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Ex Asilo Filangieri: Libertà e responsabilità collettiva

ex-asilo-filangieri-estSi chiamano “abitanti” e da marzo 2012 stanno sperimentando un modo di vivere l’arte e la cultura condiviso.

Sono i giovani e i meno giovani del collettivo “Ex Asilo Filangieri” luogo sperimentale di scambio e di incontro tra cittadini e artisti che ogni settimana presenta un interessante e vasto calendario di laboratori, eventi musicali, teatrali e cinematografici. Tra coloro che hanno realizzato alcuni lavori nell’Asilo: Jan Fabre, Danio Manfredini, Claudia Morgante, Davide Iodice, Enzo Saponaro.
Dopo la burrascosa occupazione dei locali del Comune, il collettivo Ex Asilo ha stabilito un tacito accordo d’indipendenza con l’amministrazione pubblica. A raccontarci il valore dell’esperienza il regista Marcello Sannino, tra coloro che hanno “attraversato” la storia dei primi due anni dell’Asilo e possono raccontarla fin dall’inizio.

Come nasce la vostra esperienza?

E’ stato il collettivo informale della Balena, preesistente, a dare origine a tutto, anche se oggi, ci chiamiamo semplicemente Ex Asilo Filangieri e alla base della comunità ci sono i lavoratori dello spettacolo.
Una data cruciale è il 2 marzo 2012 quando realizzammo un’occupazione simbolica per svelare alla città il luogo usato poco e male dal Forum delle culture. In tre giorni di insediamento organizzammo tantissime attività: proiezioni, concerti, spettacoli di teatro, che videro la partecipazione di migliaia di persone. Il terzo giorno ci fu una jam session con tantissimi musicisti e visitatori. Alla fine chiedemmo alle persone cosa dovevamo fare e ci fu un ovazione; ci chiesero tutti “rimanete”.

Qual è oggi la risposta del Comune?

All’epoca sfruttammo l’esistenza dell’assessorato al bene comune e fu fatta una delibera ad hoc, ma poi ci dissero che dovevamo entrare nel “laboratorio Napoli” e noi ci rifiutammo: volevamo restare indipendenti. Ecco che il 30 dicembre 2012 dopo un concerto, con la scusa del rumore e della vendita di bibite, ci denunciarono e misero i sigilli all’Asilo. Ma in seguito il Comune ritirò la denuncia, perché non c’erano i termini per portarla avanti e perché in fondo si sono resi conto che il luogo gestito dai cittadini funziona. Oggi non ci ostacolano, non fanno forzature e noi non li interpelliamo.

Ma ciò significa anche che non avete diritto a finanziamenti…

Crediamo che la cultura debba essere indipendente dai partiti e non sopportiamo l’idea che i soldi pubblici vengano considerati “di” quel politico e non dei cittadini. All’interno della nostra assemblea c’è chi vede i soldi pubblici come un demone e i lavoratori dello spettacolo che pensano che la cultura vada finanziata perché è un diritto di tutti e rappresenta una possibilità di lavoro. Purtroppo rispetto ad altri paesi come la Francia dove il lavoro degli “intermittenti” dello spettacolo è riconosciuto, la situazione in Italia è drammatica. Il punto cruciale è non solo il taglio dei fondi degli ultimi anni, ma anche come vengono attribuiti e da chi, ci vorrebbero commissioni di esperti per decidere di bandi e progetti e non politici che di cultura non capiscono nulla.

Visto che siete una collettività chi decide nell’Asilo?

Ogni lunedì alle 18.00 nell’assemblea pubblica, a cui partecipano in media 50, 60 persone, si discute a lungo su tutti i progetti presentati e si smistano ai diversi tavoli come quello di arti della scena, della musica e così via. Di base diciamo sempre di si, compatibilmente con spazi e tempi già impegnati, ma solo se si tratta di progetti apartitici.

Che valore rappresenta per Napoli l’Asilo?

E’ un luogo di condivisione, di incontro e di crescita personale dove è possibile esprimersi e sperimentare liberamente una nuova forma di gestione pubblica. Quando ci lavori e dunque lo attraversi con la tua esperienza ti spinge ad assumerti la responsabilità di donare qualcosa di bello alla collettività.

Alessandra del Giudice

Per essere aggiornati sugli eventi organizzati nell’ex Asilo Filangieri: www.exasilofilangieri.it

Il Click per Napoli dell’ex Asilo Filangieri è: sperimentare una nuova forma di gestione pubblica, in cui ti esprimi liberamente e ti assumi la responsabilità di donare qualcosa di bello alla collettività.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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