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È tempo di Trench. Il capo indispensabile per la trincea metropolitana

copertina trenchSe dobbiamo ammettere che, si è vero, non esistono più le mezze stagioni, una cosa che i fashion victim di tutto il mondo non ammetteranno mai è che il capo dedicato alle mezze stagioni per antonomasia, il trench, sia di conseguenza un capo obsoleto. Al ginocchio o lungo e avvolgente, nel più classico color cammello o reso rock da borchie e zip, il trench ha una lunga storia alle sue spalle, che affonda le radici non nel guardaroba delle signorine alla moda ma bensì in quello dei militari.

Il primo prototipo di trench risale al 1856, quando una ditta di impermeabili inglese guidata dall’intraprendente Thomas Burberry realizza questo comodo capo in pastrano di cotone e in lana color cammello che molto attinge, nel taglio ampio e svasato, dal mackintosch-coat indossato dai soldati inglesi. Il modello, che sarà brevettato nel 1902 da quella che è oggi la fiorente casa di moda Burberry’s, inizia a diffondersi anche fra i civili subito dopo la Prima Guerra Mondiale, diventando un vero e proprio “must-to-have” negli anni ’20.  Il mondo del cinema ha sicuramente contribuito a confermare e perpetuare la desiderabilità del trench: si pensi solamente all’intensa scena finale di “Casablanca”, in cui  Humphrey Bogart dice addio a Ingrid Bergman stretto nel suo impermeabile, o al finale questa volta a lieto fine di “Colazione da Tiffany”, in cui Audrey Hepburn nel ruolo Holly Golightly ripara dalla pioggia battente il suo gatto rosso senza nome infilandolo nel bavero del trench che indossa.

Foto 1 colazione da tiffany

 In epoca più recente il trench è divenuto un dettaglio di stile anche nell’universo Pop: si pensi a David Bowie che lo ha indossato spesso nella versione anni ’80 con maxi-spalline; o a Madonna che negli anni ‘90 lo ha rivoluzionato in versione “fetish”.

Foto 2 trench bowie

 

Foto 3 trench madonna

Nel modello basic, il soprabito doppio petto con maniche a raglan, stretto in vita da una cintura (dotata di fibbia ma, attenzione, da legare semplicemente con un doppio nodo), di colore beige o nero, con fodera interna in tartan (diventato ormai iconico) è rimasto oggi più o meno identico a quello prodotto agli inizi. Tante case di moda, marchi low-cost e sartorie hanno negli anni attinto dall’idea del signor Burberry, modificandolo e declinandolo in molteplici tinte, arricchendolo di dettagli, giocando sul taglio e sui materiali, e confermando il suo essere un capo di intramontabile eleganza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura. Cura mostre di arte contemporanea ed eventi culturali.

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