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Il cinema all’ombra del muro di Berlino

COMING OUT 04 DEFA StiftungTornano i tedeschi del lunedì, l’unica rassegna di film in lingua tedesca a Napoli, organizzata dal Goethe-Institut Neapel in collaborazione con il Multicinema Modernissimo. Quest’anno dedicata ai 30 anni dalla caduta del muro.

La nuova rassegna cinematografica del Goethe-Institut di Napoli che si svolgerà tutti i lunedì fino al 30 marzo al cinema Modernissimo, si muove tra le due memorabili ricorrenze, 30 anni dopo la caduta del Muro di Berlino - 30 anni dopo la Riunificazione tedesca. Le otto pellicole selezionate presentano uno spaccato della società all’ombra del Muro: dagli anni del miracolo economico nella Repubblica Federale a Ovest, alla vita quotidiana nella Repubblica Democratica a Est, dalle grandi speranze dei tedeschi divisi dalla cortina di ferro fino ad arrivare al fatidico 1989, l’anno della Wende, la svolta. 

Sia nella DDR che nella BRD, il cinema ha sempre espresso opinioni politiche, davanti come pure dietro la macchina da presa. Ma quali sono le prospettive, i punti di vista dei registi dei due stati sì tedeschi, ma così diversi? Pur nell’eterogeneità degli stili, il filo rosso che lega i film è la ricerca della propria identità e la riflessione critica sul passato tedesco che non passa.

La rassegna si apre con due classici del Nuovo Cinema Tedesco, due film che danno uno sguardo critico all'ancora giovane Germania dell’Ovest degli anni ‘50 e ’60. Mentre la “Lola” di Fassbinder (1981) dipinge un quadro sgargiante e parodistico della società capitalista nella neonata BRD, "Abschied von gestern” (La ragazza senza storia, 1966) di Alexander Kluge, premiato con il Leone d'argento a Venezia, è un'amara resa dei conti con il miracolo economico della Repubblica Federale.

L’analisi critica del sistema socialista è stata sistematicamente soppressa nella DDR. I cosiddetti Verbotsfilme, i film censurati dal Governo della DDR, illustrano al meglio l'arroganza del regime socialista. “Karla” (1966) con la regia di Hermann Zschoche e in programma al Montagskino non fa eccezione. A causa della non conformità della sua giovane protagonista, il lungometraggio è stato bloccato dalla censura ed è stato proiettato solo nel 1990. Il dispotismo e la repressione statale sono l’argomento principale anche nel film “Der Verdacht” (Il sospetto) di Frank Beyer, regista che appartiene alla prima squadra di registi della Germania dell'Est. Il film è ambientato negli anni ’70 e realizzato solo nel 1991, quindi nella Germania riunificata. Inesistenti nell’arte cinematografica ufficiale della DDR è il tema dell’omosessualità. “Coming Out” (1989) di Heiner Carow è il primo e unico lungometraggio della DDR ad affrontare apertamente questo tema - presentato per la prima volta il 9 novembre 1989, la sera della caduta del Muro di Berlino.

montagskino

Il culmine al Montagskino 2020 sarà la serata dedicata ad Alexander von Humboldt nato 251 anni fa. Attraverso numerosi flashback, Rainer Simon racconta la biografia del grande esploratore e scienziato tedesco, la carriera, l’impegno profuso nella realizzazione di progetti maestosi per il bene dell’umanità, ma perniciosi per la sua stessa salute e, infine, la sua costante ribellione nei confronti delle ristrettezze mentali della Germania dell’epoca. Il film “Die Besteigung des Chimborazo” (L’ascesa del Chimborazo, 1989) è uno degli ultimi della DDR e uno dei pochissimi esempi di collaborazione artistica tra l’Est e l’Ovest della Germania. Il regista, uno dei più importanti della DDR, sarà ospite della prima napoletana e dopo la proiezione racconterà le sue esperienze durante le emozionanti riprese del film in Ecuador. Un capitolo speciale della storia delle relazioni tedesco-tedesche è rappresentato da “Die Stille nach dem Schuss” (Il silenzio dopo lo sparo, 2000) di Volker Schlöndorff, vincitore dell'Oscar per “Die Blechtrommel” (Il tamburo di latta). Il film dipana la storia di una strana simbiosi tra il terrorismo radicale di sinistra della Germania dell’Ovest e il ‘socialismo reale’ della Germania dell’Est. Il fatto che le biografie della Germania dell'Est siano spesso segnate da contraddizioni è illustrato anche da Andreas Dresen in “Gundermann” (2018), uno straordinario ritratto del famoso cantautore della DDR Gerhard Gundermann, nel 2018 in concorso alla Berlinale e premiato con 6 Lola, l'Oscar tedesco, tra l’altro nelle categorie Miglior Film, Miglior Regista e Miglior Attore Protagonista.  

Cosa: rassegna di cinema tedesco. Quando: 10 febbraio – 30 marzo 2020. Dove: Multicinema Modernissimo, via Cisterna dell’olio 49 / 59, Napoli. Costo: 4 euro (libero con la tessera Goethe)

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