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Fuori a testa alta

KoulibalyÈ davvero dura commentare un’uscita di scena così fragorosa che desta ancora scalpore per come è avvenuta, vista la situazione favorevole che si era creata nel gruppo C.

Nella vita non si vive di rimpianti però è innegabile che se si pensa all’eliminazione del Napoli in Champions League per mano del Liverpool la mente non fa altro che rievocare tristi ricordi che hanno compromesso smisuratamente la qualificazione agli ottavi: come il gol del pareggio di Angel Di Maria subito ad una manciata di minuti dal triplice fischio in casa del PSG e soprattutto la rete di Nabouhane, che sembrava ininfluente dal momento che gli azzurri vinsero al San Paolo contro la Stella Rossa per 3-1 ma che invece si è rivelata fatale perché senza questa marcatura ora il Napoli nonostante questa sconfitta in Inghilterra per 1-0 si sarebbe qualificato comunque agli ottavi di Champions League. E per di più in assenza di questo gol maledetto gli azzurri avrebbero potuto perdere ad Anfield anche con due gol di scarto e sarebbero andati lo stesso avanti nell’Europa che conta. Se pensiamo a questi episodi sale fin troppo il rammarico in casa Napoli.

Poi c’è il discorso del campo che emette sempre giudizi veritieri in modo inequivocabile: la sentenza espressa dal rettangolo verde di Anfield ha stabilito che il Liverpool contro il Napoli ha giocato una grande partita e l’ha interpretata nel migliore dei modi con una velocissima transizione della palla (un punto di forza dei Reds). Insomma i padroni di casa hanno meritato la vittoria facendo soccombere gli uomini di Ancelotti sul piano del gioco e dal punto di vista tattico nonché fisico. Gli azzurri sono apparsi poco lucidi e non in grande forma, schiacciati dal predominio territoriale della banda aggressiva di Klopp che si esaltava sempre di più ogniqualvolta stazionava dalle parti di Ospina. È mancata alla squadra azzurra la voglia di osare che spinge gli uomini a compiere le più grandi imprese ardimentose nella storia. A onor del vero bisogna anche dire che chi arriva ad Anfield non è poi chissà quante occasioni da gol nitide possa vantarsi di aver costruito nell’arco dei novanta minuti perché la Kop e il suo tifo assordante intimoriscono chiunque calpesti quel terreno di gioco sacro a tutti. Sicuramente se il fallo killer di Van Dijk, col piede a martello su Mertens nel primo tempo, fosse stato sanzionato adeguatamente dall’arbitro Skomina con un rosso diretto anziché solo con un cartellino giallo probabilmente sarebbe cambiata l’inerzia della gara a favore del Napoli.

Il gol di Salah al 34’ della prima frazione di gioco, nato da un grave errore di posizionamento di Ospina, avrebbe dovuto svegliare dal torpore Hamsik e compagni, inermi di fronte all’inferno emozionale di Anfield. E proprio il capitano azzurro nella prima frazione di gioco ci ha provato ad impensierire Alisson senza ottenere il risultato sperato con un bel tiro che sfortunatamente era di poco alto sopra la traversa. Ma il calcio è davvero imprevedibile fino alla fine: al minuto 79’ Callejon in area di rigore ha avuto sui piedi la palla dell’1-1 ma lo spagnolo ha calciato alto clamorosamente dopo aver ricevuto uno splendido traversone di Insigne in direzione sul secondo palo. Ospina voleva cancellare la leggerezza commessa sul gol subito e si è riscattato con interventi super su Salah e Mané. E la più grande occasione del Napoli è arrivata al minuto 92 con Milik che avrebbe potuto regalare il pass per gli ottavi: il numero 99 ha agganciato una palla splendida in area, effettuando un tiro pericoloso ma Alisson con una mossa da felino gli ha negato la gioia del gol sventando il pareggio degli azzurri. Due minuti più tardi Manè tutto solo in area avrebbe portato i Reds sul 2-0 se non fosse che il giocatore ha sprecato in modo clamoroso dinanzi all’estremo difensore avversario.

Finisce così col Liverpool che solo in questa partita si è dimostrato superiore alla banda di Ancelotti che invece meritava miglior sorte, ovvero andare avanti se si considera che ha dato complessivamente qualcosa in più della compagine di Klopp nelle sei partite disputate nel gruppo C.

La grande beffa è che ironia della sorte si ripete la “maledizione Champions” per il Napoli come accadde nell’edizione 2014: in quell’anno nel gruppo F la squadra allenata da Benitez fece gli stessi punti (12 punti) come la prima in classifica, il Borussia Dortmund, e la seconda, l’Arsenal. Ciò non bastò per superare il turno e non era mai successo prima di allora che una squadra come il Napoli venisse eliminata nella competizione per club più ambita d’Europa con un simile punteggio. Da allora a oggi la storia ha riproposto analogamente un fatto del genere con il Napoli che è scivolato dal primo al terzo dopo questo ko ad Anfield sebbene abbia collezionato gli stessi punti del Liverpool (9 punti) che non sono bastati per evitare la retrocessione in Europa League.

L'Autore
Alessio Bocchetti
Author: Alessio Bocchetti
Giornalista pubblicista, scrive di cronaca e di sport. Collabora con il quotidiano Roma e con lo staff comunicazione della squadra multietnica Afro-Napoli United.

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