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Buoni, biologici e sociali: Selvanova presenta i suoi vini

"Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo": così Pindaro, poeta greco antico, descriveva nel 500 A.C. il vino, il nettare degli dei.

Il vigneto e il vino sono stati una parte importante delle società fin dall'Antichità, dalla Preistoria, intimamente legati  alla cultura popolare tradizionale e associata profondamente ai territori di provinienza.

Ed è di una zona bellissima, nella Frazione Squille del Comune di Castel Campagnano in provincia di Caserta, in Campania che parlano i 4 nuovi vini della Fattoria Selvanova.

Dalla cima della collina coperta da un velo di vigneti, lo sguardo arriva fino alla catena del Monte Matese ad Est e al Monte Taburno a Ovest.

Ai piedi scorre il fiume Volturno, che solca l’intera vallata dando vita alla incontaminata natura che vi prende forma. Pascoli, boschi, vigneti e uliveti, adagiati su dolci colline disegnano una terra dormiente e generosa.

In questo quadro fiabesco si trova la Fattoria Selvanova del gruppo di imprese sociali Gesco che presenterà i suoi vini Mercoledì 8 luglio alle ore 11.30 presso il Gran Caffè La Caffettiera, in piazza dei Martiri a Napoli.

All’incontro parteciperanno Sergio D’Angelo, presidente del gruppo di imprese sociali Gesco, la pittrice Alessandra Illiano, autrice delle etichette dei vini e lo psichiatra Michele Gargiulo, responsabile del Centro Diurno Dipartimentale di Riabilitazione Aquilone. Ospiti speciali dell’iniziativa saranno l’attore Massimiliano Gallo e l’oncologo Paolo Antonio Ascierto cui verrà consegnato un riconoscimento per il suo impegno nella ricerca.

Vini totalmente biologici che descrivono di un territorio ma che parlano anche di sociale e di arte.

Le etichette dei vini Selvanova raccontano questa storia attraverso l’immaginario artistico dei quadri di Alessandra Illiano, giovane pittrice formatasi nel laboratorio artistico del Centro Diurno Dipartimentale di Riabilitazione Aquilone (del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Napoli 1 Centro, gestito da Gesco attraverso la cooperativa Era).

Coloratissimi e postmoderni insediamenti urbani sulle sponde del fiume, nel mezzo del quale c’è la rappresentazione grafica e stilizzata di una zattera, divenuta il logo aziendale. 

L’azienda Selvanova

Selvanova è un’azienda biologica vitivinicola che ospita un agriturismo e una fattoria didattica. Sorge nella frazione Squille del Comune di Castel Campagnano in provincia di Caserta. Era 1997 quando Antonio Buono, napoletano di nascita e grande appassionato di agricoltura sostenibile, inizia qui a dedicarsi alla coltivazione delle uve.

Innanzitutto viticoltura sana per intaccare il meno possibile, con l’azione umana, quello che la natura ha formato in migliaia di anni. Questo bagaglio culturale, dedicato all’eticità della conduzione aziendale, ha convinto il gruppo Gesco ad investire in questo progetto dal 2018, portandone orgogliosamente avanti filosofia e obiettivo.

Come etica insegna

La sensibilità etica impiegata nella salvaguardia delle categorie più sensibili e a rischio è riversata, da GESCO, completamente anche nella gestione di Selvanova.

Eticità:

 

  • nella conduzione agronomica totalmente mirata al rispetto della natura e delle caratteristiche dei vitigni
  • nei prodotti finiti. Tutti i vini Selvanova sono biologici certificati dal 2000 e continueranno ad
  • nella complementarietà delle attività agricole. Selvanova è una fattoria complessa che si compone di mille sfaccettature: ulivi e olio, fattoria sociale e allevamento di animali da cortile, produzione di miele e apicoltura, dove il vino è e resta l’anima
  • nella convinzione che una agricoltura sana è alla base di una vita sociale più giusta e

 

Noi lo specchio della terra
Selvanova racconta perfettamente il luogo dove opera. I suoi vini sono il frutto della coltivazione di uve autoctone presenti in queste zone della Campania da millenni.
La sua immagine racconta una storia di quel preciso luogo. La Frazione Squille del comune di Castel Campagnano sorge sulla riva del fiume Volturno, dove ha navigato, fino agli anni settanta, una scafa, cioè: un metodo di attraversamento del fiume, in mancanza di ponti. Questa zattera, appunto denominata scafa, sulla quale venivano ospitati uomini e animali, veniva trascinata sulle acque del fiume con una corda tesa tra le due sponde. Al fianco di essa veniva anche trascinata una zattera più piccola, una sorta di scialuppa di salvataggio, che prendeva il nome di Londro (nome dei vini frizzanti sia bianco che rosato attualmente prodotti) utile, in caso di necessità, a salvare la vita a qualche mal capitato che cadeva in acqua. Questa attività di attraversamento era gestita dalla famiglia Luino (nome dei vini fermi, sia rosso che bianco attualmente prodotti). Le etichette dei vini Selvanova raccontano questa storia attraverso l’immaginario artistico dei quadri di Alessandra Illiano, giovane pittrice formatasi nel laboratorio artistico del Centro Diurno Dipartimentale di Riabilitazione Aquilone (del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Napoli 1 Centro, gestito dal gruppo Gesco attraverso la cooperativa Era).Coloratissimi e postmoderni insediamenti urbani sulle sponde del fiume,nelmezzo del quale c’è la rappresentazione grafica e stilizzata di una zattera, divenuta il logo aziendale. Un’immagine di culture che si mischiano,dipopolicheviaggiano, che attraversano ostacoli per sopravvivere. Il giusto riconoscimento a quella vita contadina troppe volte dimenticata.

Pezzi di terra

Il parco vigne di Selvanova si compone di 10 ettari, tutti situati sulla collina che declina dolcemente dalla sede aziendale verso le rive del fiume Volturno. Sono suddivisi in cinque appezzamenti differenti sia per esposizione che per altitudine. Vigneti, piantati tra il 1999 e il 2002, dove hanno preso dimora Pallagrello Bianco e Pallagrello Nero (i due vitigni più strettamente tipici di questo pezzo di Campania) e Aglianico e Fiano (vitigni principi della viticoltura Campana).

I vini

Terre del Volturno igt – La Corda di Luino Bianco

Vino bianco prodotto con uve 70% Pallagrello Bianco e 30% Fiano provenienti da vigne situate nel comune di Castel Campagnano (CE). La raccolta delle uve avviene manualmente e trasportate immediatamente nella vicina cantina. Vengono sottoposte ad una pressatura soffice a grappolo intero per ottenere il mosto fiore. La vinificazione e l’affinamento sulle fecce fini per 6 mesi avviene interamente in tini di acciaio.

Terre del Volturno igt – La Corda di Luino Rosso

 Vino rosso prodotto con uve 80% Pallagrello Nero, 10% Aglianico e 10% Cabernet Sauvignon provenienti da vigne situate nel comune di Castel Campagnano (CE). La raccolta delle uve avviene manualmente e trasportate immediatamente nella vicina cantina. Vengono sottoposte a pigia-diraspatura per poi macerare, mediamente, per 15 giorni. La vinificazione viene svolta con le uve ancora separate, una volta svinate viene fatto il blend prima di continuare l’affinamento per 6 mesi in tini di acciaio.

Terre del Volturno igt Frizzante – Londro Bianco

 Vino bianco frizzante prodotto con uve 100% Fiano provenienti da vigne situate nel commune di Castel Campagnano (CE). Le uve una volta in cantina vengono sottoposte ad una pressatura soffice a grappolo intero per ottenere il mosto fiore. Il mosto viene poi diviso in due parti: una procede con la fermentazione per dare il vino base, l’altra viene utilizzata come liqueur de tirage per la presa di spuma che avviene in bottiglia. A differenza del metodo classico tradizionale, questo spumante non va incontro a sboccatura ma viene proposto integro sui propri lieviti naturali

Terre del Volturno igt Frizzante – Londro Rosato

 Vino rosato frizzante ottenuto da uve 80% Pallagrello Nero e 20% Aglianico, elaborate secondo il metodo ancestrale. Le uve una volta in cantina vengono sottoposte a diraspatura per poi passare qualche ora a contatto con le proprie bucce. Il mosto viene poi diviso in due parti: una procede con la fermentazione per dare il vino base, l’altra viene utilizzata come liqueur de tirage per la presa di spuma che avviene in bottiglia. A differenza del metodo classico tradizionale, questo spumante non va incontro a sboccatura ma viene proposto integro sui propri lieviti naturali.

 Più informazioni: www.selvanova.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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