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Arte

AperiArt

keste aperiartIl venerdì al Kestè, in largo San Giovanni Pignatelli, è dedicato all’arte visuale. Il 21 aprile è la volta dello sguardo originale di Agostino Rampino con Signs and Spots.

L’AperiArt del Kestè è un momento di incontro e di confronto, in cui chi ama l’arte visuale può presentare i propri progetti di mostra o di live painting per realizzarli al Kestè, luogo che da sempre promuove l’arte come collante tra le persone e aggregatore sociale mettendo a disposizione lo spazio e il cuore oltre che gli originali cocktail e il buffet-aperitivo. Venerdì 21 aprile alle 19.00 sarà presentata la mostra Signs and Spots di Agostino Rampino, artista dell’accademia delle Belle Arti, con una forte personalità e capacità di interpretare la fotografia in modo unico e originale. Il suo progetto sperimentale di ricerca e studio del segno grafico inizia nel 2013. L’artista prende ispirazione da una teoria sociologica contemporanea, che prende spunto a sua volta da un precedente concetto del sociologo Mc Luhan che riteneva che “il contenuto di qualsiasi media è sempre un altro media”. Si tratta di quella che Bolter e Grusin chiamano “teoria della rimediazione”, ovvero della ripresentazione di un media in un altro. L’artista ritiene che tale concetto possa essere applicato all’arte. Attraverso l’arte digitale, ovvero attraverso la fotografia digitale, ripresenta un fedele facsimile del vecchio contenuto senza alcuna alterazione, riproducendo segni che sembrano essere stati realizzati con vecchie tecniche artistiche. Sembrano incisioni, disegni a carboncino o a china, tutto tranne che fotografie.  Rampino rielabora forme e colori della realtà piegandola ad esprimere i propri sentimenti, assolvendo alla funzione emozionale dell’arte. Contemporaneamente assolve anche alla funzione provocatoria perché la forma inusuale dei segni raffigurati nelle fotografie, sollecita un nuovo modo di guardare le cose e di concepire la realtà, l’arte e la bellezza. I segni creano confusione tra ciò che rappresentano e ciò che sono realmente, dando una nuova percezione visiva, oltrepassando i limiti della “cornice”, trascendendo la realtà. L’artista giunge dunque al suo obiettivo di digitalizzare le vecchie tecniche artistiche attraverso la dinamica della “rimediazione” conducendo lo spettatore ad immaginifiche visioni, dando vita così ad un modo di concepire la fotografia completamente nuovo, originale ed informale. L’esposizione sarà visibile per due settimane. Agostino Rampino (Fontanarosa, Avellino, 1990) vive a Napoli dove frequenta il corso di Grafica d’Arte per l’Illustrazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Oltre a lavorare ai suoi progetti, svolge collaborazioni fotografiche con note gallerie e artisti di Napoli. Attualmente fa parte del Progetto “Art House” (Eboli) finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile – con l’avviso pubblico “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici” ed promosso da una Associazione Temporanea di Scopo composta dal Comune di Eboli, Associazione LEGALITA onlus, Osservatorio Culture Giovanili Ocpg, Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione (Università degli Studi di Salerno) e dall’Associazione Musicalmente.

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Giornalista, fotografa, sociologa, attrice, cuoca, artigiana. Fa parte della redazione di Napoli Città Solidale e collabora con il Corriere del Mezzogiorno. Ama le storie e le inchieste: proverbiali i suoi scritti XL. L'eclettica Alessandra talvolta dimentica in quale iperspazio ha lasciato la testa, incorrendo in tragicomiche gaffe. Alice, per gli amici, appena può parte per qualche paese lontano, ma torna sempre nella sua città preferita: Napoli.

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