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È partito il Palermo

palermo napoli mar 2016Per essere andata, è andata, e questo ci dovrebbe bastare. Il nostro epatologo di fiducia prospera a nostre spese, ma l’importante è che quei cento maledetti minuti siano finalmente terminati e il Palermo archiviato.

Per i primi venti minuti, il Palermo è una squadra timida che conduce una partita di puro contenimento, nel tentativo di limitare i danni di un Napoli aggressivo. Venti minuti di buon attacco, costellato da una serie di rachitici calci d’angolo battuti da Jorginho (NB ma perché noi non segniamo mai su calcio d’angolo? Perché?), ma in occasione di uno di questi rachitici calci d’angolo Albiol si guadagna un calcio d’angolo, che Gonzalo Higuaín  trasforma, e finalmente come Dio comanda, pallone da una parte e portiere dall’altra.

Il Napoli si rilassa leggermente e il Palermo decide che è la partita della vita, che non può sbagliare: corrono come i pazzi, si agitano da una parte all’altra, provano ad approfittare di alcune oggettive carenze degli azzurri di ieri sera, ovvero Hamsik debilitato, e Callejon, evanescente, invisibile. Di fronte a questa improvvisa botta di orgoglio la logica avrebbe voluto che uno qualsiasi là davanti, Insigne, Higuaín, il ragazzo della pizzeria, chi si trovava a passare, cercasse di buttarla con cattiveria alle spalle di Sorrentino e spegnere definitivamente i rosei ardori. Non facile, perché stavano piuttosto chiusi, ma non impossibile. E invece no, incomprensibilmente dopo una prima fase di relax post-gol l’attacco del Napoli si adegua allo spirito panormita: continua ad attaccare, tiene palla, sferra contropiedi micidiali e costruisce azioni sontuose, ma in fase conclusiva cerca l’eurogol: pallonetti, gesti atletici da documentario, tiri da chilometri fuori area. «I ragazzi hanno giocato una grande partita: forse un po' troppo leziosa. Dovevamo essere più concreti sotto porta», ha dichiarato Maurizio Sarri, ed ecco, sì, leziosa direi che è senza dubbio una parola che rende l’idea.

E quindi, che dobbiamo fare?, si palpita fino alla fine, giocando bene con una squadra che, se il campionato finisse oggi, sarebbe in serie B, ma non aveva molta voglia di mollare.

Delle altre non ne parliamo tanto la situazione è invariata: sempre a tre punti dalla Juve e con la Roma col fiato sul collo.

Ma noi il nostro lo abbiamo fatto. Forza Napoli!

L'Autore
Serena Venditto
Author: Serena Venditto
Serena Venditto è nata a Napoli il primo agosto 1980, per festeggiare il compleanno della squadra. Ha pubblicato con la casa editrice homi scrivens la commedia rosa Le intolleranze elementari, E le commedie gialle Aria di neve e C'è una casa nel bosco, con protagonista il gatto detective Mycroft. Ama i gialli, ma sopratutto l'azzurro.

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