sabato 15 DICEMBRE 2018
blank
 
chi siamo 
contatti

Il mare della Campania è nero: dove ci si può bagnare e cosa si può fare contro l’inquinamento

Goletta VerdeI dati di Goletta Verde dipingono un mare partenopeo nero. Ad attentare alla salute delle acque e delle spiagge due fattori fondamentali su cui Legambiente punta i riflettori: l’inquinamento dovuto alle criticità del sistema depurativo e l’abuso di plastica. Contro quest’ultimo lancia la campagna “Usa e getta? No, grazie”.

Il monitoraggio di Goletta Verde 

Goletta verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamonte Ricrea), ha appena comunicato i dati della Regione Campania dipingendo un quadro a tinte più nere che mai.

La mala depurazione non risparmia nessuna provincia: oltre la metà dei campionamenti ha riscontrato i valori di inquinanti oltre i limiti.  Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. E ci sono anche record assoluti, con situazioni che nonostante esposti dell’associazione e controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso ad esempio la foce del fiume Irno a Salerno, del Savone a Mondragone, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre Annunziata, della foce dei Regi Lagni a Castevolturno, della foce del canale di Licola a Pozzuoli e della foce del torrente Asa a Pontecagnano giudicati “fortemente inquinati” per il nono anno consecutivo.

I dati resi disponibili dall’Arpac relativi ai controlli svolti nel 2017 sulle acque in uscita dagli impianti di depurazione, per quanto ancora in numero troppo esiguo, confermano la cronica criticità della situazione. Infatti, su un totale di 413 controlli eseguiti in Campania il 41% è risultato “non conforme”, con punte di non conformità del 66% per gli impianti della provincia di Salerno e a seguire del 50% per quelli della provincia di Avellino,del 40% per quelli della provincia di Benevento, del 31% per quelli della provincia di Caserta e del 29% per quelli della provincia di Napoli.

Non va meglio, infine, sul fronte dell'informazione ai cittadini. La cartellonistica, obbligatoria da anni per i comuni e che dovrebbe avere la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, è praticamente assente: i tecnici di Goletta Verde che hanno avvistato in Campania soltanto un cartello rispetto ai 31 punti analizzati (alla foce del fiume Picentino, punto dove insisteva anche il cartello di divieto di balneazione). A questa già complessa situazione si aggiunge, inoltre, anche il degrado e la presenza di rifiuti - da plastica a materiali ingombranti - riscontrati in oltre il 90% dei punti monitorati lungo la costa campana.

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra 25 e il 29 giugno 2018) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente, ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

 

mare inquinato tabella 

LEGENDA: INQUINATO = Enterococchi intestinali >200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >500 UFC/100ml.FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali >400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >1000 UFC/100ml.

Su www.legambiente.it/golettaverde sezione Analisi è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.

mare inquinato

Appello di Legambiente alle istituzioni

“La maladepurazione è un’emergenza ambientale che va affrontata con urgenza, visto tra l’altro che siamo stati anche condannati a pagare all’Ue una multa da 25 milioni di euro, più 30 milioni ogni sei mesi finché non ci metteremo in regola. Soldi che avremmo potuto spendere più utilmente per aprire nuovi cantieri per la depurazione e realizzare sistemi efficienti e moderni, creando nuovi posti di lavoro – sottolinea Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde -. Parliamo non a caso di malati cronici, situazioni critiche che segnaliamo da anni, ma per le quali evidentemente poco o nulla è stato fatto. Per questo Legambiente quest’anno affiancherà alla denuncia pubblica sullo stato delle acque anche un'azione giuridica, presentando nuovi esposti alle autorità competenti per chiedere di verificare le cause di queste criticità e denunciare i responsabili secondo le nuove norme previste dalla legge sugli ecoreati”. Lo ribadiamo da anni, ma purtroppo non troviamo riscontri- conferma Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania-: è necessario affrontare con decisione il problema della mancata depurazione soprattutto per una regione, come la Campania, che nella risorsa turistico ricreativa connessa al mare fonda importanti opportunità produttive e lavorative. I Comuni campani attraverso l’Ente Idrico Campano sono chiamati a dare una risposta seria e concreta a questa emergenza”

Smaltimento degli olii esausti

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo, anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno in Campania il Consorzio ha recuperato 12.208 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente. L’olio usato - che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli - è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l'olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente e in particolare del mare e dei laghi - spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi - rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”. 

spazzatura in spiaggia

Dimmi quanta plastica usi e ti dirò che uomo sei

Facile, usa e getta in pochi minuti. E’ la plastica, fortemente inquinante e dannosa soprattutto per l’ecosistema marino, persiste nell’ambiente per decine o centinaia di anni, senza scomparire mai del tutto, frammentandosi in miliardi di microplastiche che possono facilmente raggiungere il mare e altrettanto agevolmente contaminare la catena alimentare. Nonostante ciò ne abusano in tantissimi soprattutto in Italia per ignoranza e pigrizia. Non a caso il 77% dei rifiuti trovati sulle spiagge campane è plastica: bottiglie, tappi, stoviglie e buste in plastica continuano a invadere i nostri litorali, seguiti da vetro/ceramica (8,8%) carta/cartone (5%). Questi gli ultimi dati dell’indagine Beach Litter in Campania, nella quale  i volontari di Legambiente hanno esaminato un’area complessiva 78 mila metri quadrati, rilevando una media di 691 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia per un totale di 15.201 rifiuti. “Usiamo l’usa e getta per pochi minuti, ma le sue microplastiche possono inquinare per sempre – spiega Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania -. Piatti, posate, bottiglie monouso sono prodotti usati pochissimo, ma che hanno un elevatissimo costo per l'ambiente, una sproporzione difficilmente percepibile nella vita di tutti i giorni”.

L’industria della plastica in Italia

Soltanto con le bottiglie di plastica che consumiamo ogni anno in Europa (46 miliardi secondo i dati di “Seasatrisk”) si potrebbero riempire 28mila piscine olimpioniche. Un problema che ci riguarda da vicino, visto il record tutto italiano di consumo di acqua in bottiglia: solo nel nostro Paese utilizziamo, infatti, ogni anno 8 miliardi di bottiglie di plastica, il 17% di quelle consumate in tutta europa. E purtroppo queste sono solo una parte del problema. In media consumiamo, infatti, anche 230 stoviglie di plastica (tra piatti, bicchieri, posate) per abitante l’anno. Nel 2016 l’industria italiana del monouso in plastica ha prodotto circa 18 miliardi di pezzi di cui l’80% destinato al mercato nazionale. A questi numeri, secondo i dati del rapporto di “Seasatrisk”, vanno aggiunti anche il “consumo” di circa 16 miliardi di bicchieri per caffè all’anno in Europa; 2 miliardi e mezzo di imballaggi “take away” e 36 miliardi di cannucce, per citare altri oggetti potenzialmente inquinanti.

La campagna “Usa e getta? No, grazie”

Legambiente chiede ai comuni campani “di adottare strategie “plasticfree”e al Governo di anticipare la direttiva europea mettendo al bando piatti, posate e bicchieri di plastica non compostabile e continuare così ad essere in prima linea nella lotta al marine litter” e lancia “Usa e getta? No, grazie”, (www.usaegettanograzie.it) la campagna di informazione e sensibilizzazione per la prevenzione e la messa al bando di alcuni prodotti usa e getta, per stimolare il cambiamento spontaneo di abitudini dei cittadini e un intervento più deciso dei governi arginare un problema di portata globale come il marinelitter. Sempre sul sito “Usa e getta? No, grazie” si incentivano i cittadini nei confronti dell’acqua del rubinetto più controllata, sana e meno inquinante di quelle in bottiglia. Non basta aumentare il target di riciclo, è necessario prevenire l’utilizzo di bottiglie di plastica, visto che siamo il terzo paese al mondo per consumo di acqua imbottigliata. Proprio per questo Legambiente ha prodotto una speciale bottiglia in vetro per incentivare il consumo di acqua del rubinetto a casa e in ufficio. La bottiglia realizzata per Legambiente da Assovetro (l’Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro) che sostiene in Italia la campagna Endless Ocean  è distribuita ai cittadini durante le iniziative di Goletta Verde, oltre ad essere disponibile online sul sito www.usaegettanograzie.it 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

Articoli correlati

Notizie

  1. ULTIME
  2. PIU LETTE
Si parla d amoreSi parla d’amore con Chiara TortorelliLa Libreria Raffaello (Via Kerbaker 35) e la casa...
Orioli 2018 otto turni al timone tra Melita Walley e Birsa BankNoi di qua, voi di làConfini, frontiere e identità: le barriere fra i popoli...
pino daniele 10“Mal di te”, lo spettacolo-ricordo...“Mal di te”  è il nuovo spettacolo dei Lazzari Felici,...
Gran finale Premio Napoli 2018Premio Napoli: gran finale al MercadanteIl sipario del Teatro Mercadante si alzerà martedì 18...
maurizio-de-giovanni-2I romanzi di de Giovanni al cinema e...Lo scrittore napoletano anticipa: “I Bastardi di...
ex-asilo-filangieri-estEx Asilo Filangieri: Libertà e...Si chiamano “abitanti” e da marzo 2012 stanno...
skin careBotulino? No grazie. Arriva Sublime SkinNon è solo per donne e non ha controindicazioni, tranne...
crociera-con-delitto“La nostra missione è raccontare storie”Partito con i gialli e le cene con delitto, il teatro Il...
agendo 2019 banner
Prenota la tua copia inviando una e-mail a comunicazione@gescosociale.it
il poggio
napolicittasolidale
amicar 500