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L’Orto Sociale Urbano: cura del verde e cittadinanza attiva

cover orto socialeA Ponticelli, a pochi passi dal Parco dei Murales, ci sono circa 150 terrazze di verde urbano, complessivamente un ettaro di terra di cui si prendono cura quotidianamente più di trecento persone, tra cittadini e associazioni.

Lo hanno ribattezzato l’Orto Sociale Urbano del parco “Caselli - De Filippo”: si tratta, infatti, di uno spazio affidato dal Comune di Napoli al Centro Diurno Lilliput, dell’Unità Operativa Complessa Dipendenze dell’Asl Napoli 1 Centro diretta da Stefano Vecchio, che lo gestisce attraverso la cooperativa sociale Era del gruppo Gesco. Oggi questa esperienza spegne la sua quinta candelina: in principio erano in pochi, ma nel corso del tempo, sempre più persone, cittadini, parrocchie, famiglie, associazioni del territorio, hanno deciso di adottare un pezzetto di quello spazio per coltivarci frutta e verdure di stagione. 

orto sociale 3

Verde urbano e cittadinanza

Di fondo c’è la voglia di prendersi cura della propria terra, avere un proprio spazio verde che possa dare frutti, ma non solo: accanto a questo c’è un atto di cittadinanza, la volontà di far parte, al contempo, di un progetto sociale più grande. Come spiega l’operatrice sociale del centro Lilliput Margherita Aurora: “La sfida di far da stimolo nella zona orientale di Napoli possiamo dirla vinta, almeno in parte, a giudicare dal numero di persone che viene qui a chiederci le chiavi dell’orto, altrimenti non si riuscirebbe ad entrare. Stiamo vedendo che la gente del posto ha voglia di partecipare, rendersi attiva, vengono in maniera spontanea con la voglia di migliorare questi spazi diventati ormai bene comune e luogo di aggregazione”. Al punto tale che molti ortolani, dopo i tre anni di assegnazione della terra – così vuole il regolamento – non vorrebbero più andar via. 

orto sociale 1

Un’oasi nel deserto

Vedere questo spazio verde germogliare impressiona ancora di più se pensiamo che tutto intorno è morto: il Parco de Filippo, ovvero la villa comunale di Ponticelli nato nel post-terremoto, è praticamente chiuso, l’unico spazio accessibile e vivibile perché c’è manutenzione, è la piazzetta con la fontana antistante. Un orto nel nulla, dunque, ma uno spazio mai così fortemente voluto dai cittadini. 

Alla gestione dell'Orto Sociale con l'Asl (Centro Lilliput) collabora il Comitato Cittadino Parco Fratelli De Filippo.

Le regole dell’orto

Ogni orticello viene coltivato senza l’uso di sostane chimiche, nel rispetto della natura e della stagionalità degli ortaggi. All’Orto sociale sono state anche recuperate alcune colture antiche, come la torzella, una verdura dalla foglia arricciata che appartiene alla famiglia dei cavoli, usata un tempo per fare la minestra maritata. La sorella minore dei “friarielli” sarà forse anche la protagonista di una sagra a Ponticelli, almeno è quello che si augurano gli animatori dell’Orto urbano, che pure promuovono una serie di attività ed eventi sul territorio per sensibilizzare la cittadinanza all’agricoltura sociale.

La parola chiave, anche in questo caso, è partecipare: “Tutti devono dare il loro contributo anche alle iniziative di manutenzione e pulizia generale dell’orto, farsi carico degli scarti vegetali e degli altri rifiuti responsabilmente; prendere parte, insomma alla vita collettiva dell’orto”, sottolinea ancora Margherita Aurora. Gli stessi cittadini si occupano di realizzare all’interno della propria terra un piccolo impianto idrico, pensato con un sistema di innaffiamento a goccia, per evitare sprechi d’acqua. 

orto sociale 2

Le iniziative sociali

La prossima buona occasione per conoscere questa bella esperienza è il laboratorio di orticoltura urbana per bambini in programma venerdì 30 ottobre (dalle 11), un’iniziativa che vuole essere soprattutto simbolica ai tempi del Covid e del distanziamento sociale. “Abbiamo organizzato questa, come altre manifestazioni – spiega la responsabile della struttura dell’Asl Anna Ascione – insieme alle associazioni del territorio. In questo caso con Lega Ambiente Campania e insieme al Servizio veterinario del Frullone grazie al quale è stato curato un gheppio che andremo a liberare proprio in questa occasione”. Per fortuna, gli orti urbani, al momento, restano spazi aperti, non soggetti a restrizioni e vivibili dalle famiglie che se ne prendono cura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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