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Il tango e Maradona, gli argentini più amati di Napoli!

tangoHa preso piede alla fine degli anni ’90 grazie al film “Lezioni di Tango” ma negli ultimi dieci anni è praticamente diventato un cult: il tango è musica, anima, improvvisazione, socialità, connessione tra due persone. “Un’attitudine al vivere, un ballo sociale, una musica che si trasforma in danza e fa bene soprattutto all’anima”.

Così lo definisce il Maestro Peppe Di Gennaro, del Tango Bar, una delle principali scuole presenti a Napoli. Ma le definizioni di questo ballo, figlio della milonga (con cui si intende la musica da cui deriva e allo stesso tempo la sala in cui si balla) - nato alla metà dell’800 in Argentina dai “negri” e contaminato successivamente da influenze europee - si sprecano.

Perché oggi il tango riscuote un così grande successo a Napoli?

Il tango è un’attitudine al vivere, parte dalla musica, non dalla danza, è improvvisazione. E si sa a Napoli noi la musica e l’improvvisazione ce l’abbiamo dentro, tra la nostra città e il tango c’è un connubio fortissimo, speculare al rapporto che i napoletani hanno con Maradona, fa parte del nostro Dna ormai. Qui in Italia lo sentiamo più forte che altrove, del resto chi a inizio ‘900 emigrava in Argentina veniva dal nostro Paese. Addirittura, in alcuni casi, le famiglie erano di origini napoletane, qualcuno era anche diplomato al Conservatorio di S. Pietro a Majella. Altri posti in cui lo si sente così forte sono la Romania e la Turchia, dove si è fortemente innestato negli ultimi anni. 

Il tango è più corpo o anima?

Direi che nel tango più forte dell’aspetto fisico è l’anima, il fil rouge di tutto è l’armonia. Dove vi è armonia c’è tango bello, altrimenti, con elementi difformi, il tango diventa brutto. Non esistono classificazioni. Esiste il tango, il tango che si rinnova con la società, il tango fuori da ogni stereotipo, come quello della famigerata rosa rossa tra i denti o del casquè. Il tango è lontano da tutto questo e dagli schemi che ne hanno standardizzato i movimenti: lo definirei piuttosto essenziale. 

tango 1

A quale pubblico è adatto?

Il tango è adatto a tutti, perché non è atletismo, per cui tutti, uomini e donne, di qualunque età, lo possono ballare, purché vi sia una connessione tra due persone, l’uomo che guida e una donna che segue. Ma attenzione, nessuno dei due in realtà è passivo, rispondono a segnali e stimoli vicendevolmente, perchè entrambi ricevono feedback ballando.

I corsi di tango sono anche un’occasione di socialità, anche se, guarda caso, ci sono sempre più donne.

È vero questo, in Italia succede che ci sia questo gap, un po' come nella nostra società, è cura della scuola compensare le due componenti. È curioso ma in altri paesi, ad esempio nel Balcani o in Turchia è esattamente il contrario, ci sono più uomini, che vanno in questi posti per fare conoscenze femminili perché sarebbe difficile farne altrove. Fatto sta che è una buona occasione di socialità – non di volgare “acchiappanza”, attenzione - Si ritrovano di fronte due persone che si raccontano delle cose senza forzature, come se ci fosse un linguaggio universale senza conoscere in realtà la lingua del paese di provenienza. 

Quali sono le eccellenze napoletane?

Tango Bar, El Rio del Tango, Il Salone Margherita, La Milonga Portena sono alcune delle migliori scuole di tango argentino presenti in città. 

tango 2

È per tutte le tasche?

Direi di sì, ha un costo sostenibile, più o meno 50 euro al mese, almeno questa la media al Sud; la prima lezione in genere è una prova ed è gratuita. 

In sintesi, quali sono i benefici di questo ballo?

I benefici maggiori sono per l’anima; anche se indubbiamente si tratta di un movimento che ti permette di raggiungere un buon equilibrio anche a livello fisico. Nei maschi sviluppa una sensibilità femminile, li aiuta a comprendere l’anima della donna. Le donne abbandonano tutti i problemi e si tuffano in un sogno, perché l’aspetto umano è più importante di tutto il resto. 

Cosa non deve mancare nella borsa di un ballerino di tango?

Scarpe adatte e abbigliamento comodo, il resto è tutto in divenire, pura improvvisazione!                                                                                                                                                                                                                                                              

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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