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A testa alta

2CHN5150Le partite normalmente iniziano quando l’arbitro fischia, ma questa settimana, come la settimana scorsa, possono iniziare anche molto prima. E Fiorentina-Napoli comincia sabato sera, con Inter-Juventus. Ormai non giocano mai in contemporanea le due dirette sfidanti per lo scudetto, mai, ed è già di suo una cosa abbastanza assurda, ancora prima che le vicende nel rettangolo verde ci mettano del loro.

Per cui, quello che normalmente dovrebbe avvenire in parallelo succede in una pericolosa differita che piomba come un macigno su chi gioca dopo. Indovinate chi? Parlare della partita del Napoli significa di fatto cominciare a raccontare quello che è successo molto prima che gli azzurri scendessero in campo.

Sabato sera, Inter-Juve. Una partita che anche stavolta mi ha ricordato un film, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, 1970 diretto da Elio Petri e interpretato da Gian Maria Volonté e Florinda Bolkan, Oscar al miglior film straniero 1971. Ve lo ricordate? Il giorno stesso della sua promozione al comando dell’ufficio politico della Questura, un dirigente di Pubblica Sicurezza (senza nome per tutta la pellicola), fino a quella mattina capo della sezione omicidi, uccide l’amante Augusta Terzi, nell’appartamento della donna. Dissemina l’appartamento di indizi che possano portare a lui, convinto della sua impunità, del suo potere, della sua intoccabilità. Sfida la legge che incarna, senza pudore. Non vi dico come va a finire, ovviamente, non ha importanza, tanto. L’Inter può restare in dieci per un fallo da cartellino giallo dopo dieci minuti, Pjanic può prendere a ginocchiate Rafinha e non avere il secondo giallo. La Gazzetta titola “serata no di Orsato” per una direzione di gara da banditi. Banditi. Il quarto uomo Tagliavento può dire “nel recupero vinciamo” e poi darsi grandi pacche sulle spalle con Allegri promuovendo l’arbitraggio di Orsato. Tanto, cosa ci faranno mai? Tanto, cosa possono fare gli altri di fronte al potere? La procura della Figc può aprire un fascicolo per vederci chiaro, probabilmente non accadrà nulla anche stavolta. Chiunque si vergognerebbe anche solo del sospetto, loro restano arroganti. L’arroganza del potere. Ma il potere non è infinito, e può ritorcersi contro nei modi più odiosi e insospettabili. Mi chiedo se sia bello vincere così. A me farebbe semplicemente schifo.

Non è facile scendere in campo sapendo che la sera prima ha vinto l’odiosa spocchia dell’arroganza, ma si fa. Non è facile, reagire quando si resta in dieci dopo dieci minuti, ma si reagisce. Ma siccome noi giochiamo a pallone e basta, e Sarri agli arbitri stringe la mano, non ci va al bar a brindare, può succedere che la reazione non sia sufficiente. Può succedere di essere schiantati sotto il peso di tutto questo. Non sono androidi, non perdevamo fuori da casa da due anni, a me è sembrato di sentirlo il botto, la sfiducia, la stanchezza, l’ho vista, dopo tanta voglia di lottare, la delusione. L’ho vista la pericolosissima idea che fare bene il proprio lavoro non solo non basti, ma che sia anche inutile, perché tanto. L’ho visto, il desiderio di non deluderci e lo schianto. L’ho visto negli occhi di Insigne. È la prima volta in tutto il campionato che ha gli occhi bassi.

Se potessi, glielo direi. A lui e a tutti gli altri, di alzarlo quello sguardo, perché nessuno può essere più fiero, orgoglioso di quello che è stato fatto, perché non si devono vergognare di nulla. Perché hanno giocato a pallone e basta, spesso benissimo, talvolta bene, mai mediocri, sempre mettendoci il cuore. Perché il campionato di chi gioca a pallone lo abbiamo vinto noi, lo abbiamo vinto la settimana scorsa umiliandoli nel loro stadio, facendo vedere loro la differenza fra vincere una partita e il dominio assoluto. 

Perché siamo con te, ora più che mai.

L'Autore
Serena Venditto
Author: Serena Venditto
Serena Venditto è nata a Napoli il primo agosto 1980, per festeggiare il compleanno della squadra. Ha pubblicato con la casa editrice homi scrivens la commedia rosa Le intolleranze elementari, E le commedie gialle Aria di neve e C'è una casa nel bosco, con protagonista il gatto detective Mycroft. Ama i gialli, ma sopratutto l'azzurro.

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