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Saldi invernali 2019, parte la corsa all’affare

saldiIl countdown è agli sgoccioli, mancano ormai poche ore al tradizionale assalto ai negozi. Al periodo in cui l’essere umano riscopre la sua atavica indole predatoria: gli occhi per scovare l’obiettivo, i muscoli delle gambe per avvicinarsi velocemente, le mani per braccarlo. E, a volte, i denti per difenderlo dagli altri predatori.

In altre parole, sta arrivando il periodo dei saldi. Quello in cui bisogna essere veloci per non ritrovarsi a vagare sconsolati come anime in pena tra gli scaffali dove rimangono soltanto maglioni extralarge o improbabili pantaloni da Ali babà.

Per quest’anno in Campania si parte dal 5 gennaio e si va avanti fino al 2 aprile. Secondo  Confesercenti, il 47% degli italiani ha deciso di spendere 122 euro a persona. Per Confcommercio, invece, per i saldi l’esborso pro capite sarà di 140 euro. A prescindere dalla spesa, ci sono alcuni punti da tenere a mente per evitare fregature.

Innanzitutto, non è vero che la merce non si cambia. Anche se c’è un cartello grosso così che dice il contrario: il commerciante è tenuto a sostituire i capi che presentano un difetto; se non è possibile la sostituzione, il cliente può scegliere per la riparazione (gratis), per uno sconto o anche per la restituzione del denaro. Nota bene: se il pellicciotto vi scolorisce, in alternativa al cambio potrebbero offrirvi una ospitata da Barbara d’Urso. Nel caso, accettate.

Lo scontrino è obbligatorio. Si, anche in periodo di saldi, malgrado in passato qualcuno abbia provato a convincervi del contrario.

E lo sconto deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato anche il prezzo normale di vendita. I commercianti sono tenuti ad accettare tutte le forme di pagamento, comprese carte di credito, senza alcun costo aggiuntivo per il cliente. Se poi siete malfidenti, potete fare il classico giro pre-saldi per dare un’occhiata, prendere nota di oggetti e prezzi, e successivamente verificare se gli sconti sono reali.

Le prove non sono imposte dalla legge ma lasciate alla discrezionalità del negoziante. Così come non è obbligatorio cambiare un capo che non presenti un difetto. Quindi, meglio perdere qualche minuto in camerino, ove possibile, e, prima di lasciare il negozio, chiedere ai commessi sulla possibilità di riportare maglie e pantaloni nel caso si cambiasse idea.

La merce venduta deve essere quella stagionale. Niente fondi di magazzino, niente bermuda e bikini, niente camicie anni ottanta con le spalle di Goldrake.

E, ultima cosa, occhi aperti sulla percentuale: se è troppo alta, è probabile che l’affare lo stia facendo il negoziante.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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