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Al Torino Film Festival un po’ di Napoli con il documentario “Porta Capuana”

Porta CapuanaCi sarà anche “Porta Capuana”, il documentario di Marcello Sannino, tra i film in concorso nella sezione Doc Italia al 36esimo Torino Film Festival che si svolgerà giovedì 29 e venerdì 30 novembre.

Il regista napoletano presenta al festival un documentario che racconta di un luogo storico e simbolico di Napoli: Porta Capuana, appunto. Un luogo di confine, ricco di complessità, oggi e da sempre (almeno dalla data in cui fu edificata, il 1484) attraversato da tutti i popoli migranti che a Napoli trovano un luogo di arrivo.

La trama di “Porta Capuana”

La Porta con le sue antiche pietre che traspirano storie del passato, la Porta testimone di un presente dove ancora quasi tutto appare possibile, mutabile, fluido. Porta Capuana è l’emblema della cosmopoli, il luogo di arrivo e di partenza. Torri che sovrastano il giorno e la notte, l’incedere del quotidiano durante il quale, da secoli, prende forma il meticciato inevitabile. Il riproporsi di ritualità e trascendenza che continuano – senza sosta – a manifestarsi e rimodularsi. Un film sullo spaesamento. Lo spaesamento fisico, sociale, storico. Un villaggio globale, statico e contemporaneamente in movimento, come un unico organismo vivente le cui molecole vivono di vita propria, autonoma, distinte ma indissolubilmente legate a quel tutto da cui succhiano linfa vitale. Il racconto della frontiera fluida di una città porosa.

Da storica frontiera a luogo di nuovi flussi immigratori

“Porta Capuana” racconta di un luogo che è vero emblema della cosmopoli. Stare sotto l’arco di Porta Capuana – ha dichiarato il regista Marcello Sannino - è come mettersi al centro del continuo flusso tra passato e presente e farsi attraversare dalla carica emotiva che porta con sé. Ho deciso di raccontare la sensazione di spaesamento che riguarda le persone e i luoghi in questa parte di città che diviene mondo. Uno spaesamento, fisico, sociale, storico”.

Lo spaesamento di un vecchio avvocato nell’attraversare il luogo che ha vissuto per cinquant’anni (Castel Capuano l’ex Tribunale) e che ora è vuoto ma carico di memoria; lo spaesamento dei nuovi arrivati, i migranti dalle zone povere e disastrate del mondo, lo spaesamento di chi a Porta Capuana ci è nato, ci vive e ci lavora. La sensazione labirintica che si percepisce negli spazi enormi delle vecchie fabbriche abusive all’interno del Lanificio Borbonico. E poi la babele del mercato del Borgo di Sant’Antonio che vede nei nuovi arrivati la possibilità di continuare ad esistere e resistere alla concorrenza dei centri commerciali, ma deve affrontare nuovi bisogni, nuovi costumi.

Ecco che in tempi di politiche restrittive nei confronti dei migranti, il film “Porta Capuana” ci restituisce il racconto di una quotidianità che va avanti. Un flusso di storie, di viaggi e di vite che continua a scorrere, nonostante tutto.

Il film, prodotto da Antonella Di Nocera per Parallelo 41 produzioni, sarà promosso

L'Autore
Giovanna Amore
Author: Giovanna Amore
Fotografa e video maker, è specializzata in cinematografia documentaristica. È nello staff comunicazione della squadra multietnica Afro-Napoli United.

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