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Guida pratica per sopravvivere alle ondate di calore

caloreOgni anno durante (quelli che sembrano) gli interminabili sgoccioli dell’inverno a desiderare le temperature più calde e l’aria dolce. Ma cosa fare quando il calore diventa troppo forte?  Le temperature elevate possono essere dannose non solo per i soggetti più sensibili, come bambini ed anziani, ma per tutti.

In questi ultimi giorni nella nostra regione stiamo assistendo ad ondate di calore inaspettate e repentine, ma i nostri corpi ancora abituati alle temperature primaverili, fresche e ventilate, saranno capaci di reggere il colpo? Cali di pressione, disidratazione ed altri disturbi legati alle temperature sono in agguato se non applichiamo i giusti comportamenti per affrontare la stagione più calda di tutte.

Il Ministero della Salute ha pubblicato sul suo sito una raccolta di consigli e riflessi da tenere in caso di temperature elevate e quali sintomi tenere sotto osservazione.  Senza contare l’emissione quotidiana di un bollettino che registra ondate di calore e temperature in tutta la Penisola e segnala, con un codice colore estremamente esplicativo, le zone interessate da temperature elevate. Tenendo sempre conto che la morfologia delle città e la loro ubicazione geografica influiscono su fattori come la sopportabilità delle temperature, è infatti dimostrato che, alle stesse condizioni meteorologiche, il livello di rischio per la salute è eterogeneo e può variare da una città all’altra per una serie di fattori. L’impatto delle ondate di calore dipende, infatti, anche dal particolare contesto geografico ed è maggiore là dove la popolazione locale è esposta a condizioni meteorologiche che deviano in maniera rilevante da quelle abituali.

Prima di tutto definiamo le ondate di calore, il Ministero della Salute le definisce “condizioni meteorologiche estreme che si verificano quando si registrano temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associati a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione; tali condizioni rappresentano un rischio per la salute della popolazione. Un'ondata di calore è definita in relazione alle condizioni climatiche di una specifica città e non è quindi possibile individuare una temperatura-soglia di rischio valida a tutte le latitudini.”

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Consigli pratici

1) Nei giorni in cui sono previste temperature elevate è bene ove possibile ridurre l’esposizione all’aria aperta nella fascia oraria compresa tra le 11.00 e le 18.00. In particolare, nelle ore più calde della giornata si sconsiglia l’accesso ai parchi e alle aree verdi, dove possono essere presenti elevati livelli di ozono nell’aria. L'aumento della concentrazione di ozono nell’aria costituisce un problema di sanità pubblica in particolare per i gruppi di popolazione maggiormente sensibili quali i bambini, gli anziani, i soggetti affetti da asma, patologie respiratorie e cardiovascolari; questi ultimi possono manifestare sintomi e/o aggravamento del quadro clinico preesistente.

2)Ripararsi la testa con un cappello leggero a falde larghe se si cammina, se invece si è in auto in presenza di bambini o anziani, usare le tendine parasole. All’interno di un’automobile le temperature possono raggiungere velocemente valori molto elevati, è un gran rischio durante la stagione estiva lasciare bambini o anziani soli in macchina, anche per brevi soste.

3) Usare creme solari protettive e occhiali da sole. Chi soffre di diabete deve esporsi al sole con cautela, onde evitare ustioni serie, a causa della minore sensibilità al dolore.

4) Consumare pasti leggeri, preferire la pasta e il pesce alla carne, evitando i cibi elaborati e piccanti ed accompagnare i pasti con frutta e verdura, risorsa di vitamine minerali ma soprattutto acqua.

5) Bere almeno 2 litri d’acqua al giorno salvo diverso parere del medico, e moderare o evitare l'assunzione di bevande gassate e zuccherate, ricche di calorie, di evitare gli alcolici e di limitare l’assunzione di bevande che contengono caffeina (caffè, tè nero etc.)

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Principali rischi per l’organismo legati al calore e cosa fare

Anche seguendo i consigli però può succedere che quando le temperature si alzano il nostro organismo risponda con piccole complicazioni che però vanno tenute sott’occhio onde evitare problemi maggiori, come per esempio la disidratazione, il “colpo di calore” e la congestione.

La disidratazione è una condizione che si manifesta quando la quantità di acqua persa dall’organismo è maggiore di quella assunta. L’organismo si disidrata e incomincia a funzionare male quando: è richiesta una quantità di acqua maggiore come in caso di alte temperature ambientali per via della sudorazione si perdono molti liquidi, come in caso di febbre, vomito e diarrea una persona non assume volontariamente acqua a sufficienza in mancanza di stimolo della sete, come nel caso di bambini piccoli ed anziani.

Il colpo di calore, o Ipertermia, è invece un disturbo provocato da un rapido aumento della temperatura corporea. La conseguenza è che il nostro organismo non riesce a disperdere il calore interno, normalmente questo processo accede tramite la sudorazione, ed in questi, la temperatura interna può superare i 40°C, mentre la cute diventa calda e disidratata. Sul sito del Ministero viene consigliato come riflesso immediato in caso una persona manifesti questi sintomi di “intervenire tempestivamente perché i danni possono essere molto gravi e causare la morte. La vittima di un colpo di calore in un primo momento può avvertire un malessere generale con sintomi piuttosto vaghi, quindi possono manifestarsi crampi, vertigini, debolezza, confusione, annebbiamento della vista, cefalea, nausea e vomito, fino ad arrivare a stati d’ansia e stati confusionali, con possibile perdita di coscienza.”

 La temperatura corporea aumenta rapidamente (in 10-15 minuti) anche fino a 40-41° C, la pressione arteriosa diminuisce repentinamente, la pelle appare secca ed arrossata, perché cessa la sudorazione. Nei casi più gravi può seguire un danno degli organi interni (reni, polmoni, cuore, cervello) che può causare la morte. In caso questi sintomi fossero presenti bisogna chiamare sempre al più presto un medico e nell’attesa distendere la persona in un luogo fresco e ventilato, con le gambe sollevate rispetto al resto del corpo. Per abbassare la temperatura corporea porre una borsa di ghiaccio sulla testa, avvolgere la persona in un lenzuolo o un asciugamano bagnato in acqua fredda. Reidratare con acqua.

La congestione invece è una problematica che occorre quando si cerca di rinfrescarsi troppo in fretta, è infatti   dovuta all'introduzione di bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato, durante o subito dopo i pasti. L'eccessivo afflusso di sangue all’addome può rallentare o bloccare i processi digestivi.  I primi sintomi sono costituiti da sudorazione e dolore toracico. Se in poco tempo la congestione non si risolve è necessario consultare un medico.

Per consultare il sito del Ministero della Salute : http://www.salute.gov.it/portale/caldo/homeCaldo.jsp

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Eva de Prosperis
Author: Eva de Prosperis
giornalista e scrittrice, ha lavorato come reporter dai Balcani e da Parigi

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