martedì 11 DICEMBRE 2018
blank
 
chi siamo 
contatti

RESBIS - | Il dualismo dei femminielli, personale di Luciano Ferrara

luciano ferraraLuciano Ferrara ha immortalato i femminielli di via Toledo, del Rettifilo, della Sanità per anni; frequenta e fotografa queste persone che si consegnano con naturalezza alla sua macchina in uno scambio lontano da ogni giudizio morale, ma anche dal sensazionalismo di certa comunicazione patinata. Una personale inedita del fotografo ripercorre il viaggio alla ricerca di un’umanità marginale in RESBIS - | Il dualismo dei femminielli. 

La mostra a cura di Barbara Martusciello sarà inaugurata venerdì 30 novembre 2018, dalle 18.30 a Howtan Space, in via dell'Arco de' Ginnasi, 5, a Roma e resterà esposta fino al 12 gennaio 2019. 

“Il termine napoletano femminiello ha una forte carica allusiva: è una parola al maschile, ma rimanda all'universo femminile; si riferisce a un genere articolato, fluido, altro, che integra femminile e maschile, un fenomeno presente in molte culture e in quasi tutte le epoche storiche, ma che a Napoli ha assunto caratteristiche specifiche. Nella mostra RESBIS sono esposte circa 30 foto inedite, in bianco e nero, parte di questo ampio ciclo su questi figli di una particolare tradizione popolare che Ferrara ha seguito nel quotidiano e nel privato, sulla strada, nella dimensione ludica, compreso un celebre concorso di bellezza per Miss Trans, ma anche in una realtà più privata e normale: un matrimonio, le chiacchiere nei bassi, la cena o il pranzo preparato, tra gli scugnizzi, e durante il rientro dal lavoro a sera tarda. Maschile e Femminile dunque: simbolicamente riuniti in un messaggio di amore che, se ha una precisa geografia, è però senza tempo.

Attraverso  RESBIS -  |   Il dualismo dei femminielli, Ferrara usa un escamotage tutto interno al linguaggio dell’Arte, fatto di decise cesure delle immagini fotografiche vintage, tagliate, quasi sezionate chirurgicamente, in alcune parti poi riunite, assemblate a creare un’apparenza di integrità visiva. Sottintende, in questo modo, e sottolinea, un unicum ma allo stesso tempo “una cosa doppia”, “quod duplex”, soprattutto “res bis” / “due volte”,  e un processo di trasfigurazione identitaria possibile, di modificazione del corpo, esteriore e interiore dei soggetti fotografati, nonché, in ultima analisi, un’adesione – sempre empatica – al concetto e al diritto di libertà di genere che sovrappone magnificamente forma e contenuto, etica ed estetica. Nell’arte come nella Vita” (Barbara Martusciello).

luciano ferrara 1

Luciano Ferrara (Cimitile, Napoli, 1950) si avvicina prestissimo alla fotografia, intorno al 1964, iniziando a fare da assistente in uno studio fotografico partenopeo, a Piazza Cavour, che si occupava soprattutto di documentazioni di feste e matrimoni della tradizione locale. La sua fotografia, espressa pienamente dagli anni ’70, si concentra essenzialmente sulla cosiddetta marginalità, ma capace di svelare questa umanità e il suo mondo sempre evitando la retorica e i preconcetti di qualsiasi tipo. Con questa sua attenzione critica ed etica alla realtà, fonderà nel 1989, con Serena Santoro, la Nouvelle presse, prima agenzia fotogiornalistica del Sud Italia; e con una simile vocazione, e uno spirito movimentista che ama la condivisione e il confronto, e che non lo abbandonerà mai, aprirà a Napoli, nel 2013, con l’artista mosaicista Sofia Ferraioli, Tribunali138: studio, abitazione, laboratorio e archivio del fotografo e dove si incontrano grandi fotografi sia nazionali che internazionali, giovani, colleghi e personalità del mondo della creatività e della cultura. La fotografia intesa come una prova dei fatti e cuore dell’informazione, attiverà collaborazioni importanti con grandi testate giornalistiche tra le quali “L’Espresso”, “il Mattino” e il “Corriere della Sera” dando vita ed esperienze “incredibili, che oggi sono impossibili da ripetere perché allora si frequentavano le Redazioni e i giornalisti e c’era uno scambio continuo: tu davi un’idea, parlavi di un viaggio che volevi fare per documentare qualcosa di importante, il giornalista decideva di scriverci su e tu vendevi il servizio grazie a questa azione combinata e, talvolta, anche casuale; o, viceversa, sentivi che qualcuno avrebbe raccontato un determinato fatto e tu partivi per farci il fotoreportage che poi ti pubblicavano. C’era una circolarità di rapporti e conoscenza, una sinergia magnifica che oggi non è più possibile”.

Il suo sguardo fotografico è asciutto, ma capace di cogliere l’anima di ogni collettività e individualità immortalate con grande convinzione politica e quell’empatia che prova per i soggetti fotografati ai quali si avvicina senza mai sovrastarli. Questa sua attitudine artistica e professionale è visibile non solo e non tanto sul suo durissimo reportage del terremoto del Friuli e sugli scenari delle tensioni mondiali e di guerra (Libano, Territori occupati, Guerra del Golfo), o di città come Parigi e di realtà della Romania e dell’Albania, ma specialmente nei focus sulle lotte dei Disoccupati organizzati – di cui segue tutte le vicende, diventandone un po’ la voce per immagini , sul proletariato e il sottoproletariato napoletano, negli anni Settanta; sui Comitati per la Pace a Comiso e sulla legge 180, su Secondigliano, negli anni Ottanta; sulle tante vite di strada; su Comiso; su Berlino, il muro e la caduta; sui primi movimenti no-global in Europa e la grande manifestazione di Praga; su Cuba nei primi anni Duemila. Anche nel mondo dell’arte Ferrara è attivissimo, parte di quel milieu culturale che vide Lucio Amelio come animatore operosissimo non solo come gallerista; l'archivio analogico di Ferrara contiene anche tanti protagonisti di questo vivace ambiente: da Lucio Amelio, appunto, a Joseph Beuys, Andy Warhol, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Helmut Newton, Achille Bonito Oliva, Graziella Lonardi Buontempo, Tatafiore, Nino Longobardi, Sergio Fermariello: moltissimi di questi ritratti hanno a che fare con Terrae Motus, progetto originato quando, a seguito del terribile terremoto a Napoli del novembre 1980, Amelio chiamò 66 artisti in una collezione-mostra con opere che avevano come tema proprio il terremoto. Tante foto costellano il lavoro di Luciano Ferrara che riesce sempre a restituire un punto di osservazione personalissimo e problematico sulla realtà, qualunque essa sia. Lo fa fotografando al San Carlo di Napoli, ci riesce seguendo Roberto De Simone o i danzatori del Living Theatre; e ci riesce anche attraverso una singola foto, che, come in questo caso, diventa  mitica: è quella di Diego Maradona. Il calciatore argentino del Napoli è fermato dal suo obiettivo mentre esce dall’area  spogliatoi per entrare nello stadio San Paolo; è, quindi di spalle, avanzando sui gradini: Ferrara ne restituisce una originalissima prospettiva ribaltata, quasi una elevazione del personaggio mostrando, anche, l’attesa dei fotografi radunati davanti a lui per immortalarlo, quasi come un corale abbraccio e un omaggio allo sportivo-feticcio; ma il gladiatore, da quella posizione, di schiena, sembra anche una muta presenza fatta di solitudine, forse. La foto, bellissima, in bianco e nero, del 5 luglio 1984, ha avuto la sua giusta notorietà solo dopo molti anni. 

Cosa: RESBIS - | Il dualismo dei femminielli personale di Luciano Ferrara.

Quando: venerdì 30 novembre 2018, dalle 18.30 al 12 gennaio 2019.

Dove: Howtan Space, in via dell'Arco de' Ginnasi, 5, a Roma

Articoli correlati

Notizie

  1. ULTIME
  2. PIU LETTE
musicantiNuove date per MusicantiStanding ovation per il debutto nazionale...
Maria Luisa Acquaviva. Xilografie 19602018Arriva a Napoli Maria Luisa...Arriva al Pan “Maria Luisa Acquaviva. Xilografie...
veleno del teatro“Il veleno del teatro”, sul palco le...Manuele Morgese e Salvatore Della Villa. Uno rappresenta...
napoli panoramaA Natale, ritorna “Mercato Meraviglia”Ritorna l’immancabile appuntamento natalizio nella...
maurizio-de-giovanni-2I romanzi di de Giovanni al cinema e...Lo scrittore napoletano anticipa: “I Bastardi di...
ex-asilo-filangieri-estEx Asilo Filangieri: Libertà e...Si chiamano “abitanti” e da marzo 2012 stanno...
skin careBotulino? No grazie. Arriva Sublime SkinNon è solo per donne e non ha controindicazioni, tranne...
crociera-con-delitto“La nostra missione è raccontare storie”Partito con i gialli e le cene con delitto, il teatro Il...
agendo 2019 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
il poggio
napolicittasolidale
amicar 500