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I Like America and America Likes Me. Il Cinema d’autore omaggia Beuys

rassegna beuysIn occasione del centenario della nascita di Joseph Beuysdal 12 al 16 maggio sarà possibile seguire in streaming una rassegna di documentari su Beuys gratuitamente sulla piattaforma online.artecinema.com (foto in allegato).

Una selezione di alcuni film documentari, curata da Laura Trisorio, in collaborazione con il Goethe-Institut e il Comune di Anacapri, che propone tra gli altri, "Joseph Beuys: I Like America and America Likes Me”, un corto di Helmut Wietz in cui si ripercorrono i tre giorni in cui a New York nel 1974 Beuys rimase chiuso in una gabbia con un coyote. „Joseph Beuys, Transformer” di John Halpern, un documentario che riprende l’artista durante l’allestimento della sua grande retrospettiva al Guggenheim Museum di New York; "Beuys” di Andres Veiel, uscito al cinema nel 2017, ricostruisce la vita di Joseph Beuys tra arte, insegnamento e politica restituendo il clima di dibattiti, resistenza e utopia in cui operò il carismatico artista tedesco. Per la preparazione del film il regista tedesco incontrò e intervistò nel 2015 numerosi protagonisti di una stagione indimenticabile dell’arte contemporanea a Napoli, Mario Franco, Liliana ed Ernesto Esposito, Fabio Donato.

Venerdì 14 maggio ci sarà un incontro dedicato agli studenti delle scuole superiori di Anacapri con la partecipazione della direttrice del Museo Madre Kathryn Weir e l’artista e filmmaker John Halpern, testimone della grande mostra di Joseph Beuys al Guggenheim di New York del 1979.

Programma della rassegna:

Beuys

Andres Veiel, Germania, 2017, 107’, tedesco, sottotitoli in italiano

Attraverso inedite fonti audio e video e materiali d’archivio, il film ricostruisce la vita di Joseph Beuys tra arte, insegnamento e politica restituendo il clima di dibattiti, resistenza e utopia in cui operò il carismatico artista tedesco che fu scultore, performer, sciamano, teorico, artista rivoluzionario e provocatorio.

Beuys and Beuys

Peter Schiering, Germania, 2006, 35’, tedesco, inglese, sottotitoli in italiano

“La rivoluzione siamo noi” è un’affermazione che Joseph Beuys ha ripetuto tutta la sua vita. Il regista Peter Schiering si interroga sull’eredità lasciata agli artisti contemporanei da Beuys, colui che ha messo in discussione il concetto stesso di arte, che ha portato nei musei materiali come il grasso e il feltro. Rivediamo l’artista a New York, Berlino e Darmstadt, dove spiega opere d’arte a una lepre morta o trascorre diversi giorni in una gabbia con un coyote. Lo ascoltiamo mentre spiega il suo concetto di arte difendendo la causa di un’utopia sociale universale.

Joseph Beuys: I Like America and America Likes Me

Helmut Wietz, Germania, 1974, 35’, senza dialoghi

Dal 23 al 25 maggio 1974 alla galleria di René Block a New York, una cinepresa riprende Joseph Beuys chiuso per tre giorni in una gabbia con un coyote. Avviluppato in una coperta di feltro, simbolo dell’uomo occidentale malato, l’artista viene preso al suo arrivo all’aeroporto di New York da un’ambulanza che, attraversando la città a sirene spiegate, lo conduce alla galleria Block. Venerato dagli indiani d’America come un Dio, il coyote simboleggia la parte selvaggia del continente nord-americano: il fine della performance è quello di dimostrare che due forze antagoniste - il coyote e l’uomo - possono vivere in armonia.

Joseph Beuys, Transformer

John Halpern, Stati Uniti, 1988, 58’, inglese, sottotitoli in italiano

In occasione della grande retrospettiva di Joseph Beuys al Guggenheim Museum di New York, John Halpern riprende l’artista e i suoi aiutanti mentre lavorano all’allestimento della mostra. Questo documentario è l’unica testimonianza video dell’esposizione più importante nella vita di Beuys, dove vediamo le sue installazioni più emblematiche dalla metà degli anni ‘50 fino alla Pompa del miele del 1977, descritte dalla voce stessa dell’artista.

La rivoluzione siamo noi

Ilaria Freccia, Italia, 2020, 83’, italiano

Tra il 1967 e il 1977 l’arte italiana vive un momento di gloria sulla scena artistica internazionale e diventa espressione del cambiamento sociale e politico. Galleristi e critici italiani aprono le porte agli artisti internazionali più audaci, come Joseph Beuys, Herman Nitsch o Marina Abramović, che trovano in Italia la possibilità di sperimentare liberamente linguaggi visionari e innovativi. Il film descrive il periodo in cui l’Italia era il centro dell’avanguardia internazionale.

Info: link completo per le immagini

https://wetransfer.com/downloads/e1b0caf675d4f240a1ce16826c06ef2220210507153201/71f55289a2efa5d12be86f2b095d767f20210507153224/afb8ce

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura. Cura mostre di arte contemporanea ed eventi culturali.

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