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Ambiente: eventi meteorologici straordinari, ecosistema urbano e riscaldamento globale

AlberiL’emergenza climatica che ha colpito l’Italia in questi giorni portando via con se diverse vite umane deve farci riflettere su come tutto sul pianeta Terra sia un ecosistema interrelato e sulla necessità che governi, amministrazioni e cittadini facciano la loro parte per scongiurare problemi sempre più gravi.

Il maltempo straordinario, con vento fortissimo di questi giorni ha sradicato 3500 alberi e portato via 11 vite umane in Italia. La Protezione Civile ha parlato della necessità di maggiore manutenzione delle piante cittadine e napoletani oggi ammettono che preferirebbero radere al suolo tutti gli alberi piuttosto che sentirsi insicuri. In realtà la deforestazione è una delle cause del riscaldamento globale che sta provocando fenomeni atmosferici anomali e che porterà sempre più a sconvolgimenti climatici.

foresta 1

Il riscaldamento globale

Secondo i ricercatori del Centro di studi dei sistemi complessi di Utrecht (Paesi Bassi) e dell’Università di Oxford (Uk) che hanno pubblicato la loro ricerca sulla rivista Earth System Dynamics della European Geosciences Union la scadenza massima per fare in modo che l’innalzamento della temperatura mondiale non superi i 2°C è fissata al 2035, punto di non ritorno da scongiurare e con azioni concrete fin da subito attuando drastiche misure di riduzione delle emissioni in tutti i Paesi del mondo.  L’obiettivo di Parigi di limitare l’aumento delle temperature di +1,5°C nel 2100 è infatti fallito, l’obiettivo dei +2°C nel 2100, invece, sarebbe ancora fattibile se i governi metteranno in pratica il piano sul clima non oltre il 2035, aumentando la quota di energie rinnovabili del 2% ogni anno.

L’importanza delle foreste per scongiurare il cambiamento climatico

Andrew Mitchell, responsabile della Global Canopy Programme (GPC), una cooperazione tra i principali scienziati di foreste pluviali, con sede a Oxford, definisce le foreste tropicali “un elefante nel soggiorno dei cambiamenti climatici”, confermando il ruolo chiave che giocano queste aree nei problemi globali. Le cifre del GPC, che riassumono le più recenti scoperte delle Nazioni Unite, e le stime contenute nello Stern Report, un importante documento di riferimento, mostrano che la deforestazione raggiunge il 25% delle emissioni globali di gas che trattengono calore, mentre i trasporti e le fabbriche raggiungono il 14% ciascuno; il traffico aereo, invece, rappresenta solo il 3% del totale. Gli scienziati affermano che la deforestazione di un giorno equivale all’impronta di carbonio di otto milioni di persone che volano a New York: ridurre queste emissioni catastrofiche può significare fermare più rapidamente e nel modo più economico la distruzione delle foreste del Brasile, Indonesia, Congo e altri paesi.

ecosistema 2

Napoli nel Rapporto Ecosistema Urbano 2018 di Legambiente

Specchio ristretto dell’inquinamento e del cambiamento climatico globale sono le città dove in piccolo si possono considerare le cause e gli effetti antropici. A questo proposito, se guardiamo i dati della Campania del Rapporto Ecosistema Urbano 2018 di Legambiente divulgati proprio alla vigilia dell’emergenza meteo di questi giorni che considerano anche l’inquinamento e la presenza del verde. Napoli resta all’89° posto si piazza stabilmente nella parte bassa della graduatoria superata solo da Palermo, tra le grandi città, Avellino crolla toccando la 76a posizione. Appena sufficiente Salerno al 54° posto e Caserta al 57° posto. Benevento conquista la palma per la miglior performance tra i capoluoghi campani con il 40° posto. A Napoli, cresce la situazione critica sul fronte del biossido di azoto, con Napoli tra le 28 città italiane in cui almeno una centralina ha rilevato concentrazioni medie annue superiori ai 40 μg/mc, e rientra tra le sei (insieme a Torino, Firenze, Milano, Brescia, Roma ) che superano il valore limite di oltre il 50 per cento.  I numeri del trasporto pubblico con 109 passeggeri trasportati annualmente per abitante - sono ancora lontani dalle altre grandi metropoli e città turistiche come Venezia con 689 viaggi/ab, Milano 478 viaggi/ab e Roma 328 viaggi/ab. Inoltre tra le grandi città per quanto riguarda l’offerta di servizio di trasporto pubblico con 17 km-vetture/ab risulta tra le peggiori . Inoltre, una ricerca condotta da Isfort (2016) segnala come il 41,3% degli abitanti delle grandi città italiane vorrebbe muoversi di più coi mezzi pubblici mentre, parallelamente, il 32,2% auspica di poter stare meno tempo al volante. Ben tre italiane, ad esempio, compaiono tra le 20 città più congestionate d’Europa con tempi di percorrenza quotidianamente più lunghi del 40% (Roma), del 33% (Napoli) e del 30% (Milano) rispetto a quella che potrebbe essere la durata dei tragitti in condizioni di traffico normali. Inoltre Roma, Napoli, Catania e Palermo sono tra le città europee dove i cittadini hanno tempi d’attesa record alle fermate dei bus. Sufficiente l’estensione media delle isole pedonali che arriva a 0,47 m2 per abitante. Nota positiva l'aumento dell’estensione del verde urbano con Napoli che registra una crescita tra il 2011 e 2016 di circa due metri quadrati per abitante, passando da 11,8 m2 al 13,6 m2. Nonostante tutto, “Nelle aree urbane, in periferia come nei quartieri centrali, c’è una tensione popolare verso un rinascimento del senso di appartenenza e uno sforzo comunitario per riappropriarsi dei luoghi e dello spazio pubblico. C’è un mondo in movimento- commenta Imparato, presidente Legambiente Campania - che crea economia green - e reclama dai decisori pubblici (locali e nazionali) scelte, coraggio, cambiamento”. 

Verde e inquinamento a Napoli e in Campania 

E’ un serpente che si morde la coda la questione degli alberi in città: alberi che cadono e alberi che mancano. In città sempre più cementificate è ancora più evidente l’aumento delle temperature e delle polveri sottili che a livello globale si configura con un incremento innaturale dei gas serra. Inoltre meno alberi ci sono in città e meno terreno c’è perché attecchiscano le radici circondate dal cemento più facile è vedere gli alberi caduti. Secondo le stime delle Nazioni Unite, gli alberi cittadini possono rinfrescare le città tra 2 e 8 °C, e  ridurre del 30 per cento l’uso di aria condizionata. Un grande albero può assorbire 150 chili di anidride carbonica l’anno, e filtrare le sostanze inquinanti sospese nell’aria, in particolare le polveri sottili. Un solo albero assorbe mediamente una tonnellata di diossido di carbonio nel suo ciclo vitale. Legambiente ed ImpattoZero  forniscono  informazioni su come piantare alberi in città o riforestare altre aree.

A Napoli il Tavolo italiano di lavoro per il Patto Mondiale per l’Ambiente

Prevenzione, precauzione e “chi inquina paga”, sono i punti cardine del “Global Pact for the Environment”, il Patto Mondiale per l’Ambiente che dopo due anni dalla sua stesura, in un momento decisivo per il suo iter internazionale, trova in Italia un nuovo organismo di sostegno e diffusione. Nasce, infatti,  all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sede del primo corso di Laurea italiano specificamente dedicato alla Green Economy, il Tavolo italiano di lavoro per il Patto Mondiale per l’Ambiente. Sono già cinque le Università italiane coinvolte nel progetto di lavoro (con il Suor Orsola ci sono l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e le Università di Foggia, Torino e Roma Tre) (Info: www.pactenvironment.org)

con l acqua alla gola 3

Ognuno di noi può fare la sua parte per scongiurare il cambiamento climatico

Daniele Pernigotti, consulente ambientale, nel suo libro Con l’acqua alla gola (Giunti). Nubifragi, siccità, sbalzi di temperatura improvvisi, ghiacci che si sciolgono ha messo a punto una serie di indicazioni che ognuno di noi può seguire per migliorare l’ecosistema Ambiente.

1) Considerare l’energia come una risorsa davvero preziosa. Dobbiamo evitare ogni spreco allo stesso modo in cui non butteremo dell’oro nel cestino

2) Adottare una mobilità dolce, che favorisca l’uso di biciclette, mezzi pubblici e treno

3) Acquistare autovetture a bassi consumi. Comunque l’uso dell’auto e dell’aereo andrebbe limitato alle condizioni in cui gli altri mezzi non sono possibili

4) Scegliere sempre apparecchiature a basso consumo energetico (per esempio lampadine, elettrodomestici)

5) Isolare termicamente le abitazioni ed evitare le dispersioni inutili (per esempio finestre aperte con riscaldamento o condizionatori accesi)

6) Evitare gli eccessi nell’uso del riscaldamento d’inverno e del condizionamento d’estate

7) Prediligere una dieta povera di carni, soprattutto di carni rosse

8) Consumare cibi locali e di stagione ed evitarne lo spreco

9) Favorire il consumo di prodotti a bassa impronta

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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