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Il Sindaco del Rione Sanità. Ne parla il pubblico napoletano

sindacoLa brama di potere, l'eterna rivalità fra padre e figlio, il relativismo che domina il concetto di giustizia: Il Sindaco del Rione Sanità è un testo teatrale di Eduardo De Filippo che contiene temi  tanto universali quanto eterni. Ed è per questo che nella trasposizione cinematografica di Mario Martone il testo è rimasto pressoché invariato.

E' cambiato però tutto il resto, così come è cambiata Napoli negli oltre cinquant'anni intercorsi fra la prima messa in scena dell'opera teatrale e il film presentato quest'anno alla Mostra del Cinema di Venezia: la malavita è diventata più giovane, per cui il “Sindaco” non ha più settant'anni ma trenta di meno, e il palcoscenico dell'illegalità ha nuove topografie spostandosi, almeno nella trasposizione cinematografica, dal quartiere della Sanità  a quello di San Giovanni a Teduccio.

Nel quartiere napoletano della sanità Antonio Barracano è chiamato “il Sindaco” ed è un boss della criminalità organizzata che amministra il suo territorio imponendo una giustizia più divina che da primo cittadino. Si troverà a dover gestire una questione di vita o di morte fra un padre e il figlio. Tener testa ad un colosso come quello di Eduardo De Filippo non è certo impresa facile, soprattutto quando ci si confronta con il pubblico napoletano cresciuto a pane e Filumena Marturano. La gestualità, i ritmi del teatro edoardiano, il sincronismo perfetto degli attori sul palco, popolano un immaginario che lega indissolubilmente testo, messa in scena e interpreti difficile da sradicare. Eppure Martone accetta e vince la scommessa, grazie agli attori “giusti”, come il protagonista Francesco di Leva,Massimiliano Gallo, Roberto De Francesco  Adriano Pantaleo,  che riescono ad entrare in quei panni lisi rimettendoli a nuovo.

Dal 30 settembre il film è nelle sale cittadine e ha riscosso un discreto successo di pubblico, sfiorando negli spettacoli di prima serata del primo week end  il tutto esaurito in quasi ogni  sala in cui è stato proiettato. Gomito a gomito fedelissimi di Eduardo, cinefili affezionati a Martone e ragazzi attratti, più che da De Filippo e da una regia d'eccezione, dai nomi in cartellone, come appunto quello di Di Leva, fresco della candidatura al David di Donatello con il film “Una Vita Tranquilla”, volto noto della tv e anima trainante del teatro NEST.

“Sono di San Giovanni a Teduccio e questo è il motivo principale per cui sono venuta a vedere il film. – dice Pina, 22 anni, appena uscita dal Cinema Modernissimo – mi è piaciuto soprattutto il lavoro fatto dal regista: dice le cose come sono. Non sfrutta la moda della Napoli violenta ma non cerca nemmeno di indorare la pillola”. Luca, 28 anni, ha guardato il film con Pina, ma è di parere diverso. “L'ho trovato lento, il testo non è adatto al cinema e secondo me non è adatto nemmeno alla realtà dei fatti – spiega –  i criminali oggi non parlerebbero mai così. Nel testo c'è una maturità che non potrebbe avere oggi un uomo di trent'anni. I criminali di oggi sonno spesso ragazzini pieni di droga”.

 “Il film regge il cambio generazionale e devo ammettere che questo è tutto merito del cast e di una regia, quella di Martone, felice. – racconta Antonio, 73 anni, che invece ha visto il film al Cinema Filangieri – Ho avuto la fortuna di assistere alla pièce teatrale negli anni '60 e sul palco c'era il grande Eduardo nel ruolo di Barracano. Il fascino del teatro è un'altra cosa, ma non posso dire che il film non mi sia piaciuto. Seguo Martone da sempre, fin da “Morte di un Matematico Napoletano”, e non mi ha mai deluso”. 

“È un film bellissimo, ma mi è rimasto un groppo in gola – confessa Marzia, 38 anni, anche lei appena uscita dal Filangieri – Questo perché è un film vero: c'è tutta l'impotenza e la stanchezza che sente, oggi come allora, chi vive in questa splendida ma difficilissima città”.

IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ


Italia, 2019, Genere drammatico

durata 1 H e 55 min

Regia di Mario Martone

con Francesco Di Leva, Massimiliano Gallo, Roberto De Francesco, Salvatore Presutto, Daniela Ioia, Adriano Pantaleo.

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Project manager della rivista di arte contemporanea Racna Magazine, si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura collaborando con l'Istituzione Internazionale Art1307, Villa di Donato, Casa Morra – Fondazione Morra e diversi artisti. Curatrice d'arte contemporanea e scrittrice compulsiva, collabora fra l'altro con il quotidiano “Roma”, come referente Arte Contemporanea. Dal 2012 collabora con la casa editrice Marchese editore, occupandosi di pubbliche relazioni, promozione e creazione di eventi culturali.

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