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Legàmi, a Napoli la mostra di Enrico Cattaneo

cattaneoVenerdì 2 marzo sarà inaugurata a Napoli presso gli spazi della Galleria P.R.A.C. “Piero Renna Arte Contemporanea” la mostra “Legàmi” di Enrico Cattaneo che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 27 aprile 2018. L’opening è alle 19.

Il lavoro di Enrico Cattaneo è volto all'esplorazione della materia e mescola coscientemente due visioni opposte del mondo. Figurazione e astrazione, infatti, si appartengono e vivono legate l’una dentro l’altra plasmandosi vicendevolmente. Le immagini emergono a fatica dal fondo del cartone e lottano per imporsi all’attenzione dell’osservatore, le linee riaffiorano tra squarci profondi, adesivi reazionari e stesure di scotch che svolgono il doppio ruolo di negazione della forma e di collante tra le parti. I legami messi in scena da Cattaneo, però, non sono solo di origine materica e tangibile ma testimoniano la trama di una tessitura che lega a doppio filo la sensibilità dell’artista con le tematiche affrontate.

cattaneo 1

Frantumazioni, eliminazioni dei rapporti sintattici e contrapposizioni di materiali differenti sono gli strumenti che Cattaneo utilizza per opporsi a un citazionismo accademico fine a se stesso. Tale approdo si deve leggere come il risultato del recente percorso di analisi e studio che ha portato l’artista negli ultimi anni a confrontarsi con progetti installativi e scultorei. L’abbandono progressivo di un figurativismo didascalico apre così a Cattaneo nuovi spazi di intervento, linguaggi non descrittivi ma atti a richiamare in vita improvvisi sussulti di memoria.

L’azione che porta l’artista a scavare nel materiale, scelto come valorizzazione del concetto moderno di scarto, è ispirata dalla volontà di far risorgere particelle di echi collettivi e personali per poi cancellarli e dimenticarli in un unico gesto sottrattivo. Il cartone viene violentato, aperto e lacerato per poi essere ricucito, ricomposto e ripensato a manifesto di quel legame tipico della nostra contemporaneità in bilico perenne tra resistenza e abdicazione. Emergono così immagini che rimandano a configurazioni ambigue, inquietanti e di viscerale organicità, cariche di energia.

Vi è un senso inconsapevole che traspare in queste opere dettato da suggestioni emotive personali dell’artista: donne urlanti depredate di sentimenti, liti infantili, patrie natie lasciate alle spalle ma anche oggetti di uso comune rubati dalla biografia intima dell’artista descrivono l’universo con il quale Cattaneo ha scelto di confrontarsi e con il quale ci invita a misurarci. Un universo che svela le pulsioni sottese e i moti inespressi dell’animo umano in cui si scorge molto più dell’apparenza. Sono le parole con cui Diego Faa analizza il lavoro dell’artista.

Enrico Cattaneo, classe 1989. Frequenta l’istituto d’Arte Andrea Fantoni e prosegue la sua formazione presso le Accademie di Firenze e Bergamo tra il 2011-2017 dove si orienta verso il riciclo di materiali e una più approfondita indagine del supporto. Questa analisi spinge l’artista verso nuove tecniche quali l’uso del gessetto e l’incisione. Proprio su quest’ultima tecnica, Cattaneo indaga le autonome possibilità di espressione della materia. Il cartone da riciclo diventa il supporto adatto a rendere, attraverso la rimozione, l’infinita trasformazione della materia e delle immagini nello scorrere del tempo.

La prima personale è del 2012 a Firenze, presso la galleria indipendente CO2 Atmosfera Creativa, in seguito varie manifestazioni come la collettiva “Frammenti” nel 2013 e la partecipazione a Bergamo Arte Fiera grazie alla collaborazione con la Galleria Elleni. Cattaneo trascorre il 2013 nel continente australiano alla ricerca di nuovi soggetti e continua a lavorare sul territorio dove ottiene un buon riconoscimento ed espone presso la Hogan Gallery a Melbourne. Nel 2014 l’artista torna in Italia e prosegue la sua ricerca per fondere il carattere materico delle sue opere con una più accurata osservazione del mondo che lo circonda, inserendo un accento più critico nei confronti del suo lavoro mantenendo sempre una forte attenzione verso il supporto delle sue opere in relazione all’ambiente circostante.

Partecipa nel 2015 alla collettiva nazionale per CodiceItalia Accademy in collaborazione con la Biennale di Venezia e la sua prima personale nel 2016 per l’evento di ArtDate a Bergamo nella galleria Elleni. Dopo una permanenza nella città di New York, dove lavora come assistente per Andrea Mastrovito, cresce la voglia di riscoprire il ‘volto originale’ di ciò che lo circonda elevando la rimozione come gesto necessario a far emergere un sistema parallelo tra il mondo ideale e quello naturale di ogni cosa, come nell’installazione “Ripercorsi” locata nel 2017 in UnaVetrina, il racconto di un viaggio sul confine tra passato e presente, tra logoramento e grado zero di ogni sostanza, oggetto e superficie, forma e colore.

Apertura della galleria: da martedì a sabato dalle 17,00 alle 19,30 e su appuntamento

PRAC www.galleriarenna.com / http://www.facebook.com/pierorennaartecontemporanea

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