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Al via le aste di Blindarte

blidarte napoliAl via le aste di Blindarte con il primo appuntamento a Napoli per il catalogo di Oggetti d’arte e arredi, Orologi e Gioielli e quello di Dipinti antichi, disegni e dipinti del XIX-XX secolo.

Sabato 30 novembre alle ore 18 a Napoli in Via Caio Duilio 10 e mercoledì 4 dicembre  a Milano per la sessione di Arte moderna e contemporanea.

Oggetti d’arte e arredi, Orologi e Gioielli  - Asta 93

Dipinti antichi, disegni e dipinti del XIX-XX secolo – Asta 94

Tra le opere incluse nel catalogo dedicato a dipinti antichi, disegni e dipinti del XIX-XX secolo all’asta il prossimo Sabato 30 novembre (a partire dalle ore 16,30) presso la sede napoletana della Blindarte assieme a quello di Oggetti d’arte e arredi, Orologi e Gioielli, si rileva una ricca e variegata selezione di oggetti d’arte, arredi e dipinti diversi per genere, stile e provenienza, che consentono al vasto pubblico di collezionisti e amanti dell’arte, sempre più esigenti, di viaggiare attraverso i secoli e le aree geografiche.

Nella sezione dedicata agli Oggetti d’arte, tra i lotti più importanti lo statuario busto in marmo raffigurante Erma di Omero per il quale è stata avanzata un’attribuzione allo scultore Tito Angelini (lotto 125, stima €15.000/20.000), e la coppia di vasi biansati in marmo rosso antico finemente lavorato, mirabile esempio di reimpiego negli anni del Grand Tour di materiali pregiati di epoca classica (lotto 130, stima € 15.000/20.000).

Molte le opere di rilievo internazionale che saranno presentate nella sezione dedicata ai Dipinti antichi: prima fra tutte la “Tarantella danzata da Emma Hart” di Angelika Kauffmann (lotto 181, stima € 50.000/60.000). Il dipinto, proveniente dalla raffinata e colta raccolta di un noto collezionista-studioso, profondo conoscitore delle opere napoletane, è di eccezionale interesse non solo per il soggetto ritratto, ovvero la futura Lady Hamilton, una delle donne più fascinose e ammalianti dell’epoca, ma anche per il probabile autoritratto dell’artista stessa che rivolge il suo sguardo allo spettatore invitandolo a prendere parte alle danze. Di grande impatto visivo i maestosi edifici immersi in un paesaggio preromantico di Leonardo Coccorante, all’asta con un’opera firmata di grandi dimensioni (lotto 185, stima € 40.000/50.000).

Delicata e luminosa invece la gamma cromatica di un inedito Luca Giordano (lotto 177, stima € 30.000/40.000), che nel Riposo nella fuga in Egitto manifesta la sua attenzione nei confronti di un maturo classicismo romano. Esempi tipici della produzione artistica partenopea del XVIII secolo l’olio su tela raffigurante Rebecca ed Eleazaro al pozzo (lotto 160, stima € 30.000/40.000) per il quale è stata proposta un’attribuzione a Domenico Brandi; il Noli me tangere (lotto 168, stima € 30.000/40.000), collegato quasi certamente ad una pala d’altare di Solimena, oggi scomparsa, e L’angelo di Domenico Mondo (lotto 176, stima € 18.000/25.000), opera dai contrasti caricati e vigorosi caratteristici delle opere più importanti del grande allievo di Solimena. Significativa poi la presenza in catalogo di una serie di opere che manifestano assonanze stilistiche ed ereditano componenti strutturali da quell’enigmatico personaggio che fu Monsù Desiderio: in primis Cornelio Brusco, l’unico pittore che secondo le fonti ha collaborato con Francois de Nomè, in asta con La piscina probatica (lotto 178, stima € 40.000/50.000), dipinto pubblicato,  e poi Didier Barra con la sua certosina Cattedrale di Strasburgo su lavagna (lotto 171, stima € 10.000/15.000), e ancora il misterioso Maestro di Malta, da tempo oggetto di studi, presente in catalogo con uno spettrale paesaggio con ruderi (lotto 187, stima € 5.000/6.000).

Straordinaria l’offerta proposta nella sezione dei Disegni e dipinti del XIX e XX secolo: proveniente dalla collezione personale di Totò, La passeggiata a Capodimonte di Marco De Gregorio (lotto 237, stima € 25.000/30.000), esponente principe della Scuola di Resina, colpisce per l’intensità della luce e l’eleganza della pennellata, che l’avvicinano incredibilmente all’opera dello stesso artista e di soggetto analogo custodita al Museo di Capodimonte. Elegante La tarantella di Gaetano Gigante (lotto 233, stima € 15.000/20.000) che traduce sulla tela la grande tradizione di genere di fine Settecento in chiave popolare, con vive note cromatiche. Anche questo dipinto come quello della Kauffmann,  proviene dalla collezione costituita con passione sincera e amore profondo per l’eleganza dell’arte. La passione del conoscitore ha guidato negli anni la scelta attenta dei quadri spesso individuati seguendo il filo rosso della ricerca filologica.

Da un’altra importante collezione, questa volta romana, provengono poi una serie notevole di 16 opere dei più famosi pittori napoletani del XIX secolo, tra cui spiccano nomi come Giuseppe De Nittis (lotto 245, stima € 4.000/5.000), Teodoro Duclère (lotto 253, stima € 5.000/7.000), Antonino Leto (lotto 254, stima € 5.000/7.000), Anton Sminck van Pitloo (lotto 256, stima € 6.000/8.000). Si segnalano ancora La grotta di Pozzuoli di Giacinto Gigante (lotto 260, stima € 5.000/6.000), uno storico Giuseppe Casciaro, più volte esposto e pubblicato (lotto 259, stima € 5.000/6.000), e un piccolo nucleo di opere, vere chicche del XIX secolo, provenienti dalla collezione Fossataro-Limoncelli, tra le quali Una fabbrica di mattoni di Federico Rossano (lotto 269, stima € 7.500/8.500).

Nella sezione dedicata agli Orologi e gioielli, una bella selezione di oggetti di particolare manifattura e pregio, tra i quali si segnalano il Rolex date just ref. 1601, in oro giallo con classico quadrante Champagne (lotto 38, stima € 5.500/7.500) e il Bracciale in oro 14kt incastonato con tormaline e diamanti (lotto 62, stima € 5.000/7.000).

Arte moderna e contemporanea – Asta 95

Tra le opere incluse nel catalogo vanno senza dubbio segnalate le 2 importanti opere della Collezione della Baronessa Lucrezia De Domizio Durini (*): un importante lavoro del periodo di arte povera di Michelangelo Pistoletto, dal titolo Il disegno della porta e dello specchio realizzato nel 1980 durante il suo soggiorno tra Pescara e Bolognano, al tempo del sodalizio artistico con la Baronessa Durini; e un importantissimo lavoro di Gino De Dominicis, dal titolo Quando non si parla più d’immortalità del corpo. Mostra riservata agli animali realizzata ai tempi della leggendaria mostra alla Galleria De Domizio Durini di Pescara, quando il geniale artista anconitano inaugura la sua personale consentendo di accedere allo spazio espositivo soltanto ad un gruppo di animali, lasciando gli esseri umani al di fuori. Le due opere rappresentano forse i più interessanti periodi di 2 dei più importanti e influenti artisti che l’Italia ha avuto in quegli anni, forse proprio per le strette frequentazioni che entrambi gli artisti ebbero all’epoca con la forte personalità di Lucrezia De Domizio Durini. L’opera di Pistoletto, che racchiude in sè 2 delle tematiche più importanti del celebre artista biellese: lo specchio e la porta, e che include anche il grande collage di 2 fogli (sagome degli specchi della porta), è proposto in vendita con una stima di euro 180.000/250.000. La rarissima opera fotografica di De Dominicis del 1975, misura incorniciata cm 175x150x12, eseguita su uno scatto di Buby Durini, sarà invece messa all’incanto con una stima di euro 140.000/180.000 euro.

Spicca su tutte la presenza in questo catalogo d'asta dell’opera Parsons' Live Plants Ammonia (Cardboard) di Robert Rauschenberg. Tra gli artisti più importanti della POP ART americana, Rauschenberg è anche tra gli artisti le cui aggiudicazioni negli ultimi anni sono salite di più (da poco è stato aggiudicato il BUFFALO II del 1964 per 88.000.000 dollari segnando il maggior risultato di sempre dell’artista oltre che consacrando Rauschenberg come uno degli artisti dal più alto record mondiale di sempre). L’opera qui presentata, datata 1971, è una delle prime e assai rare opere della serie Cardboards: lavori particolarmente rilevanti eseguiti da Robert Rauschenberg tra il 1971 e il 1973. Il titolo Parsons' Live Plants Ammonia è tratto dalle scritte che, stampate sulle superfici dei boxes di cartone, si riferiscono al prodotto che originariamente era contenuto in esse, una nota marca di candeggina. Il concetto che sta alla base di quest’opera è ereditato dal dadaismo e dai suoi ready-made: l’azione con cui oggetti di uso comune, prelevati dalla realtà quotidiana, vengono decontestualizzati e spogliati della loro originaria funzione al fine di investirli di un valore artistico. Rauschenberg infatti crea questa serie utilizzando solo pezzi di scatole di cartone reperiti nei luoghi più vari. Dopo i successi newyorkesi degli anni ’60 Rauschenberg si dedicò alla ricerca di un materiale che fosse reperibile in ogni parte del mondo: “Non sono mai stato in un posto dove non ci fossero scatole di cartone… persino in Amazzonia”, disse l’artista nel 1991. L’imponente opera, rarissima e di grande attualità, che racchiude in sé anche la matrice POP, è proposta in vendita con una stima di euro 500.000/700.000.

Della POP Art americana sono incluse nell’asta una serie di opere iconiche, certamente tra le più famose in assoluto e che costantemente segnano risultati d’asta sempre più importanti. Tra queste merita di essere segnalata senza dubbio Sweet dreams baby! la celeberrima serigrafia di Roy Lichtenstein, manifesto della POP Art americana eseguita nel 1965 e inclusa in 11 POP Artists, Volume III. L’opera, in solo 200 esemplari é presente nelle maggiori collezioni d’arte contemporanea del mondo ed è considerata tra le opere più famose della POP ART. Quest’opera, già esposta nella mostra personale su Lichtenstein al MOCO (Amsterdam) e nella mostra su Lichtenstein e la POP Art Americana alla Fondazione Magnani Rocca a Parma, è inclusa nella vendita all’asta con una stima di 70.000/100.000 euro. A seguire sono in catalogo anche le famose serigrafie New England Clam Chowder (from Campbell Soup) del 1969 e il Vesuvius del 1985 di Andy Warhol, proposte con una stima rispettivamente di euro 8.000/12.000 e 30.000/40.000.

Nel catalogo deve essere segnalata la presenza di un bellissimo dipinto di Marcel Gromaire, Nu à contre jour del 1925 - pubblicato sul catalogo generale dei dipinti dell’artista, e già appartenuto alla Collezione Maurice Gerardin - il ritratto di una elegante donna nuda distesa su un letto, dietro di lei una finestra dalla quale si vede lo skyline della città.

Dalle forme sinuose e dai tratti decisi, la figura in primo piano è invasa dai colori generati della luce che entra dalla finestra, in un’armonia cromatica di tonalità scure e calde che inquadrano il dipinto all’interno delle tendenze innovatrici europee del primo dopoguerra e che lo rendono un “capolavoro” del suo tempo.

Degno di nota è anche il bel dipinto di Emilio Scanavino, tra i più significativi esponenti della stagione informale italiana. L’opera, olio su tela del 1961 dal titolo Frammenti, proveniente dalla celebre Galleria D’Arte Cavallino di Venezia è proposto con una stima di euro 25.000/30.000.

Anche significativa la presenza in questo catalogo d’asta di opere dei Grandi Maestri della Transavanguardia: una bellissima scultura di Enzo Cucchi in pietra e vetro dal titolo Piedi in testa, stimata 22.000/26.000 euro e un imponente dipinto a 6 mani di Sandro Chia, Enzo Cucchi e Gian Marco Montesano (cm 345x667) realizzato in occasione della mostra FUORI USO, organizzata dal compianto Cesare Manzo a Pescara nel 1995. L’opera sarà esitata con una stima di euro 20.000/25.000. Rilevante anche la scultura in legno dipinto di Sandro Chia dal titolo Arciere e stimata 18.000/25.000 euro.

Particolarmente interessanti sono anche le 3 tele dipinte da Hossein Zenderoudi, artista nato a Teheran e pioniere dell’arte contemporanea Iraniana, fondatore del movimento Saqqakhaneh, che ha esplorato l'uso degli elementi visivi dell'Islam sciita e la calligrafia nell’arte, è tra i primi in assoluto ad aver incorporato gli elementi calligrafici Arabi nei suoi lavori. I tre dipinti, eseguiti tutti nel 1974, di questa importante e crescente stella del firmamento artistico mondiale, sono presentate in asta con stima massima molto interessante di 25.000 euro.

Dai forti colori accesi e vibranti è l’opera di Shozo Shimamoto presentata in quest’asta. Eseguita nel 2007 dal fondatore del movimento Gutai, la tela dal titolo Heiwa No Akasi 2007-09, acrilico su tela, è stata esposta nella personale Shozo Shimamoto/Spazio nel tempo alla Fondazione Sant’ Elia di Palermo ed è pubblicata nel catalogo della mostra. L'opera è proposta con una stima di euro 90.000/120.000.

Tra le opere più rilevanti vi è anche da notare un lavoro dell’artista peruviano Jorge Eduardo Eleison: “Quipus”. L’opera su tela di iuta, realizzata tra il 1984 ed il 2005, è una riuscita composizione cromatica che porta in primo piano, come in tutte le ricerche di Eleison, la forma archetipo del nodo che esplicitamente rimanda ai processi di comunicazione della antica civiltà sudamericana degli Inca. L’opera è proposta con una valutazionee di euro 35.000/55.000.

Interessante anche la sezione fotografica del catalogo, dove spicca la grande fotografia di Vik Muniz, dal titolo The Tower of Babel, after Pieter Bruegel (dalle serie dei Gordian Puzzles) in cui l’artista brasiliano dispone, stratifica e ruota centinaia di pezzi di puzzle per ricreare celebri dipinti: La riuscita versione della Torre di Babele di Bruegel è inclusa in asta con una stima di euro 30.000/40.000. Si devono citare anche 2 grandi fotografie di Shirana Shahbazi, artista iraniana di nascita, ma svizzera di adozione: una Komposition geometrica del 2013 ed un altra Stilleben Natura morta del 2010 stimate rispettivamente 14.000/18.000 euro e 12.000/16.000 euro. Anche da segnalare la fotografia in bianco e nero di Robert Mapplethorpe del 1983, ritratto di Barbara Hairston, stimata 6.000/8.000 euro, e poi le fotografie di Spencer Tunick, Walter Niedermayr, Olivo Barbieri, Noaya Hatakeyama, Anna Gaskell e tanti altri.

Anche da notare la presenza in asta di opere di alcuni tra i più interessanti artisti emergenti contemporanei sul piano internazionale come: Ashley Bickerton (presentato in asta in lavoro ANWWLB2 del 2010 con una stima di euro 9.000/12.000), Spartacus Chetwynd (In asta Crocodile, grande scultura in cartapesta e materiali vari del 2006, stimata 8.000/12.000 euro) , Jonathan Binet, Piotr Jonas, Moataz Nasr, Saâdane Afif e un grande e importante dipinto di Diango Hernandez, dal titolo The System, stimato 16.000/22.000 euro, e non meno interessanti anche le presenze italiane con Loris Cecchini, Gianni Caravaggio (l’installazione STARSYSTEM del 2002 in asta con una valutazione di euro 4.000/6.000), Pietro Roccasalva, Flavio Favelli (della serie Archivio, forse tra le opere più note di Favelli, del 2005, cm 65x77 circa, stimato 4.000/6.000), Riccardo Previdi e Pippa Bacca.

(*) Lucrezia De Domizio Durini.

Personaggio atipico del sistema dell’Arte Contemporanea, Lucrezia De Domizio Durini (1936) opera da circa cinquant’anni nel campo della cultura internazionale. Negli anni ’70 ha collaborato con i più importanti artisti dell’Arte Povera e del Concettuale italiano. Operatrice culturale, giornalista, editrice, collezionista, scrittrice e mecenate, il suo nome è particolarmente legato a Joseph Beuys. Con il Maestro tedesco, in diretta collaborazione, ha svolto un intenso e importante lavoro della famosa operazione Difesa della Natura, l’intero corpo delle opere composto di 300 lavori di Beuys, rifiutati dallo Stato e da 5 Musei italiani è stato donato alla Kunshaus di Zurigo (2011) già nel 1993 fu donata la regale opera Olivestone. Donazioni estere Fondazione Mitterand di Parigi, Guggheneim Museum di New York, ai Musei di Sarajevo, San Marino, Zagabria, Santa Monica in Barcellona, Sparta e Levos in Grecia, Labin in Croazia.Dalla scomparsa di Beuys dedica la sua vita alla diffusione del pensiero beuysiano attraverso ogni mezzo: Convegni, Forum, Conferenze, Stage in Accademie e Università e pubblicazioni. Ha scritto 33 libri su Beuys, il più importante Beuys Voice. Curatrice di Mostre in Musei internazionali, Presidente della Free International University italiana, membro onorario del Tribunale dell'Ambiente e della Kunsthaus di Zurigo. Nel 1993 è stata insignita da Jack Lang dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e della Letteratura , nel 2000 dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana e dall'American Biographical Istittute Woman of the Year 2005 N.Y. Per Lucrezia De Domizio Durini l'Artista deve essere a Servizio della Società. La sua filosofia è fondata su una visione allargata dell'Arte in simbiosi con la Vita.

Ama definirsi Collezionista di Rapporti Umani.

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