormente gli ultimi e ci sono i manifestanti nelle piazze (Luciano Ferrara). Ci sono le donne con tanti figli retaggio di un mondo pre- settantottino (Napoli 81- Toty Ruggieri), quelle chic, simbolo di un mondo toccato solo marginalmente dal sisma (Archivio Carbone) e quelle in prima linea a combattere con i cartelli nel grande parcheggio di piazza Plebiscito o brandendo le macchine fotografiche come Wanda Parise prematuramente scomparsa. Ci sono le donne a cercare con l’obiettivo gli occhi delle donne (Annalisa Piromallo). C’è la storia dell’architettura di cartone e dei palazzi alzati senza criterio e venuti giù come millefoglie e quelli ricostruiti senza senso nella periferia di Pozzuoli (Giuseppe Avallone). C’è la politica e c’è la vita in carne ed ossa e bocche da sfamare (Mario Riccio e Pino Guerra).

C’è l’attualità delle mascherine a difendersi dal mal di polvere e a nascondere il pianto (Luciano Ferrara). Ci sono i bambini napoletani coi loro sorrisi limpidi in piazza (Gianni Fiorito) e nonostante i containers (posizionati nei quartieri di San Pietro a Patierno, San Giovanni a Teduccio, Barra, Secondigliano) che potrebbero tranquillamente essere scambiati per i bimbi rom di oggi (Archivio Carbone). C’è chi resta ad aspettare l’alba (Alba in piazza Municipio- Massimo Cacciapuoti) e c’è chi emigra dall’epicentro irpino con un fagotto in testa, un barattolo di melanzane sott’olio in mano e le tradizioni nel cuore (Foto Sud).  C’è la gloriosa storia del fotogiornalismo napoletano esploso in quegli anni e grazie al quale è oggi possibile fruire questa preziosa memoria. C’è l’incontro per la prima volta in una stessa mostra di due grandissimi fotografi: Luciano D’Alessandro e Mimmo Jodice. C’è la valorizzazione di un lavoro certosino e amorevole di ricostruzione degli archivi e comunione tra immagini e scritti, articoli, dati che riguardano il terribile evento del 23 novembre dell’80.

1

 

2

 

3

Ci sono tanti fili rossi annodati magistralmente nella mostra dedicata al quarantennale della ricorrenza del terremoto del 1980 ideata e diretta dal fotografo Luciano Ferrara prodotta da noos aps, responsabile produzione Sofia Ferraioli, e con l’organizzazione e curatela di tribunali138. Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli l’esposizione che visitabile in modo gratuito dal 12 febbraio alle 12 al 31 marzo 2021 nel Convento di San Domenico Maggiore, in vico San Domenico Maggiore 18.

In mostra oltre 100 immagini storiche di più di 20 fotografi ridanno voce a una ferita di una catastrofe non ancora rimarginata: Archivio Luciano D’Alessandro Studio bibliografico Marini Roma – Massimo Cacciapuoti – Toty Ruggieri – Annalisa Piromallo – Gianni Fiorito – Fotosud (Giacomo Di Laurenzio, Antonio Troncone, Mario Siano, Guglielmo Esposito) – Associazione Archivio Carbone – Pressphoto (Gaetano Castanò, Franco Castanò, Franco Esse) – Mario Riccio – Giuseppe Avallone – Guido Giannini – Pino Guerra – Sergio Del Vecchio – Archivio fotografico Ferrara, Luciano Ferrara – Mimmo Jodice.

SISMA 80 è un progetto inedito di narrazione partecipata sugli effetti del terremoto dopo 40 anni, dove le immagini selezionate costituiscono un contributo esclusivo dei fotografi e delle fotografe, autori e autrici di testimonianze uniche e preziose che necessitano di essere riportate alla luce. L’esposizione, inizialmente programmata per il 23 novembre 2020 è stata rinviata a seguito dell’evolversi dell’emergenza Covid-19.

“Siamo felici di poter finalmente inaugurare questo importante e intenso progetto che ci ha visti impegnati per mesi– dichiara il direttore artistico e fotografo Luciano Ferrara. - Celebrare uno storico momento del nostro passato in un periodo come quello presente così difficile e tragico a causa della pandemia, rende questo progetto ancora più sentito e con la voglia e necessità di essere mostrato e condiviso. Lo dedichiamo alla nostra città e regione, per ricordare il terremoto che ha colpito noi e l’Italia intera, e che a quarant’anni di distanza continua a mostrare le proprie ferite. Ho scelto le immagini dei fotografi che in quegli anni, in alcuni casi giovanissimi, erano in prima linea a testimoniare il terremoto e il post terremoto che scattano per documentare ma con il cuore e spesso erano ignari di aver realizzato opere d’arte. Dal grandissimo Luciano D’Alessandro, un reporter puro poi direttore della fotografia del Mattino, a Mimmo Jodice che aveva una visione più coscientemente artistica e musealistica della fotografia. Di questi grandissimi fotografi ho scelto di esporre fotografie dell’80 originali. Di Luciano, non essendo più in vita, ho dovuto attingere agli archivi così come per altri fotografi, un lavoro complesso e attento che ho realizzato grazie all’associazione Tribunali 138 e Noos e dieci giovani bravissimi collaboratori che ci hanno aiutato nelle ricerche di archivio, nella digitalizzazione e nelle stampe. Un lavoro fondamentale perché entrare negli archivi fotografici significa recuperare la memoria storica collettiva. SISMA80 è una pagina incancellabile della nostra storia e ci auguriamo possa diventare una mostra strabile”.

4. Il Cratere Mappe Infografiche SISMA80

Oltre le fotografie le testimonianze e i dati e gli articoli del Sisma 80

Nella sala del Piccolo Refettorio, dove i visitatori possono assistere alla videoinstallazione “Il racconto dei protagonisti”, proiettata su una parete di 6 metri e realizzata da Gix Musella e Elio Di Pace, che completa l’esposizione attraverso voci e testimonianze dei fotografi ancora in vita su cosa stavano facendo quel 23 novembre dell’80 alle 19.34 e cosa hanno fatto poi per raccontare le conseguenze del sisma. Le voci di chi allora fu chiamato a documentare con l’obiettivo, a distanza di 40 anni, tremano oggi forse più di quelle mani che scattarono con la tragedia davanti, come se dai fotografi fossero pronunciati più a caldo i ricordi di oggi, piuttosto che le impressioni visive di allora, freneticamente depositate su rullino fotografico. Se la responsabilità e l’etica del professionista non avevano concesso alla persona dietro all’obiettivo di dare spazio allo scoramento, oggi è all’emotività dei fotoreporter che si vuole restituire uno spazio espressivo libero attraverso la registrazione dei loro racconti. La mostra quindi intende evidenziare, oggi, in epoca della pandemia, l’importanza del ruolo del fotogiornalismo d’inchiesta, sempre più utile e necessario per la democrazia e le condizioni di vita di milioni di cittadini.

Completa la mostra, la grande installazione dal titolo “Il Cratere Mappe Infografiche” (mt. 6x2,5) allestita nel Grande Refettorio, dove sono raccolti documenti e informazioni sul terremoto attraverso una selezione di pagine de Il Mattino dell’epoca, insieme alla mappatura dei luoghi colpiti e degli effetti. Il “Cratere” divenne il nome di una vasta area che, dall’Appennino meridionale si estendeva su tutta l’Irpinia e nelle zone adiacenti delle province di Salerno e Potenza.

L’elenco dei comuni coinvolti, i gradi di scala Mercalli, le stime del numero dei morti e dei feriti, le pagine della stampa: tutti i dati esposti in questa grande installazione offrono l’opportunità al visitatore di essere interpretati e convertiti in una lettura critica. Con l’obiettivo di restituire il diritto all’informazione e alla libertà di stampa, che non può essere libera se il dato da cui si genera è imbrigliato, così come la fotografia non può essere libera se l’obiettivo è danneggiato.

E’ un’ulteriore opere d’arte il catalogo fotografico della mostra pubblicato dalla casa editrice Iod, con il progetto grafico a cura di Gix Musella che si è occupato anche dello splendido allestimento della mostra e il patrocinio morale del comune di Napoli - Assessorato alla Cultura e al Turismo, raccoglie oltre alle fotografie, i contributi di giornalisti e docenti: Pietro Gargano, Francesco Romanetti, Isaia Sales, Gabriella Gribaudi, Luciano Brancaccio, Laura Lieto. Le loro testimonianze offrono un’analisi, a volte lucida, a volte accorata, delle conseguenze della tragedia e delle dinamiche sociali, politiche ed economiche che hanno interessato gli interventi di soccorso e di ricostruzione. Attraverso le immagini e la scrittura, SISMA80 mette in luce una narrazione autentica a partire dai vissuti delle donne, degli uomini e dei bambini, che hanno subito gli effetti di un evento naturale devastante. Documenta le condizioni di disagio abitativo dei cittadini napoletani e campani successivamente al sisma, insieme all’aggravarsi delle disastrose conseguenze accentuate dall’ingresso delle organizzazioni criminali nella gestione dei finanziamenti statali destinati alla ricostruzione. L’indagine illustra le soluzioni che la Protezione Civile, i volontari e i cittadini hanno individuato per la sopravvivenza, occupando gli spazi sia pubblici sia privati, tra cui chiese, scuole e palazzi istituzionali. Come risultato, il sisma ha rimodellato le dinamiche sociali e relazionali degli abitanti, il loro rapporto con gli spazi urbani e la loro quotidianità. Risentendo delle vicende legate alle faide camorristiche, i cittadini non hanno reagito piegandosi al destino, ma creando associazioni, collettivi e comitati di quartiere per indicare soluzioni alle istituzioni. L’esigenza di fronteggiare le emergenze si è espressa con un attivismo partecipato e spontaneo.

SISMA80 è realizzato con il supporto di Stefano Cuntò, Federica Di Lorenzo, Graziella Portia, Livia Pacera, Giuseppe Sannino, Elio Di Pace. Ogni contributo rappresenta il precipitato di una serie di idee che, combinandosi e ibridandosi attraverso il confronto e l'interazione tra i componenti del gruppo, si configurano in una soluzione espositiva che mette in dialogo la fotografia di reportage con altri linguaggi espressivi. Definizione del concept, curatela, trattamento dell'immagine, allestimento, comunicazione, creazione del progetto multimediale, selezione dei testi critici, scelta editoriale, sono momenti diversi, ma non perfettamente distinti. Nella simultaneità delle operazioni prende forma un progetto che non si esaurisce nell'esposizione, ma trova in essa un pretesto per far emergere un nuovo interrogativo in chi, progettandola e/o fruendone, partecipa all'esperienza.

5. Mimmo Jodice Lioni 1980

L’organizzazione

tribunali138 è l’indirizzo artistico di un’idea progettuale di Luciano Ferrara, si prende cura del principio della fotografia che rileva frammenti di vita, penetra nel tempo dell’istante, sviluppa conoscenza, facendo esperienza d’intimità d’esistenza.

L’associazione noos aps, è uno spazio aperto ad accogliere proposte laboratoriali e progettuali eterogenee allo scopo di individuare soluzioni sperimentali per un uso multifunzionale, favorendo la contaminazione.

La casa editrice Iod è uno spazio vitale di idee e progetti che si trasformano in libri, cataloghi, opere e immagini, grazie alla creatività e alla bravura di maestranze che conservano il prezioso patrimonio di come si costruisce un libro per farlo diventare una pubblicazione.  

Il catalogo a cura della Iod edizioni (dicembre 2020). È possibile acquistarlo in mostra, presso le librerie e online su lucianoferrara.com e iodedizioni.it

6. Toty Ruggieri Napoli 1981

Cosa: SISMA 80 - 23 novembre ore 19.34.

Quando: dal 12 febbraio al 31 marzo 2021, dal lunedì al venerdì - dalle ore 10.00 alle ore 18.30 (ultimo ingresso ore 18.00). per consentire la visita in totale sicurezza, al fine di garantire l’osservanza delle misure di contenimento del contagio da Covid-19, è necessario prenotare scrivendo a noos.tribunali138@gmail.com.                                                                                  

Dove: Convento di San Domenico Maggiore, Vico San Domenico Maggiore 18, Napoli 

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

Articoli correlati

Notizie

  1. ULTIME
  2. PIU LETTE
coverAccendere i riflettori sulle...Nata nel 2008 per sensibilizzare l’opinione pubblica,...
PATRONI GRIFFI copiaL’Archivio Patroni Griffi ora online...Foto di scena, copioni e documenti provenienti...
#Senzafestival, un flashmob digitale...#Senzafestival, un evento per sottolineare l’importanza...
Sformato di patate, verdure e gamberoniQuesta ricetta mi è stata ispirata da un sondaggio...
ex-asilo-filangieri-estEx Asilo Filangieri: Libertà e...Si chiamano “abitanti” e da marzo 2012 stanno...
maurizio-de-giovanni-2I romanzi di de Giovanni al cinema e...Lo scrittore napoletano anticipa: “I Bastardi di...
skin careBotulino? No grazie. Arriva Sublime SkinNon è solo per donne e non ha controindicazioni, tranne...
io speriamo che me la cavoIo speriamo che me la cavo: ecco i...È stato uno dei film simbolo degli anni Novanta. Tanti...
Agendo 2021 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
tiSOStengo
unlibroperamico
selvanova natale 2020 banner
WCT banner
il poggio
napolicittasolidale
Amicar banner 500