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Il caldo e le bufale della nonna

cano

Il bagno tre ore dopo i pasti, no ai capelli asciugati all’aria, la maglia della salute pure d’estate. Si tratta di “detti della nonna” validi o di bufale tramandate da generazioni? Vediamo i consigli degli esperti anti-caldo.

Chi non ha un ricordo traumatico legato all’estate alzi la mano. L’estate è la stagione più amata dai bambini e naturalmente associata alla libertà costretta in inverno tra le pareti di un palazzo. Ben si comprende perché il divieto di viverla appieno  a causa dei “consigli della nonna” diventi frustrante. Pertanto vediamo quanto “soffrire” in estate sia un male necessario o meno.

Partiamo dall’assunto principe dei consigli della nonna:

-Fare il bagno solo dopo 3 ore da che si è mangiato per evitare il rischio annegamento. Vero o Falso? Ni. Scientificamente non c’è alcuna correlazione tra il bagno dopo i pasti e l’annegamento. In realtà il presunto annegamento sarebbe provocato dalla perdita di sensi derivata da una congestione: un blocco dei processi digestivi che si verifica quando il corpo, che è caldo poiché indaffarato nei processi digestivi, viene esposto ad un repentino abbassamento della temperatura. Ecco perché oltre al bagno si devono evitare bibite troppo fredde in estate introdotte nel corpo accaldato.
Il punto è prima di tutto che l’acqua del mare dovrebbe essere fredda per provocare tale congestione, mentre, almeno il Mediterraneo ad agosto ha la temperatura di un brodino tiepido.

Inoltre non è detto che il processo digestivo si esaurisca nelle 3 ore prescritte. Strano a dirsi le stesse mamme che si mettono a modi gendarmi con l’orologio spianato per evitare ai figli l’accesso al mare prima delle tre fatidiche ore sono quelle che portano in spiaggia casatielli, timballi di maccheroni, frittatine e che ingozzano i pupilli di graffe fritte che un elefante non digerisce neanche in mezza giornata. Di fatto se si effettuasse un pasto leggero basterebbero abbondantemente due ore per digerirlo, mentre un po’ di frutta e un gelato si disintegrano in un’ora. Insomma di congestione non si muore, si possono manifestare disturbi circolatoricrampi addominalinauseavomito e addirittura, nei casi più seri, perdita di coscienza. Per chi sa nuotare tutti questi sintomi, tranne nei casi estremi, non rappresentano una causa di annegamento, diverso è per un bambino o un adulto che non sa nuotare e che quindi potrebbe farsi prendere dal panico anche per un abbassamento di pressione dovuto al calore. Pertanto le mamme e le nonne farebbero meglio a usare l’energia che impiegano per non far bagnare i bambini dopo il pasto per iscrivere figli e nipoti in piscina e strare serene tutta l’estate. Il primo motivo di annegamento è infatti proprio e semplicemente il non saper nuotare.

La maglia della salute. Se i bambini sono sopravvissuti al caldo senza farsi il bagno, sequestrati per 3 ore sotto l’ombrellone, è solo uno il motivo: la maglia della salute. Ebbene si quella maglia di lana che alcune mamme si ostinano a far indossare ai figli anche in spiaggia pensando che in questo modo li proteggano dagli sbalzi d’aria e dai malanni. Sarà che ho un ricordo particolarmente traumatico legato a quella che d’estate, col caldo, somiglia molto più ad una camicia di forza che ad una canottiera, che ho raccolto con soddisfazione i pareri di diversi pediatri che ne sconsigliano assolutamente l’uso con il caldo. Contrariamente all’idea che la lana faccia traspirare il sudore, ne è di fatto la causa, essendo molto pesante e per di più ha la capacità di inzupparsi a modi spugna. Basterebbe che i genitori provassero sulla propria pelle l’effetto caldo bagnato per capire quanto questa abitudine sia errata. Personalmente posso testimoniare che la maglia di lana non mi ha preservato da febbri altissime e tonsilliti, anzi, oggi, suppongo che ne sia stata la causa.

 

L’olio Jonson. Le stesse mamme che con tanta foga impediscono ai figli di bagnarsi non si preoccupano altrettanto di tenerli al sole per ore senza un’apposita protezione solare, esponendoli così al rischio di disidratazione e di ustione. Sarà che nasce come olio per i bambini, che le mamme ne fanno anche largo uso personale quando si espongono al sole: il mostro Olio Jonson che oltre a non avere protezione è dannoso per la pelle (leggi qui invece se vuoi sapere cosa ti spalmi addosso). N.B. le ustioni prese da piccoli possono essere causa di melanomi da adulti, quindi: solare protezione 50 in tenera età.

I capelli asciugati al vento. Un altro dictat subito soprattutto dalle ragazzine è quello di asciugare i capelli col phon pure d’estate se no “ti viene la cervicale”. In realtà si tratta di una mezza verità: la “cervicale” o cervicalgia non viene come il raffreddore. Se una persona è in salute e non soffre di stress o di disturbi come ernie discali, può stare al sicuro e uscire anche con i capelli bagnati. Se una persona ha l’artrosi o presenta già delle contratture muscolari, situazioni di stress, uno sbalzo di temperatura, un colpo d’aria o anche il tempo che cambia possono accentuare una situazione già presente che si manifesta con la cervicalgia. Posture errate a capo chino e spalle ricurve su smartphone e tablet, nonché di ragazzini iper studiosi tendono a irrigidire i muscoli delle spalle e a lungo andare a creare problemi alla postura della colonna.

Dunque, il caldo eccessivo fa male a tutti, specialmente agli organismi più fragili come quelli di bambini sotto i quattro anni e anziani. Ecco un decalogo con alcuni consigli essenziali prescritti in parte dal Ministero della Salute per affrontare al meglio gli effetti (pochi) negativi dell’estate:

-Durante le giornate in cui viene previsto un rischio elevato per le successive 24-48 ore (livelli 2 e 3 del bollettino), deve essere ridotta l’esposizione all’aria aperta nella fascia oraria compresa tra le 11 e le 18. In particolare - spiegano gli esperti - è sconsigliato l’accesso ai parchi e alle aree verdi ai bambini molti piccoli, agli anziani, alle persone non autosufficienti o alle persone convalescenti. Inoltre, deve essere evitata l’attività fisica intensa all’aria aperta durante gli orari più caldi della giornata.

-Schermare le finestre nelle ore di maggiore caldo e usare quando proprio è necessario un condizionatore ad una temperatura non troppo bassa, tra i 24-26 gradi. Evitare il ventilatore sparato addosso perché può provocare disidratazione.

-Si consiglia di bere almeno due litri al giorno, salvo diverso parere del medico, di moderare l'assunzione di bevande gassate e zuccherate, ricche di calorie, di evitare gli alcolici e di limitare l’assunzione di bevande che contengono caffeina (caffè, tè nero etc.).

-Mangiare cibi sani e conditi a crudo, frutta e verdura in abbondanza. Fare piccoli pasti distribuiti nell’arco della giornata. Fare attenzione però che i cibi siano stati correttamente conservati in frigo o portare in spiaggia una borsa termica con ghiaccio considerando che dopo alcune ore il cibo si può surriscaldare.

-Indossare solo indumenti di cotone e tessuti naturali (maglia della salute a parte) e un cappello o un foulard di cotone in testa nelle ore calde. Proteggete gli occhi con occhiali da sole.

-In caso di colpo di calore si possono mettere dei cubetti di ghiaccio in un’apposita busta dietro la testa, sui polsi e vicino ai piedi.

-Utile contro il caldo è preparare un buon pediluvio unisci all'acqua tiepida (sì, meglio  calda che fredda) una manciata di sale grosso, che ti aiuterà a  sgonfiare e drenare, e olio essenziale di menta o olio essenziale di limone, dall'effetto energizzante e di olio essenziale di eucalipto, ottimo  per favorire la circolazione.

-Se siete stanchi e accaldati non forzatevi e riposatevi di più, anche durante la giornata, ponendo un asciugamano umido sugli occhi e a contatto con le tempie.

-Fate attenzione a conservare al fresco i medicinali.

-Il Ministero raccomanda di sorvegliare con attenzione le persone più vulnerabili che vivono in casa (bambini molto piccoli, anziani con malattie croniche, persone non autosufficienti) e i vicini di casa anziani che vivono da soli. In caso di bisogno, va consultato il medico di famiglia o la guardia medica. In casi di emergenza, va chiamato il 118.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Giornalista, fotografa, sociologa, attrice, cuoca, artigiana. Fa parte della redazione di Napoli Città Solidale e collabora con il Corriere del Mezzogiorno. Ama le storie e le inchieste: proverbiali i suoi scritti XL. L'eclettica Alessandra talvolta dimentica in quale iperspazio ha lasciato la testa, incorrendo in tragicomiche gaffe. Alice, per gli amici, appena può parte per qualche paese lontano, ma torna sempre nella sua città preferita: Napoli.

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