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Una vita in vacanza

vacanzeCi siamo, è finalmente arrivato il periodo dell’anno che aspettiamo tutti con ansia: le vacanze. Un momento di relax per staccare la spina e rilassarsi, ma ne siamo ancora capaci?  La stessa parola “vacanza” deriva dalla parola latina “vacuum” che sta a significare il vuoto, uno spazio da riempire. Secondo la dott. Raffaella Marfella, psicologa specializzata in Training Autogeno: “Non siamo più in grado di rilassarci, perché la società nella quale viviamo non ce lo permette”. La vacanza come spazio del quale abbiamo bisogno per creare un’alternativa alla routine. Ma è proprio l’alterare la nostra routine che potrebbe crearci più ansia di quanta ne può ridurre.  Il consiglio della dott. Marfella? Essere tutti i giorni in vacanza!

L’abitudine al relax

 “Il punto è anche come ci poniamo verso il concetto di vacanza- continua la dottoressa- lo viviamo come sfogo dopo un anno di sacrifici. Beviamo in un lasso di tempo tutto quello che avremmo voluto bere in un anno. Balliamo tutti i balli che non siamo riusciti a ballare, mangiamo diversamente… Tutti questi cambiamenti di routine finiscono con l’essere dannosi all’organismo”. Proprio per questa ragione, la vacanza può da un lato favorire il relax, ma dall’altro lato alimentare alcune ansie o angosce proprio perché la mente non è occupata dalle abitudini.

 “Ovviamente non intendo che nella vita non si debba mai lavorare- spiega la dott.ssa Marfella- ma che dobbiamo ritagliarci dei momenti di “vacanza” ogni giorno, dobbiamo imparare a rilassarci”

Immaginiamo di partire in vacanza, se siamo sereni i piccoli intoppi del quotidiano (un taxi in ritardo, delle code chilometriche in autostrada o gli addetti alla sicurezza dell’aeroporto che ti fanno buttare la bottiglina d’acqua) non ci scalfiscono più della frustrazione, ma se siamo già stressati o in ansia questi potrebbero essere tutti fattori scatenanti di malessere. “Se siamo stressati possiamo anche partire a mille mila chilometri di distanza non potremmo mai lasciare i nostri pensieri dietro di noi” continua la dott. Marfella “I 99 posse cantavano nella loro celebre canzone ‘La vita moderna ti stressa’, sembra una banalità ma è così. I ritmi ai quali siamo sottomessi, il costante bisogno di programmare e prevedere ci ha disinsegnato a vivere il presente. Ci ha fatto dimenticare che il presente è il posto dove rifugiarsi perché privo dei dolori del passato e non ancora corrotto dai problemi e le ansie del futuro”

Lo stress nuoce gravemente alla salute, smetti subito

Il termine stress fu coniato nel 1936 da Hans Selye, un dottore. Non a caso le prime ricerche sullo stress furono svelate non dal campo della psichiatria psicologia ma dal campo della medicina tradizionale.  Questi lo definì come “risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”.

Da un punto di vista medico lo stress è molto pericoloso, influisce sul nostro intero sistema “La riduzione dello stress potrebbe virtualmente risolvere il 99% dei nostri problemi” racconta la dott. Marfella. Quando un evento stressogeno incrocia il nostro cammino è l’ipotalamo a farsi carico della situazione. Questa area cerebrale secerne gli ormoni che scatenano la risposta alla situazione stressante in tutti i processi fisiologici coinvolti. “Questa mancanza di relax incide anche molto pesantemente – continua la dott. Marfella- sulla fertilità ma anche sul sistema immunitario, sul sistema cardiovascolare, digestivo…”

Fermati e goditi il presente

Spesso lo stress induce a circoli viziosi, sfoghi “Pericolosi” abbracciati nel tentare di ridurre lo stress “La cosa alla quale dobbiamo stare attenti sono anche le strategie che impieghiamo molto spesso per ridurre lo stress, come ad esempio il tabacco o l’alcol, magari ci sentiamo più rilassati, ma è un’impressione fittizia, sia perché si tratta di un palliativo a breve termine ma anche perché sono entrambe abitudini che danneggiano il nostro organismo. Imparare a rilassarsi deve diventare un esercizio costante- conclude la dottoressa- ci sono molti modi di arrivarci, anche grazie all’aiuto di professionisti. Si pensi al Training Autogeno o al Protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction). Entrambe queste tecniche portano l’individuo a riscoprire il presente, l’attimo che sta vivendo, rallentando i ritmi e cercando di spegnere le elucubrazioni mentali”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Eva de Prosperis
Author: Eva de Prosperis
giornalista e scrittrice, ha lavorato come reporter dai Balcani e da Parigi

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