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La città in uno scatto: Stefano Fittipaldi racconta l'Archivio Parisio

Colonnato ParisioCi sono luoghi che raccontano la storia. Quella di cui si legge sui libri, con la S maiuscola, e quella piccola delle persone comuni, più difficile da ricostruire, fatta di fotografie, cartoline, ritagli di giornale, affidata alle memorie vacillanti delle persone con i capelli bianchi.

Quest'ultima è dentro la prima, o forse viceversa, e il compito di tessere i fili sottili che legano l'una all'altra è affidata a persone tenaci che hanno voglia di raccontarle alle generazioni che verranno. Il patrimonio dell'Archivio Parisio e uno dei pochi luoghi in città deputati a questo. Costituitosi nel 1995 nei locali che un tempo ospitarono l’atelier del fotografo, la sua fondazione è dovuta all’impegno di Stefano Fittipaldi che rilevò la collezione da Fabrizio Parisio, ultimo rappresentante della famiglia.  L’Archivio conserva circa 70.000 negativi (di cui 35.000 digitalizzati), fra lastre e pellicole di diversi formati, che spaziano dalla sperimentazione futurista alla fotografia urbana, dalla ricerca antropologica alle foto di industria, dal ritratto d’arte alla pubblicità. A questo materiale, fino a poco tempo fa, si aggiungeva il consistente fondo Troncone con le sue circa 900.000 immagini, che raccoglie la produzione della famiglia Troncone (i fratelli Roberto, Vincenzo, Guglielmo e Vittorio, figlio di quest’ultimo). Queste fotografie - accuratamente catalogate dagli stessi autori - documentano sempre con un taglio giornalistico, di reportage, l’evoluzione dei costumi e della società, ma anche le principali trasformazioni che hanno segnato la città nel corso del secolo scorso.

Scopriamo questo piccolo “gioiello di sapere” incontrando Stefano Fittipaldi nei polverosi locali adiacenti a piazza del Plebiscito.

Ritratto di un artista ma, sotto un certo punto di vista, anche di uno storico. Cosa racconta la fotografia di Giulio Parisio? Perchè è così importante per la memoria del nostro territorio?

Dopo le prime esperienze nel fotogiornalismo e nel rilevamento fotografico aereo durante la Guerra, Giulio Parisio ritorna nella sua Napoli e apre uno studio fotografico, questo luogo, in Piazza del Plebiscito. Il suo stile fotografico si muove dalla fotografia di paesaggio alla sperimentazione futurista, dalla ricerca antropologica e di costume alla foto di industria, dal ritratto d'arte alla pubblicità. Sono però gli 'ardimenti fotografici' (firmati però con lo pseudonimo Paris) che costituiscono il vertice della sua ricerca nella creazione della fotografia d'avanguardia, che lo avvicinano alle posizioni del Futurismo e dei suoi esponenti, compagni di viaggio di Parisio nel suo primo percorso artistico. Solo a partire dal Secondo dopoguerra, intorno agli anni ’50, la sua produzione fotografica si trasforma, per orientarsi verso la foto industriale, che trova nelle immagini realizzate per l'Italsider di Bagnoli e per l'Olivetti di Pozzuoli gli esiti più felici.

Foto 1 Parisio OlivettiUn valore di documentazione che è stato riconosciuto dalla città come dallo Stato...

Il valore delle collezioni presenti nell’Archivio sono state confermate dai provvedimenti di vincolo, emessi nel 1998 e nel 2002, dal Ministero dei Beni Culturali, che relega inoltre l’Archivio in quegli stessi locali che hanno accompagnato l’attività di Giulio Parisio. Questo vincolo ha però creato negli anni passati una situazione ai limiti del teatro dell’assurdo, quando un altro apparato dello Stato, in questo caso il Fec (Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno) proprietario dei locali, avanzò invece la richiesta dei canoni arretrati (per un importo di oltre 200 mila euro), in quanto il contratto d’affitto non era stato rinnovato dagli eredi dell’artista dal lontano 1993.

Come fronteggiare una situazione così ingarbugliata?

La paralizzante contesa burocratica tra Fec e Mibact ha avuto come effetto principale quello di rallentare le attività dell’Archivio. Tuttavia resistiamo, e le nostre porte sotto l’iconico colonnato di Piazza del Plebiscito vengono ancora aperte in occasione di mostre ed eventi dedicati alla memoria storica: proprio agli inizi del 2019 si sono tenute qui due mostre incentrate sul contributo alla causa futurista apportato dall’opera di Giulio Parisio.

FOTO 2 PARISIO DONNANNA

 

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Project manager della rivista di arte contemporanea Racna Magazine, si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura collaborando con l'Istituzione Internazionale Art1307, Villa di Donato, Casa Morra – Fondazione Morra e diversi artisti. Curatrice d'arte contemporanea e scrittrice compulsiva, collabora fra l'altro con il quotidiano “Roma”, come referente Arte Contemporanea. Dal 2012 collabora con la casa editrice Marchese editore, occupandosi di pubbliche relazioni, promozione e creazione di eventi culturali.

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