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Il corpo in fotografia: artisti a Napoli sulle tracce della Woodman

Terminiello 2b WoodmanNon credo che potremmo affermare oggi con assoluta convinzione che Francis Bacon sarebbe mai esistito se prima di lui non vi fosse stato Caravaggio. O che i Beatles sarebbero stati tali se trecento anni prima non ci fosse stato un Mozart.

Se è vero che dietro ad ogni artista c’è tutto un universo di riferimenti a cui, volente o nolente, attinge e senza i quali non sarebbe ciò che è, nella fotografia contemporanea che indaga il corpo e che usa il corpo come medium espressivo è difficile non trovare traccia del lavoro di Francesca Woodman. Scomparsa giovanissima negli anni ’80, la Woodman sembra aver creato, attraverso i suoi elaborati scatti in bianco e nero e seppia, spesso ottenuti con un certosino lavoro di camera oscura e grazie a una sperimentazione sulla lunga esposizione inedita per l’epoca, delle coordinate estetiche imprescindibili per chi decide di rivolgere l’obiettivo verso un corpo femminile, che sia o no il proprio corpo.

All’artista americana è dedicata la mostra “Francesca Woodman – collezione di Carla Sozzani”, a cura di Maria Savarese, presso la galleria napoletana Al Blu di Prussia di via Filangieri.

Qui si potranno ammirare i lavori di giovani artisti a lei ispirati. Fra i tanti che calcano le scene della fotografia napoletana, ve ne sono alcuni in cui l’indagine sul corpo è particolarmente interessante. Interessante è sicuramente scorgere i riferimenti fotografici, ma interessante è soprattutto osservare come in alcuni casi tali riferimenti siano stati stravolti, fatti a pezzi e ricomposti, nella ricerca, riuscita, di una propria identità espressiva.

Luisa Terminiello 1a

È questo il caso di Luisa Terminiello, classe ‘92, fotografa autodidatta che ha già a suo attivo un cospicuo numero di mostre collettive e personali, fra cui degna di nota è la personale “Osmosi” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli tenutasi nel 2015.

Terminiello 1b Woodman

Come la Woodman, Terminiello cura il dettaglio e la composizione, indugiando sui particolari anatomici, introducendo nella scena oggetti dal valore simbolico, come i fiori, ma lo fa attraverso una scala cromatica e un uso della luce tutto personale.

Luisa Terminiello 2a

L’assenza del volto, spesso presente negli autoscatti della Woodman in quanto negazione dell’identità e fusione con lo sfondo da cui sembra nascere la figura umana, riecheggia invece nel progetto di Ilaria Sagarìa “Il Dolore Non è un Privilegio”, esposto nel 2018 presso lo spazio The Gallery Studio, a Napoli.

Ilaria Sagarìa 1a

Nelle sue fotografie la mancanza del volto, un volto sempre nascosto da pesanti garze bianche, è centrale: il progetto infatti ruota intorno al tema delle donne sfigurate dall’acido, spesso per mano di fidanzati, fratelli, padri. La violenza non mostrata apertamente ma sottesa è negli scatti permeante, così come una silente ma acuta carica di violenza (autoinflitta? Inflitta da una società che spinge la donna, in cerca di una identità non sempre corrispondente alle convenzioni sociali, verso l’orlo del precipizio?) è presente nelle foto di Francesca Woodman.

Sagarìa 1b Woodman

Sebbene l’opera dell’artista americana sia profondamente femminile,  non parla soltanto alle donne. I progetti fotografici The Red Chair di Vincenzo Noletto e The Rolling Youth di Daniele Lepore sono dedicati alle ragazze dei giorni nostri, le cosiddette “millennials”.

Vincenzo Noletto 1

Vincenzo Noletto 2

Daniele Lepore 1

Strizzando un po’ l’occhio alla fotografia di moda, Noletto e Lepore sanno unire alla modernità dei tratti e degli abiti un’ambientazione che supera le coordinate di tempo e spazio, restando sempre fuori da un luogo preciso ma fuori anche da un tempo cronologico e rievocando quel particolare senso di straniamento che ritroviamo spesso negli scatti della Woodman.

Noletto Lepore 1Woodman

Noletto Lepore 2 Woodman

Noletto Lepore 3 Woodman

Siamo tutti figli di ciò che abbiamo vissuto, dei libri che abbiamo letto, dei film visti e di esperienze dirette. Nei lavori di questi giovani artisti che cercano un loro spazio nel mondo della fotografia cercando di emanciparsi da facili analogie, l’opera di Francesca Woodman è come gli occhi o il naso ereditati dalla madre. Sono occhi o un naso che ci ricordano qualcun altro ma sono anche inequivocabilmente parte di un volto nuovo, unico e nella totalità simile solo a se stesso. Sta a noi tutti soffermarci un attimo sui tratti noti ma poi andare oltre, per apprezzare la bellezza del nuovo, dimenticandoci ad un certo punto da dove essa provenga.

Per saperne di più:

Francesca Woodman – Fotografie della Collezione Carla Sozzani

A cura di Maria Savarese

fino al 10 marzo 2019

Galleria Al Blu di Prussia – Via Gaetano Filangieri 42, Napoli.

apertura al pubblico mar-ven 10.30-13/16-20, sab.10.30-13. Ingresso libero.

www.terminielloluisa.tumblr.com

www.facebook.com/danieleleporephotographer/

www.facebook.com/theredchairmagazine/

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura. Cura mostre di arte contemporanea ed eventi culturali.

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