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La bellezza secondo il truccatore Romualdo Petti

Copertina PettiTruccatore di cinema, moda e spose, docente di trucco correttivo, d’epoca, con aerografo dell’accademia Liliana Paduano. Romualdo Petti ha studiato arte da quando era bambino e cerca di trasmettere alle sue allieve e alle donne che trucca l’idea di una bellezza non stereotipata e comoda, la lotta per i diritti femminili e per la libertà. Ci racconta la donna del 2020 e come è cambiato il trucco con il Covid- 19 e ci offre utilissimi consigli per il maquillage estivo.

La mascherina ha condizionato il trucco?

Il Covid ha coperto la parte più femminile che c’è cioè la bocca, una vagina in piena faccia, come dico alle mie allieve. E’ ciò che esprime la femminilità per eccellenza non a caso il rossetto è il cosmetico che si usa di più, e gli arabi coprono la bocca per proteggere la bellezza femminile. La mascherina come il chador sta penalizzando oltre il simbolo erotico anche il sorriso e il parlato e il sorriso insieme allo sguardo è il veicolo della comunicazione per eccellenza, nonostante miei  colleghi che consigliano di non sorridere con gli occhi per non farsi venire le rughe. La cosa positiva della mascherina è invece che stiamo imparando a sorridere con gli occhi, e non a caso la tendenza è quella di caricare lo sguardo in particolare usando molto mascara per comunicare meglio. Anche la tenuta del trucco è penalizzata e benché i cosmetici abbiano una buona tenuta rispetto al passato lo sfregamento della mascherina da pessimi risultati. Infatti oggi vedrò una sposa del 9 di luglio e le spiegherò come aggiustare il trucco che dovesse togliersi mettendo e togliendo la mascherina.

Quale è il trucco più adatto in estate?

Con l’abbronzatura consiglio sempre di giocare di luci piuttosto che di ombre, usando illuminanti, schimmer. Le luci esaltano e aiutano a non appesantire il viso perché l’abbronzatura e la pelle più secca da  un effetto di pesantezza e invecchia. In generale è meglio truccarsi poco e lavorare con i colori brillanti. Se la pelle non è liscia è bene preferire le terre opache che danno un effetto levigante e uniformante. In ogni caso, no all’effetto mascherone e meglio evitare il fondotinta, piuttosto usare creme colorate super leggere. Si al mascara, no al trucco sulla palpebra mobile perché col sudore e il caldo si scioglie.

Ci sono colori di tendenza?

Bei colori estivi sono i verdi chiari, i gialli, celesti chiari. Ma più che alla moda bisogna pensare ai colori e ai lineamenti del volto. Un classico è lavorare sui contrasti perché giocando sono su tono non si da risalto allo sguardo, quindi se gli occhi sono di un colore caldo meglio usare colori freddi e viceversa. Il marroncino sulle palpebre è un classico ma se diventa un colore saturo meglio valutare altri colori. Per gli occhi castani e neri si possono usare le tinte fredde: i blu, i viola, i verdi. Una buona idea estiva che da molto risalto agli occhi castani è il blu cobalto tra le ciglia inferiori che può essere sfumato, non per forza considerato come colore saturo. Se è il colore giusto è di effetto anche se è quasi invisibile. Gli occhi azzurri si sposano bene con l’arancio che è anche un colore molto di moda in versione shimmer, vanno bene anche il marrone bruciato o il nero.

Gli occhi verdi vanno bene con i derivati del rosso quindi il viola, il viola rosso che accendono gli occhi, ma se si soffre di congiuntivite meglio preferire il viola blu per non accentuare l’occhio rosso.

Spesso si sottovaluta il grigio che è un colore neutro versatile ed elegante, un passpartou che sottolinea gli occhi, può diventare grigio blu, grigio verde, rosa, cangiante, in versione più scura o canna di fucile per le bionde, più chiaro e luminoso, anche argento, per le brune.

Ovviamente se si caricano molto di colore gli occhi è meglio preferire un colore più neutro per le labbra; per evitare l’effetto pappagallino è meglio giocare con 2, al massimo 3 colori su un volto.  Il colore dipende anche dai lineamenti: se si hanno labbra molto carnose si può usare un colore forte sulle labbra se gli altri lineamenti sono delicati, se si ha un viso più marcato usare un colore più neutro. Infine molto dipende dalla personalità: c’è chi ha una ironia tale da portare look eccentrici con eleganza.

1 Foto dentro Petti

Quanto la bellezza è influenzata dalla società?

Molto. Penso alla moda degli anni ‘50 simbolo di una condizione femminile particolare del secondo dopoguerra. La donna è modello Barbi che non a caso nasce in quegli anni: ha una bellezza ammiccante più che propria e comoda. Il vitino da vespa costretto disegnato da Dior riprende lo stile tardo ottocentesco del bustier di cui la donna si era liberata nella rivoluzione dei primi del novecento. Negli anni 20 la donna aveva trasgredito i canoni, durante la guerra aveva dimostrato di saper svolgere attività tradizionalmente maschili, mentre gli uomini erano in guerra. Dopo la seconda guerra mondiale, si sente il bisogno di ideali rassicuranti e ritorna la donna ombra dell’uomo, il modello familiare in cui lui è un manager di successo e lei, bellissima ed elegante angelo del focolare, lo aspetta a casa.

Si tratta di un modello rassicurante per l’uomo…

Non solo, anche per la donna che ci si nasconde dentro. L’universo maschilista ha come specchio una donna compiacente. Attualmente vedo un ritorno alla tendenza alla donna ombra con le donne con unghie lunghissime e il tacco sempre più alto, simbolo di una femminilità aggressiva che però rende la vita più scomoda e meno facile. Infatti io faccio la lotta con le mie allieve spiegando loro che le unghie così lunghe sono un handicap per chi deve avere una manualità accurata per truccare. Si può scegliere questo modello per una serata non nella quotidianità, invece mi sembra che le donne siano ancora imprigionate in un cliché. Il labbro e lo zigomo rifatto, l’occhio all’insù. Le mode sono un collante sociale ma dovremmo interpretarle e non esserne assoggettati.

Quali sono i valori che cerca di trasmettere alle sue allieve?

Allieve giovanissime mi dicono “Se non sei aggressiva non vivi”. So che non è un buon momento per le donne, si stanno mettendo in discussione tante conquiste degli anni ’70, tuttavia è triste rispondere alla violenza con la violenza, soprattutto perché l’universo femminile è più capace di generare che di distruggere. Mi sento di dire a molte ragazze di riflettere e cambiare questo atteggiamento aggressivo a partire dal vocabolario, perché hanno una grande responsabilità nei confronti dei loro figli. E’ dalle pappine che si assumono i modelli culturali. Mi fa riflettere che tante donne vogliono sottolineare che non sono femministe ma non si rendono conto che essere femminista non è fare la guerra al maschio, ma non subire la guerra e chiedere il riconoscimento dei diritti di parità da cui siamo lontani. Molte donne vivono il femminismo come l’emulazione del peggio del maschio, contemplando anche l’uso della violenza mentre la donna ha un’indole più conservativa. Un’espressione piena di maschilismo che aborro usata dalle stesse donne è: “quella ha le palle”. Io dico: avete un utero capace di generare un essere umano, avete una ricchezza più grande di quella di un uomo e parlate di palle?

2 Foto petti

Come dovrebbe essere la bellezza nel 2020?

L’autenticità dovrebbe affermare se stessa. La donna dovrebbe vivere la propria fisicità con rilassatezza e liberarsi dai modelli. Io amo il carattere individuale di ogni volto. Noi truccatori correggiamo, aggiustiamo, ma non dovremmo mai tradire la personalità del soggetto. C’è un carattere, un vissuto che si deve lasciar emergere. Ci sono persone che hanno un naso importante che è bellissimo e non lo sanno. Il mio successo più grande va al di là di realizzare un bel trucco che la sera si deve togliere, è far fare pace le persone con il proprio volto, aiutarle a trovare il proprio stile. Cerco di spingere le donne a vedersi e accettarsi con occhi diversi e valorizzare certi caratteri particolari quali bellezze e non difetti. A volte compio piccoli miracoli, altre volte le persone sono troppo barricate dietro le loro convinzioni legate alla moda e non ci riesco.

Siamo in un’epoca in cui tutti ambiscono a restare eternamente giovani, cosa ne pensa?

Siamo in un’epoca in cui c’è un rapporto malsano con l’estetica. Ciò che dico a chi accusa i segni del tempo è: in un’epoca in cui c’è una così alta mortalità giovanile già si è fortunati a poter invecchiare. La propria età va vissuta con orgoglio. L’invecchiamento non è una malattia rara, ma è una cosa naturalissima. Mi auguro che l’età spero ci renda più saggi e quindi più affascinati. Anche io quando mi guardo le foto dei 20 anni trovo qualcosa di diverso, ma la maturità ti permette di perdonare il tempo. E’ normale che l’adolescente sia legato all’estetica essendo nel pieno dello sviluppo ormonale, ma voler emulare l’adolescenza da adulti, come certe donne di 60 anni con labbra a canotto e minigonne cortissime, non è dignitoso ed è anche poco erotico. Anche l’erotismo dovrebbe essere declinato secondo l’età. Trovo la saggezza di un volto di chi ha vissuto di un fascino incredibile.

E’ quindi contrario alla chirurgia?

Il ritocchino ci può stare fino a che non compromette la mimica. Oggi le persone sono legate alle fotografie e ai volti tirati da Photoshop: si è dimenticata importanza della mimica. Il botulino paralizza, ti stappa le pagine del vocabolario emozionale del volto. Ecco queste fotografie viventi le trovo orribili. Una bocca per quanto brutta non è mai così brutta come quella gonfiata. Ci sono donne ma anche uomini convinti di diventare più belli, mentre la bellezza naturale è più accettabile di quella finta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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