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Come curarsi attraverso la lettura

letturaPetrarca scriveva “Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso”. Il Poeta ci aveva visto lungo, al punto che nel mondo della salute mentale esiste una pratica metodologica chiamata Book Therapy, in italiano la Biblioterapia. La metodologia concilia la lettura come spunto per l’esplorazione di sé. L’idea nasce negli anni ’30 del secolo scorso negli Stati Uniti dagli psichiatri Karl e William C. Menninger, innovatore nel campo della salute mentale. I due fratelli sperimentarono questa teoria nella loro clinica, la Menninger Clinic. Karl Menninger pubblicò anche un libro per trattare di questo argomento, The Human Mind- la mente umana nel 1937.

 In questa metodologia il libro viene utilizzato come terapia dolce integrata al percorso terapeutico, metodo utilizzato soprattutto nella psicoterapia cognitivo comportamentale. Come dimostra una ricerca condotta dall’Università di Glasgow, su un pool di 200 persone soggette a depressione. Una metà seguiva una terapia a base di farmaci e psicoterapia, l’altra metà invece ha associato alla terapia farmacologica la lettura di specifici libri volti ad aumentare l’autostima e le sensazioni positive. Dopo 4 mesi i pazienti che facevano parte del secondo gruppo mostravano livelli di depressione ridotti.

La Book Theraphy è un percorso riabilitativo che deve essere seguito e coordinato da un professionista della salute mentale però, non tutti i libri sono benefici. Il terapeuta fare letture insieme al paziente e stimolare la curiosità per veder fiorire l’interesse per testi che toccano emozioni universali, oggi come ieri. E, esattamente come i farmaci, anche i libri hanno effetti collaterali…

In Italia abbiamo solo un esponente di questa pratica terapeutica, Rosa Mininno, psicologa e psicoterapeuta responsabile dell’unico sito italiano dedicato al tema (www.biblioterapia.it) “I libri di auto-aiuto che promettono guarigioni lampo, ad esempio, sono pericolosi, perché illudono i pazienti di trovare per i loro problemi scorciatoie che non esistono. La lettura di libri scelti nei percorsi terapeutici e di autoaiuto , ha due accezioni:  una riferita alla psicoterapia, ossia l'adozione della lettura di libri scelti ( saggi, romanzi, racconti, teatro, poesia, letteratura internazionale ), aiuta la persona nell'elaborazione di contenuti cognitivi ed emotivi nel percorso terapeutico e nello sviluppo di risorse ed  abilità empatiche,  una tecnica integrata in psicoterapia; - spiega la dottoressa Mininno sul suo sito-  l'altra accezione si  riferisce ai percorsi di autoaiuto,  di crescita, educazione  e di formazione psicologica del singolo e dei gruppi . Questa seconda accezione promuove nel tessuto sociale sinergie e strategie operative efficaci attraverso la partecipazione, la collaborazione e l’integrazione di Soggetti diversi, pubblici e privati, singoli e gruppi con l’obiettivo comune di promuovere la Cultura e la Salute.”

lettura 1

Per chi vuole provare la veridicità di questa teoria, ma non ha voglia di andare in terapia, due psicologhe anglosassoni, Ella Berthoud e Susan Elderin hanno stilato una lista di autoprescrizione biblioterapeutica, The Novel Cure. Ovviamente si tratta di risposte biblioterapeutiche per malesseri o disagi psichici lievi, però presenti nella vita di tutti giorni ed in maniera piuttosto universale, come la tristezza, la mancanza, l’apatia…

Questo volume rinchiude, dalla A alla Z, la risposta biblioterapeutica ad ogni malessere dell’anima. Alla A di Apatia ritroviamo Il Postino suona sempre due volte di James M.Cain. L’apatia è una condizione mentale caratterizzata da un’attitudine di indifferenza generale, sia verso sé stessi che verso il mondo. Il personaggio principale del romanzo, Frank Chambers, non finisce bene ma nella sua filosofia di vita e l’esuberanza delle sue azioni e le incredibili avventure che gli succedono che è letteralmente impossibile restare impassibili alla lettura.  Invece alla M di Mancanza troviamo Baricco con il suo capolavoro Seta. La lettura del romanzo viene consigliata per sopperire, o meglio imparare a sopperire quel vuoto che niente e nessuno sembrano colmare. Non è che Hervè Joncour non apprezzi sua moglie Hélène, che lo attende paziente ogni anno durante il suo viaggio nel villaggio giapponese di Shirakawa per affari, ma quando incontra la ragazza dagli occhi occidentali il sogno della percezione impossibile gli trafigge il cuore ed Hervé Joncour fino alla fine del romanzo non riuscirà ad apprezzare l’istante perché perso nel bisogno, nel desiderio, nella mancanza…Non scriverò come ed in che modo questo libro può aiutare chi è afflitto da questa forma di malessere perché vi rovinerei la fine. In breve leggere Seta di Baricco può essere un modo di realizzare che nella vita è meglio guardare a quello che si ha piuttosto che soffrire di quel che si sarebbe potuto avere.

Se il viaggio nell’automedicazione Biblioterapeutica vi è piaciuto, qui il link di The Novel Cure : http://thenovelcure.com/

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Eva de Prosperis
Author: Eva de Prosperis
giornalista e scrittrice, ha lavorato come reporter dai Balcani e da Parigi

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