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L’Armée Rouge al Festival dei Popoli

bircoE’ in concorso alla 61° edizione del Festival dei Popoliil documentario di Luca Ciriello prodotto da PARALLELO 41 in collaborazione con LUNIA FILM con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea” Film sviluppato nell’Atelier di cinema del reale FILMaP - centro di formazione e produzione Ponticelli (Napoli).

“Il y aura pas de couscous où on manque de la sauce” (“Non sarà un couscous dove manca la salsa”) Birco Clinton LOGLINE Idrissa Koné, in arte Birco Clinton, vive in un container di amianto nella periferia est di Napoli e ha un sogno: diventare il re del genere musicale coupé décalé. Per poterci riuscire ha creato l’armée rouge, una banda di ragazzi della Costa d’Avorio che lo supporta e lo aiuta nell’organizzazione delle sua grande festa di Natale.

Il film sarà disponibile online a partire da giovedì 19 novembre a giovedì 26 novembre

https://www.mymovies.it/ondemand/popoli/movie/larmee-rouge/

L’Armée Rouge Italia, 2020, 60 minuti Formato originale colore, 4K (3840 × 2160) Lingua originale Nouchi, Francese, Djoula, Italiano Soggetto, fotografia e regia Luca Ciriello con Idrissa Koné aka Birco Clinton e con Adjoss de Milan, Commandant Fankelé, Demsy Tal B, DJ Jean Paul, DJ Jeans Yves, Erik Le Diamantaire, Ib de Milan, Jagger Na Boué, Kady Prada, Le Prince Kara, Maï la Rose, Othman La Prière, Yanes la Joie, Yaya Le roi XII XII Montaggio Simona Infante e Luca Ciriello Suono Filippo Maria Puglia Color correction Simona Infante Montaggio del suono e mix Rosalia Cecere.

TEASER

Birco Clinton vive in uno dei Bipiani di Ponticelli, prefabbricati di amianto costruiti negli anni ‘80 nella periferia est di Napoli, mentre gran parte del suo tempo lo trascorre nel Vasto, il quartiere multiculturale nei pressi della Stazione Centrale, dove cerca di organizzare le sue feste. Birco è arrivato in Italia nel 2014. Dopo un breve periodo in un centro di accoglienza, è andato a vivere a Ponticelli, dove ha iniziato a coltivare il suo sogno, organizzare feste e diventare famoso. Per fare ciò Birco ha pensato ad una struttura, l'armée rouge, un gruppo di ragazzi e ragazze appassionati di musica che si occupa di sostenere le spese comuni e di supportare la comunità avoriana di Ponticelli. Birco fa tante cose per sbarcare il lunario, ma soprattutto ama organizzare feste e videoclip musicali. Alle feste lui di solito non balla ma osserva gli altri da lontano circondato da ragazze. La sua preoccupazione è quella di far quadrare i conti delle serate e guadagnarci qualcosa. Per questo tutti lo chiamano le Barouba di Napoli, ovvero il re di Napoli. La dédicace è la festa annuale che ogni promotore di coupé décalé organizza nella propria zona e Birco per la festa di Natale vuole invitare tutti i personaggi più conosciuti all’interno della comunità avoriana, in modo tale che possano vedere quanto lui sia bravo e conosciuto, quindi tutto deve andare nel verso giusto.

birco 1

Il gruppo di Birco si chiama l’armée rouge perché, come lui afferma “bisogna essere numerosi e veloci, come l’armata rossa sovietica”. Sono una banda di ragazzi tutti sotto i trenta anni che non hanno alcuna intenzione violenta. “Siamo un’armata dello show, noi non sappiamo fare la guerra, noi ci vogliamo solo divertire” rivela Birco. Si tratta di una struttura organizzativa in parte estranea al mondo occidentale contemporaneo ed è per questo interessante approfondirne il funzionamento, le tempistiche e le modalità di azione. Ad esempio, durante le serate organizzate molte persone donano dei soldi a chi ha preparato la festa durante quello che viene chiamato “boucan”. Si tratta di una forma di riconoscimento e rispetto che viene detta “travailler”, ovvero “lavorare”, proprio come un lavoro che si fa per qualcuno che ci ha prestato un servizio. Inoltre, all’interno della propria struttura mutualistica, i soldi che si ricevono vengono di volta in volta rimessi in circolo alle feste successive. “C'est la famille qui compte, c'est le travail qui paye”, ovvero “ciò che conta è la famiglia, ciò che ti dà da vivere è il lavoro” ci dice Birco Clinton.

“Ho conosciuto i ragazzi della comunità avoriana di Napoli durante delle ricerche effettuate nell’ambito dell’Atelier di Cinema del Reale di Ponticelli (FILMaP)- racconta Luca Ciriello -, in seguito ho trascorso circa un anno assieme a Birco e ai suoi amici e per due mesi sono andato ad abitare nel quartiere multiculturale del Vasto, dove Birco trascorre le sue giornate e organizza le feste. La storia di Birco è principalmente la storia di un uomo che vuole trasformare il suo sogno in realtà, con determinazione e inventiva, un ragazzo di 27 anni che ha come modelli i fautori del coupé décalé avoriano nato a Parigi nei primi anni 2000. L’attenzione del film si concentra sul presente e sul futuro, del passato di Birco ho deciso di raccontare poco, la sua storia inizia dalla creazione dell’Armée Rouge, il gruppo di “guerriglieri dello spettacolo” che organizza le feste a ritmo di coupé décalé. Il mio punto di vista narrativo parte da una prospettiva di osservazione dall’interno della comunità avoriana, un approccio anche linguistico ed antropologico in un film dove si parlano quattro lingue (nouchi, djoula, francese e italiano), che cerca di svelare meccanismi e strutture di un gruppo di persone che pochi conoscono o frequentano, un film ambientato in una Napoli non-vista, fatta di sottoscala trasformati in discoteche e container trasformati in case. Credo che l’occhio della videocamera possa essere vicino allo sguardo personaggi dopo tanti mesi di osservazione e condivisione, ma anche grazie all’avvicinamento linguistico. Parlando francese e comprendendo il nouchi (argot avoriano), ho tenuto lunghe chiacchierate con Birco e i suoi amici, restando in strada con loro, osservando la gente, scherzando e condividendo momenti delle nostre giornate. Attraverso un processo graduale di fiducia e conoscimento ho iniziato ad effettuare le prime riprese di ricerca e studio. Questo periodo è durato circa un anno. Nel momento in cui ho deciso di filmare per realizzare “L’armée rouge” sentivo che la fiducia tra noi era salda e di conseguenza ho scelto di non dare indicazioni di azioni ai personaggi, seguendo piuttosto il flusso degli eventi e inserendo il mio punto di vista tra le trame delle loro esistenze”.

Cosa: documentario L’Armée Rouge.

Quando: da giovedì 19 novembre a giovedì 26 novembre.

Dove: https://www.mymovies.it/ondemand/popoli/movie/larmee-rouge/

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