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Forza Napoli a Venezia!

cinema venezia napoliUn po' di sano campanilismo in alcuni casi non guasta soprattutto se non si tratta del solito calcio, e se i protagonisti in campo sono campani doc. O forse sarebbe meglio parlare di protagonisti sullo schermo del Festival di Venezia 2019.

Il 7 settembre sapremo chi vincerà il Leone d’Oro del Festival del Cinema di Venezia 2019 che ha una madrina, guarda caso, napoletana, l’attrice Alessandra Mastronardi. Nell’attesa del verdetto facciamo il tifo per i due film napoletani in gara su tre film italiani presentati (l’altro film è siciliano): “Il sindaco del rione Sanità” con cui il regista napoletano Mario Martone rilegge il classico teatrale di Eduardo De Filippo in chiave contemporanea e “Martin Eden” del casertano Pietro Marcello che ambienta a Napoli un classico di Jack London. Entrambi i film sono stati realizzati con il contributo della Regione Campania attraverso la legge regionale n.30/16 - Piano Cinema 2017​ e con il supporto organizzativo della Film Commission Regione Campania. Prodotto con il contributo della Legge Cinema Campania anche "5 è il numero perfetto" di Igort, nella sezione "Giornate degli autori" in anteprima domani sera a Lido di Venezia. Ed è ambientato a Napoli anche "Nevia" di Nunzia De Stefano​ in concorso nella sezione "Orizzonti". Le altre produzioni "made in Campania" sono "Citizen Rosi" di Didi Gnocchi e Carolina Rosi (Fuori concorso - non fiction); "Sufficiente" di Maddalena Stornaiuolo, Antonio Ruocco; (Giornate degli autori - Notti veneziane); "Veronica non sa fumare" di Chiara Marotta (Settimana internazionale della critica).

E ora scopriamo i retroscena dei due film che ambiscono al Leone D’Oro e che vedremo nelle sale da inizio settembre.

IL SINDACO DEL RIONE SANITA’

Il film di Mario Martone – che torna in concorso il secondo anno consecutivo - con Massimo Gallo, Roberto De Francesco e Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo, Ernesto Mahieux ambienta il dramma di Eduardo De Filippo e lo ambienta nel presente. Marrone aveva già messo in scena "Il Sindaco del rione Sanità” a teatro con i medesimi attori riscuotendo un grande successo.

La trama

La storia è quella di Antonio Barracano (Francesco Di Leva), "Il Sindaco" del rione Sanità, che impartisce la regola: chi "tiene santi" va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio. Grazie al suo prestigio e all'aiuto di un amico medico, amministra la giustizia secondo suoi criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Quando Rafiluccio Santaniello (Salvatore Presutto), il disperato figlio del fornaio, va da lui deciso ad uccidere il padre Arturo Santaniello (Massimiliano Gallo), Don Antonio, rivede nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. Il Sindaco decide così di intervenire per rappacificare padre e figlio e salvarli entrambi.

Il regista Mario Martone

Mario Martone nato a Napoli nel 1959, inizia la sua carriera artistica nel teatro e allestisce il suo primo spettacolo, Faust o la quadratura del cerchio, nel 1976. Due anni più tardi fonda il gruppo Nobili di Rosa, con Andrea Renzi e poi Francesca La Rocca, Augusto Melisurgo e Federica della Ratta Rinaldi. Nel febbraio 1979 "Nobili di Rosa" diventa Falso Movimento e nel 1986 il gruppo "Falso Movimento" si fonde con il Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller e il "Teatro Studio" di Caserta di Toni Servillo dando origine a Teatri Uniti.

L'esordio alla regia cinematografica è del 1980 con il cortometraggio "Foresta Nera". Dopo 12 anni, nel 1992, si rivela al grande pubblico con il suo primo lungometraggio: “Morte di un matematico napoletano”, storia del matematico Renato Caccioppoli che gli vale il Gran premio della giuria alla Mostra di Venezia. Nel 1993 realizza il mediometraggio Rasoi. Tre anni dopo realizza il suo secondo film: “L'amore molesto”, in concorso al Festival di Cannes e vincitore del David di Donatello. Nel 1997 dirige l'episodio "La salita" del film I vesuviani. Nel 1998 gira il lungometraggio “Teatro di guerra”. Dal 1999-2001 ha ricoperto la carica di direttore artistico del Teatro Argentina di Roma. Dal 2003 è condirettore del Teatro Stabile di Napoli. Partecipa nel 2001 all'esperienza registica collettiva del film Un altro mondo è possibile, girato in occasione delle giornate di protesta durante la riunione del G8 a Genova. Nel 2004 dirige il film tratto da un romanzo di Goffredo Parise, L'odore del sangue, con Michele Placido e Fanny Ardant. Dal 2007 al 2017 è stato direttore artistico del Teatro Stabile di Torino. Nell'autunno 2010 è uscito nelle sale italiane Noi credevamo ispirato all'omonimo romanzo di Anna Banti che ha vinto nel 2011 il premio Alabarda d'oro per il miglior film e la miglior sceneggiatura. Nello stesso anno 2011 il regista ha ricevuto il premio per la carriera al Festival de Cine Italiano de Madrid. A gennaio 2011 ha diretto Cavalleria rusticana e Pagliacci al Teatro alla Scala di Milano. In ambito lirico ha inoltre firmato altri allestimenti di successo come quelli di Così fan tutte (con Claudio Abbado), Le nozze di Figaro e Don Giovanni di Mozart, Matilde di Shabran, Torvaldo e Dorliska e Aureliano in Palmira di Gioachino Rossini (Rossini Opera Festival di Pesaro), Fidelio di Beethoven, e Charlotte Corday di Lorenzo Ferrero. Il film Il giovane favoloso viene presentato al Festival di Venezia il 1º settembre 2014 e riscuote un notevole successo di pubblico e critica. Per il Teatro la Scala firma la regia dell'opera lirica Andrea Chénier (orchestra diretta da Riccardo Chailly), lo spettacolo di inaugurazione della stagione scaligera 2017/2018, con le star internazionali Anna Netrebko e il marito Yusif Eyvazov. Nel 2018 esce il suo nuovo lungometraggio Capri-Revolution, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, con protagonista Marianna Fontana, che gli vale svariate candidature ai David di Donatello.

MARTIN EDEN

Il film di Pietro Marcello, con Luca Marinelli, Jessica Crossy e Mario Cecchi è tratto dal classico romanzo di Jack London del 1909 ma spostato da San Francisco alla Napoli di oggi o di un’epoca non ben riconoscibile tra gli anni 20 e i giorni nostri. Marcello non è stato il primo a cimentarsi nell'adattamento di questo romanzo che tocca temi come le classi sociali, la rivoluzione industriale e la dialettica tra individualismo e socialismo: già nel 1914 fu prodotto un primo adattamento, diretto da Hobart Bosworth e interpretato da Lawrence Peyton. La versione più nota è però quella del 1942, di Sidney Salkow con Glenn Ford nei panni del protagonista. Nel 1979 fu invece Giacomo Battiato a dirigere per la RAI una miniserie tratta dal romanzo di London con Christopher Connelly a interpretare il ruolo principale.

La trama

Protagonista del film è il giovane marinaio di umili origini Martin Eden (Luca Marinelli). Il marinaio salva da un'aggressione Arturo (Giustiniano Alpi), giovane rampollo della borghesia industriale. Per ringraziarlo Arturo lo invita nella sua abitazione di famiglia dove Martin Eden conoscerà e si innamorerà di Elena (Jessica Cressy), la bella sorella di Arturo. La giovane donna, colta e raffinata, diventerà un'ossessione amorosa e il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. Martin inseguirà il sogno di diventare scrittore, a costo di sacrifici e fatiche affrontando i limiti della propria umile origine.  Influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden (Carlo Cecchi), si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese.

Il regista Pietro Marcello

Casertano, classe 1976, Pietro Marcello è uno dei nomi più noti e importanti del cinema art-house italiano. I suoi esordi sono legati al cinema documentario, che il regista ha sempre interpretato in chiave molto personale. Il suo primo lungometraggio si intitolava Il passaggio della linea, e raccontava dei treni espressi notturni che attraversano l'Italia e dei loro passeggeri; è stata poi la volta di La bocca del lupo, storia dell'amore tra un detenuto di Genova e una transessuale conosciuta dietro le sbarre, e del loro ricongiungimento dopo dieci anni, quando anche lui venne scarcerato, vincitore del Torino Film Festival del 2009. Il regista partecipa al Festival di Venezia nel 2011 con un lungo dedicato al regista d'avanguardia Artavazd Pelešjan, Il silenzio di Pelešjan, e un corto su Marco Bellocchio, intitolato Marco Bellocchio. Il film Bella e perduta del 2015, racconta il destino dei bufali maschi allevati nel casertano in chiave fantastica.

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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