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Rosa pietra stella è il miglior film al Matera Film Festival

rosa pietra e stella copiaIl lungometraggio di Marcello Sannino con Ivana Lotito, Ludovica Nasti e Fabrizio Rongione ha vinto il Premio Miglior Film della prima edizione del Matera Film Festival inoltre la protagonista Ivana Lotito è stata premiata quale miglior attrice.

 “Per la rilevanza della tematica affrontata - si legge nella motivazione - risolta in una struttura coerente che, in maniera non banale, racconta una storia di sopravvivenza tutta al femminile. La regia misurata, mai invasiva, è accompagnata da un'interpretazione sincera ed emozionante” questa la motivazione del premio assegnato al film che racconta una Napoli tragicamente in gabbia.

Carmela ha trent’anni, bella e indomita come un'amazzone, cerca di trovare da sola il modo per tirare avanti, giorno per giorno, con mille lavori precari, finché non le capita l'occasione di fare affari con gli immigrati che popolano il dedalo di vicoli del centro antico di Napoli. Un girone infernale in cui pur di avere un permesso di soggiorno si è disposti a pagare per lavorare. Carmela ha una figlia di undici anni, Maria. Vivono insieme ad Anna, sua madre, a Portici, una cittadina sul mare nell’immediata provincia di Napoli. Il loro rapporto non è facile: Anna avrebbe voluto una vita più semplice e regolare per la figlia che invece sta commettendo i suoi stessi errori. Carmela, dal canto suo, è stata una sorella più che una madre per Maria che irrimediabilmente ne soffre ed è da tempo monitorata dai servizi sociali. Per Carmela è tempo ormai di assumersi le responsabilità di madre. Vuole conquistare la fiducia della figlia. Ci prova. Conosce Tarek, un quarantenne algerino che vive a Napoli da vent’anni. L’uomo prova attrazione per Carmela e tanta tenerezza. Questa fragile impalcatura sulla quale sta fondando la sua vita man mano si sgretola. Sullo sfondo una città-metafora della contemporaneità, multiculturale e polverosa, sensuale e squilibrata, con sporadici raggi di sole a coltivare le illusioni di ognuno. Un luogo in cui arrivare e mai più riuscire a ripartire.

Il film è girato magistralmente da Sannino con un’intensità delle immagini, dei piani visivi e dei dialoghi e una fluidità della storia che scorre sotto la pelle. È una Napoli bella e dannata come Carmela. Vittima e carnefice con la sua “scombinatezza”. Madre e figlia senza madre. Senza sponde. Ribelle e insicura. È una Napoli in gabbia quella che racconta Sannino, dove gli spiragli di luce sono possibili proprio grazie a quell’umanità multiculturale che popola la città e in cui la precarietà partenopea si rispecchia e nella quale trova attimi di tenerezza e conforto. E’ infine una Napoli senza speranza. Ed è forse questo l’unico punto interrogativo di questa storia struggente che - non perché un film debba avere necessariamente un lieto fine, anzi - infine non evolve, si blocca. Come forse la stessa Napoli capace di sforzi estremi ed estrema bellezza è incapace di compiere un salto definitivo verso il cambiamento e resta sospesa sul filo.

rosa pietra e stella

Rosa pietra stella è prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 Produzioni), Gaetano Di Vaio e Giovanna Crispino (Bronx Film) e Pier Francesco Aiello (PFA Films che lo distribuisce) con Rai Cinema, con il contributo di MIBACT-DG Cinema e Audiovisivo, Regione Campania e Film Commission Regione Campania. Nel cast anche Imma Piro, Francesca Romana Bergamo, Valentina Curatoli, Niamh McCann e Gigi Savoia. La sceneggiatura è dello stesso Sannino con Guido Lombardi, Giorgio Caruso, con loro autore del soggetto anche lo scrittore Massimiliano Virgilio. Il direttore della fotografia è Alessandro Abate, al montaggio Giogiò Franchini, i costumi sono di Rossella Aprea e le musiche di Riccardo Veno. I premi sono stati assegnati dalla giuria del concorso Internazionale Lungometraggi e Cortometraggi (MFF LONG, MFF SHORT), presieduta dai registi Giuseppe Stasi e Giancarlo Fontana e composta dalla docente di Storia del cinema Manuela Gieri, dalla scrittrice e sceneggiatrice Mariolina Venezia, dalla produttrice Elisabetta Olmi, dal regista Fabrizio Cattani, dal fumettista Giuseppe Palumbo, dall’attrice Sara Ricci.

“La storia del film è ispirata alla vita di una persona reale - racconta il regista-. Precisamente la vita di un’amica conosciuta anni fa. Con lei mi sono trovato spesso coinvolto in giornate senza fine, passate ad inseguire persone da incontrare, commissioni da fare all'ultimo momento, illusioni quotidiane di piccoli affari da concludere, per non tornare a casa e in fondo fuggire al destino di una vita segnata dalla nascita. Partendo da questo rapporto ho immaginato il personaggio di Carmela. Il film racconta il momento in cui Carmela, la protagonista, per necessità ed inconsapevole desiderio, deve uscire dalla sua solitudine, tradire il suo orgoglio ed incontrare “l’altro”. Un “nuovo” altro, sconosciuto, disperato anch’esso. Quindi ritrovandosi in mondo dove la lotta di classe è stata sostituita da una lotta interna tra coloro che vivono nella marginalità e nella clandestinità, Carmela usa le poche armi che ha a disposizione per la sua sopravvivenza. Questo è l’ambito sociale e politico nel quale si svolge la storia. Il punto è: parlare delle persone o dei problemi sociali? In realtà, come diceva Rossellini riguardo il suo capolavoro Europa ’51, non esiste nessun problema semplicemente “sociale”, i problemi sono tutti problemi umani. E in questi tempi sempre più disumani bisogna ripartire dalle persone. Non è la coscienza dell’individuo a determinare il contesto sociale nel quale si svolge la sua vita ma il contrario. Questo rapporto va ripensato, invertito o equilibrato. Aldilà della riflessione sul mondo, ciò che da sempre mi interessa nel mio lavoro è la persona. In questo caso una donna, che ancora oggi, in quanto donna, ha troppo spesso una posizione marginale. La mia Carmela, oltre ad ispirarsi a una persona reale, ha come riferimento le donne raccontate in Rosetta dei fratelli Dardenne, Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli, Mouchette di Robert Bresson, Vivre sa vie di J.L. Godard. ma anche in Gloria di John Cassavetes, Senza tetto né legge di A. Varda, Mamma Roma di Pasolini. Donne sole molte volte spaesate rispetto al contesto che le circonda. Spesso costrette a prendere decisioni drastiche, a volte crudeli, spinte da una necessità assoluta. Donne che lottano, che si complicano la vita, che portano dentro di sé un desiderio grande, un sogno ancora confuso ma presente, un sogno in attesa di essere realizzato, forse in un’altra vita. Gran parte del film è ambientato a Portici, un piccolo ma popoloso paese al confine sud-est di Napoli. Una cittadina benestante e conformista dove la figura di Carmela, con il suo carattere e le sue difficoltà a gestire la vita e la maternità, risaltano molto più che in una città come Napoli dove la sua condizione è comune a moltissime donne, a moltissime famiglie. Per lei, la contigua metropoli rappresenta il luogo delle maggiori opportunità, della fuga, un luogo dove ti conoscono in pochi e ti giudicano meno, ma anche il luogo dove ci si perde come in un magma in cui è difficilissimo muoversi e dal quale è impossibile uscirne illesi. Le riprese girate a Portici descrivono luoghi di una certa bellezza dal punto di vista artistico e paesaggistico”.

Marcello Sannino nasce a Portici (Na) nel 1971 e dopo gli studi e diverse esperienze nel campo dell’architettura e dell’editoria indipendente, decide di dedicarsi al cinema. Oltre al suo impegno come regista, dal 2008 al 2016 collabora in qualità di docente a diversi workshop e atelier di cinema del reale. Curatore di eventi, i suoi documentari sono stati presentati e premiati in diversi festival nazionali e internazionali. Rosa pietra stella è il suo primo lungometraggio.

Filmografia: 2020 - Rosa pietra stella; 2018 - Porta Capuana – documentario; 2017 - Perduto amore – cortometraggio; 2016 - For ever – cortometraggio; 2015 - Appunti sulla fine del mondo cortometraggio; 2014 - Altrove – cortometraggio; 2012 - La seconda natura  documentario; 2010 - Napoli 24 (documentario - episodio); 2009 - Corde – documentario; 2008 - In Purgatorio - documentario (fotografia); 2007 - L’ultima Treves – documentario; 2004 - La passione Suessana – documentario; 2003 - Decroux e il mimo corporeo – documentario.

Premi: Corde - 27° Torino Film Festival - Premio speciale della Giuria, Premio Avanti (Agenzia per la Valorizzazione Nuovi Autori Italiani), Menzione Speciale Ucca | 28° Bellaria Film Festival - Premio Speciale della Giuria “Casa Rossa Doc” Miglior Documentario | Indox 2010 Festival - Italiana Doc Secondo Premio | Salinadocfest 2010 - “Tasca D’almerita” Premio per il Miglior Documentario | Obiettivi sul lavoro 2010 - Menzione Speciale | Festival Terra di Cinema 2011 -Tremblay-En-France – Premio speciale della Giuria | Napoli Film Festival 2010 - Vesuvio Award per Miglior Regista |  Euganea Film Festival 2010 – Premio Speciale della Giuria.

La seconda natura - Menzione Speciale Giuria Di Italiana.Doc, Premio Ucca Venti Città | Primo Premio della Giuria Territori-Contest 2013 al Nuovo Cinema Aquila Roma.

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