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Psicologo, quando la seduta è online

woman 1733881 960 720Il lettino, simbolo per antonomasia della “classica” seduta dallo psicoterapeuta, ormai è un lontano ricordo. In piena pandemia, l’e-therapy, ovvero la pratica della psicoterapia attraverso le nuove tecnologie, è diventata una realtà, se non addirittura una esigenza. Il mondo della psicologia è, oggi più che mai, diviso sull’argomento, ma mentre si continua a discutere sull’opportunità di utilizzare o no la “tecnologia” nelle sedute psicoterapeutiche, la Sigmund Freud University di Milano lancia la prima conferenza europea sulla “psicologia digitale”.

“In realtà abbiamo cominciato a parlare di questo nuovo approccio, che è già una realtà a livello internazionale, molto prima che esplodesse la pandemia da Covid-19. Ora abbiamo solo trovato conferme alle nostre teorie e viviamo una accelerazione di una discussione già in essere in molti paesi europei”, tiene a precisare Regina Gregori, docente di Neuroscienze cognitive e Filosofia della mente alla SFU di Milano. Che aggiunge: “In questa discussione l’Italia è indietro”.

Sull’efficacia delle “sedute a distanza” ci sono molte divergenze tra gli addetti ai lavori. Sta di fatto che nel 2017 Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha fatto ordine in materia per la prima volta, fornendo delle linee guide sulla pratica, protetta e sicura, in primis in termini di privacy, della e-therapy, che permette, tra le altre cose, anche un notevole risparmio economico. E la prima edizione della Conferenza europea di Psicologia Digitale (in programma il 19 e 20 febbraio 2021 in modalità forum con un focus su “Digital Perspectives in Psychology”) si propone di rappresentare lo stato dell’arte ma anche i futuri scenari sull’argomento.

La prima conferenza internazionale sarà online

“Si tratta del primo tentativo – spiega la professoressa milanese – di dare un taglio europeo a studi che stiamo portando avanti da tempo, facendo incontrare gli addetti ai lavori con le aziende e chi investe in nuove tecnologie”. Sarà infatti tradotta anche in inglese la prima conferenza europea sulla Psicologia Digitale e sarà centrata sulle conseguenze del digitale su comportamenti, modalità di apprendimento, fenomeni psicologici, ricerca, tecniche diagnostiche e riabilitative in psicologia.

Gli sviluppi tecnologici, in particolare, mostrano un duplice aspetto: da una parte essi sono strumenti diagnostici e terapeutici promettenti; dall'altra possono generare importanti cambiamenti non solo sociali ma anche psicologici e mentali che occorre approfondire. Questo scenario offre nuove sfide e nuove opportunità per i vari settori di ricerca teorici e applicativi delle scienze psicologiche. La conferenza, prima nel suo genere, rappresenta un'occasione di incontro e confronto per il mondo della psicologia. Essa si articolerà principalmente in sei diversi ambiti di discussione: e-therapy, videogame e serious game, realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale e robotica, social media, apprendimento digitale e blended teaching.

L’evento sarà aperto da una Lectio Magistralis di Daniel Freeman, docente di Psicologia Clinica presso l'Università di Oxford. I lavori prevedono diversi formati: Lectio Magistralis di esperti, poster di ricerca, dimostrazioni pratiche di tecnologie digitali. L’evento è destinato soprattutto a ricercatori e psicologi, che avranno la possibilità di valutare conoscenze, strumenti e tecniche da integrare nella propria pratica professionale o di ricerca. Le iscrizioni sono aperte e sono previste tre diverse tipologie di biglietti, attualmente disponibili a prezzo agevolato (ci si puoi iscrivere fino al 9 febbraio 2021; maggiori dettagli sul sito https://digitalpsychology.eu/)

Per ulteriori informazioni: digitalconference@milano-sfu.it

L’iniziativa è curata, per la personalizzazione e la regia dell’evento digitale, dalla società napoletana Effe Erre Congressi, che utilizza una piattaforma per eventi digitali il cui focus è il Networking e l’Engagement.

Maggiori informazioni su https://www.frcongressi.it/demo-eventi-digitali/

Ma l’e-therapy può davvero sostituire la psicoterapia classica? 

“C’è un preconcetto – spiega Regina Gregori – Si pensa alla tecnologia come a una minaccia o come un surrogato alla psicoterapia. In realtà il digitale può venire in aiuto, quindi non sostituirsi, ma certamente essere di supporto alla pratica psicoterapeutica”. Durante la pandemia, in particolare, si sono sperimentate nuove prassi. “Molti si sono trovati catapultati in un mondo nuovo e hanno dovuto farci i conti”, commenta la docente.

Ma, naturalmente la e-therapy non è paragonabile alla terapia in presenza, sono cose molto diverse: “La prima non è la prosecuzione della seconda con mezzi diversi, come molti pensano. Occoronno delle tecniche o meglio degli accorgimenti, oltre che specifiche competenze digitali, perché si realizzi nella maniera corretta una seduta di e-therapy, che sia attraverso chat o videochiamata, affinché il terapeuta si faccia sentire comunque vicino dal paziente, in termini di empatia, comprensione, sopperendo così alle mancanze di quel linguaggio non verbale che viene meno a distanza”.

Dunque, la tecnologia non rappresenta una diminutio. Anzi, in alcuni casi, può addirittura rendere possibile una terapia che, senza i new media, potrebbe non esistere, per difficoltà di accesso alla seduta in presenza. “Pensiamo a tutti i casi di persone con disabilità fisiche, con una ridotta autonomia di spostamento, o a chi vive in centri poco collegati e rinuncia ad andare dallo psicologo”, sostiene la professoressa della SFU di Milano. Senza dimenticare le opportunità legate, invece, alla “realtà virtuale aumentata” e alle sue innumerevoli applicazioni. “Pensiamo alle persone che vanno in cura per superare la fobia di volare e potrebbero beneficiare di una simulazione di volo che, a differenza di quello vero, viene realizzata con strumenti digitali, in maniera più pratica, più controllata e anche più economica”, prosegue la Gregori.

Maria Nocerino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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