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Solo applausi

psg napoliÈ proprio il caso di dirlo: solo la sfortuna poteva fermare un Napoli per lunghi tratti perfetto al Parco dei Principi. La truppa di Carlo Ancelotti fa la voce grossa sotto la Torre Eiffel: intimorisce il Psg, lo ridimensiona e Cavani, Neymar e Mbappè sembrano in uno stato confusionale perché esautorati della loro potestà per via del tatticismo perfetto degli azzurri.

Nella notte delle stelle gli unici corpi celesti a brillare non sono quelli di stampo parigino bensì gli altri: Insigne e Mertens, giocatori appartenenti ad una galassia circoscritta dal perimetro di un talento cristallino che rubano la scena al calcio degli sprechi milionari.

Che bello: talvolta nel calcio succede pure che emergano i valori di una squadra come il Napoli che dispone di un fatturato decisamente inferiore (200 milioni) rispetto agli sceicchi del Psg (486 milioni) ma nonostante ciò è fuori dubbio che Ancelotti se la sia giocata in modo sublime contro Tuchel. E se il tecnico di Reggiolo assume i panni del grande stratega sfoderando a Parigi una formazione in grado di tenere testa ai campioni di Francia in carica, l’allenatore tedesco, d’altro canto, dà l’impressione di essere un incapace burattino nelle mani dei suoi top player, circensi svogliati e scoordinati sul terreno di gioco.

In questo sport per chi se lo fosse dimenticato si deve tenere a mente un pensiero: contano prima le idee, l’organizzazione, e la programmazione di una società e solo dopo vengono il gioco e i ricavi di un club.

E per chi ha la memoria corta ricordo che il percorso del Napoli è solo in crescendo e non si dimentichi che solo 13 anni fa la società azzurra era fallita, è stata acquistata da Aurelio De Laurentiis su «di un pezzo di carta in tribunale», è ripartita dalla C1 col nome di Napoli Soccer. Ora vederla fronteggiare i top club del calcio mondiale in Champions League è commovente nonché una semplice goduria perché il Napoli è come l’araba fenice che, una volta morta, risorge dalle proprie ceneri. Ergo: “il tramonto” non ha mai spaventato gli azzurri, figuriamoci un goal di Angel Di Maria al 93’. 

L'Autore
Alessio Bocchetti
Author: Alessio Bocchetti
Giornalista pubblicista, scrive di cronaca e di sport. Collabora con il quotidiano Roma e con lo staff comunicazione della squadra multietnica Afro-Napoli United.

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