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Tortano e casatiello. Qual è la differenza?

casatielloSiamo tutti esperti di tradizione culinaria napoletana. Ma siamo davvero sicuri di sapere cosa differenzia un tortano da un casatiello?

Uova o non uova, impasto, tipo di farcitura. E poi c’è il dubbio amletico dei tempi di lievitazione. A fugare ogni traccia di dubbio è il team del ristorante il Poggio che, per onorare le festività pasquali, propone ai clienti a casa le sue specialità con servizio delivery.

“Partiamo dai punti in comune. Sono entrambi rustici legati al periodo di Pasqua, appartenenti alla tradizione napoletana.  Eppure, nonostante siano molto simili tra loro, vi sono diverse differenze sostanziali – dichiarano i cuochi a lavoro - Il primo elemento che salta all’occhio, che li contraddistingue è sicuramente la presenza dell’uovo sodo. Nel tortano, l’uovo sodo è presente solo all’interno della farcitura mentre nel casatiello l’uovo sodo, oltre ad essere un ingrediente della farcitura, fungono anche da decorazione, poste intere sulla superficie “ingabbiate” fra due striscioline di pasta. Anche la farcia ha delle differenze: il tortano nella ricetta originaria dovrebbe avere come farcitura composta solo da formaggio, uova, pepe e cicoli, mentre nel casatiello a tutti questi ingredienti si aggiungono altri salumi. Insomma il casatiello si presenta come il parente più ricco del tortano”.

La storia

Queste due specialità napoletane, nascono sulle tavole delle antiche famiglie nobili quando per consuetudine,  in occasione del lunedì dell'Angelo (Pasquetta), vi era l’usanza di recarsi in gita alle abitazioni in campagna. I contadini che curavano i loro poderi, all'arrivo dei "padroni”, preparavano dei  menu ricchi di portate, realizzati con tutti i prodotti del territorio da loro curati, accompagnando il tutto, con dell'ottimo "pane cafone". In un anno non ben definito, sul finire del ‘600, la Pasqua arrivò un poco tardi, oltre la metà di aprile, nel pieno di una primavera molto calda e soleggiata. Mentre si stava preparando l'impasto del pane, una massaia si accorse che quell'inverno vi era stata una produzione di salumi più ricca del solito e, timorosa che con l'arrivo anticipato del caldo tutto quel cibo potesse andar sprecato, tagliò a pezzi grosssolani, salami, pancette, capicolli e prosciutto e, uniti a diversi formaggi, aggiunse il tutto all’impasto. Quando la famiglia si riunì intorno alla tavola per la benedizione, il capofamiglia notando la “strana portata, esclamò compiaciuto “che bella questa torta!”. Da lì in nome “Tortano”. Il “Casatiello” deve invece il proprio nome alla gran quantità di formaggi contenuti (da cacio).

www.ilpoggionapoli.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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