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Camminare a piedi scalzi: un toccasana per i bambini d’estate

piediÈ estate: svestitevi bambini, ma soprattutto toglietevi le scarpe! Camminare a piedi nudi è un toccasana per i più piccoli e non solo quando si portano al mare e si lasciano liberi di andare sul bagnasciuga, ma anche in casa. I benefici della camminata scalza, d’estate ma anche d’inverno con le giuste precauzioni, sono ormai assodati. Ne parliamo con Gioacchino Pennacchio, chirurgo ortopedico ed esperto di problemi di scoliosi in età pediatrica.

Quanto fa bene ai bambini camminare scalzi all’aria aperta?

È un vero toccasana, soprattutto nella fascia d’età 3-6 anni, ovvero quella fase in cui si configura la forma anatomica dei piedini. Il motivo è semplice: i bambini appoggiando direttamente i piedini a terra - quindi a contatto diretto con il suolo senza la “mediazione” delle scarpe - sviluppano più facilmente dei recettori, il cui funzionamento è indispensabile per la crescita. Del resto, si sa quanto sia importante la giusta posizione dei piedi per lo sviluppo complessivo del sistema posturale: sono la nostra base di appoggio, sin da quando muoviamo i primi passi.

Cosa devono fare i genitori per aiutare i bambini in questa fase?

Anzi tutto, lasciare liberi i bambini di andare a piedi nudi, all’aperto o in spiaggia. Camminare sul bagnasciuga, quindi su quella superficie morbida di spiaggia, in particolare, modella la base plantare. Ma anche in casa vale lo stesso discorso: in estate meglio che siano scalzi in contatto direttamente con il pavimento, in inverno magari con dei calzini antiscivolo. L’importante è che il piedino poggi direttamente a terra e sia ben dritto, per questo sono anche sconsigliati i sandali come calzatura estiva, sempre meglio preferire una scarpa chiusa, leggera, traforata, ma che abbia sempre il forte dietro alto e rigido. Almeno fino a che il piede non sia del tutto formato, quindi fino ai 6 anni circa.

Quali sono le patologie più comuni tra i bambini per quanto riguarda i piedi?

Un bambino su tre ha la patologia del piede piatto, un problema che si può correggere ma dipende dal grado. Nel primo e secondo grado, si può intervenire con esercizi fisioterapici, deambulazione e, appunto, camminata a piedi scalzi; nel terzo, si può arrivare all’utilizzo di ortesi, ovvero particolari scarpe e plantari.  Un altro problema comune congenito, quindi presente sin dalla nascita, è quello del piede torto, un caso più complicato ma su cui si può intervenire in una prima fase con delle manovre, che possono essere insegnate anche ai genitori; mentre, se non si risolve nel tempo, esiste anche la possibilità di un intervento. In ogni caso, si potrà decidere come e se intervenire sempre dopo i 6 anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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