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Berlino 1989. Frammenti di muro-persone

Luciano Ferrara Berlino copertinaA 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino ancora si alzano barriere e si reprime la libertà con la violenza. Più che mai è necessario ricordare i volti e lo spirito di quel 9 novembre 1989. Lo fa con un eccezionale progetto Luciano Ferrara che immortalò quei mesi rivoluzionari con la sua Leica.

In occasione del trentennale dalla caduta del Muro di Berlino, il 31 ottobre alle 17.30 inaugura la mostra "Berlino 1989. Frammenti di muro-persone", un progetto espositivo che a partire dai frammenti di muro e di vita impressi nelle fotografie di Luciano Ferrara, indaga il rapporto tra la memoria storica e i linguaggi artistici. Ideato da tribunali 138, promosso da Goethe-Institut Neapel e Comune di Napoli e curato da Noos Aps, il progetto aperto e plurisemantico, vuole fornire nuove chiavi di lettura ad un evento dal significato politico ancora attuale. "Berlino 1989. Frammenti di muro-persone" è un’esposizione fotografica, ma anche tante altre cose: un libro ed una serie di azioni che si svolgeranno nella splendida cornice della Cappella Palatina, Museo Civico in Castel Nuovo (Maschio Angioino) per ricordare senza filtri la caduta del muro e per puntare i riflettori sui tanti muri che ancora dividono e discriminano le persone. Grazie al project design di Paolo Gambardella e al video e sound design di Giosuè Grassia, Maurizio Chiantone e Michelangelo Pepe verranno ricostruiti nello spazio due parti del muro e sarà ricreata l’atmosfera di quella stagione di fermento.

“Lo sguardo fotografico di Luciano Ferrara è asciutto – dice Barbara Martusciello, storica e critica d’arte - ma capace di cogliere l’anima di ogni collettività e individualità ritratte: se, come scrisse Susan Sontag (in: Sulla fotografia: realtà e immagine nella nostra società, Einaudi, Torino, I ed. 1978) fotografare significa “appropriarsi della cosa che si fotografa. Significa stabilire con il mondo una relazione particolare che dà una sensazione di conoscenza, e quindi di potere”, ebbene, di questo “potere” Luciano Ferrara fa a meno, con grande convinzione morale e quell’empatia che prova per i soggetti fotografati ai quali si avvicina senza mai sovrastarli”.

2 muro di Berlino Luciano Ferrara

In mostra ci saranno 35 foto 50 X 60 stampate su carta baritata ai sali d’argento e oltre 200 fotografie proiettate sui muri allestiti ad hoc con la colonna sonora creata recuperando le voci e i rumori di Berlino. “Ho riportato tutto nell’89 - spiega il grande fotoreporter napoletano - quando non c’era il digitale e ho stampato i negativi in camera oscura come si faceva allora. Non è un’operazione nostalgica, ma volevo tornare indietro a quell’epoca per ricordare in modo preciso quel momento importantissimo. Il 9 novembre sono 30 anni dall’abbattimento del muro, ed è una festa di tutta l’Europa. Nell’89 ero a Berlino come fotoreporter. Documentavo ciò che accadeva proprio sotto il muro, dove nei mesi di ottobre e novembre saranno passate un milione di persone. Ho fotografato la folla, ma il mio impegno principale era catturare i singoli, studiare come le persone estrapolate dalla folla interagivano con il muro stabilendo con esso un rapporto. C’è la signora che porta i bambini a vedere la barriera che sta cadendo pezzo a pezzo, chi va con lo scalpello a dare il proprio contributo, chi si scatta un selphy ante litteram”.

La presentazione della mostra affidata ad Enzo Salomone vedrà la partecipazione di Nino Daniele, Maria Carmen Morese, Barbara Martusciello che hanno firmato i testi critici per la pubblicazione di Artstudiopaparo edizioni. Durante l’esposizione, che sarà installata fino al 1° dicembre, ci saranno una serie di azioni per ricordare i muri passati e presenti. “Ci sono ancora oltre 20 muri alzati in giro per il mondo- denuncia Ferrara-. Siamo preoccupati, ciò che sta succedendo in Cile, in Equador, in Messico, negli Stati Uniti, in Siria, in Libia con i migranti è allucinante. Cosa dobbiamo vedere ancora? Se non ci fossero i fotografi sui fronti di guerra, non sapremmo niente di ciò che avviene dall’altra parte del mondo. Venti fotoreporter sono morti negli ultimi 2 anni. Non sono incidenti, ma vere esecuzioni. Sono stati specificamente colpiti. Siamo in un bruttissimo momento, ma confido nel fatto che il vento dell’umanità cambierà ancora.”

Cosa: "Berlino 1989. Frammenti di muro-persone", un progetto espositivo che a partire dalla fotografia di Luciano Ferrara.

Dove: Cappella Palatina, Museo Civico in Castel Nuovo (Maschio Angioino)

Quando: 31 ottobre - 1 dicembre 2019, lunedì-sabato h10-18.30, domenica h10-12.

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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