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No chimica, vesti ecofriendly

Abbigliamento ecosostenibileUno stile di vita ecosostenibile non solo contribuisce a salvaguardare l’ambiente ma ha spesso ripercussioni dirette, anche a breve termine, a beneficio della nostra salute. Questo è vero in particolar modo per quanto riguarda le scelte che facciamo nell’ambito del tessile e dell’abbigliamento.

Settori che rappresentano un mercato sempre in espansione e con la diffusione della “Fast Fashion” le aziende puntano sempre più al ribasso dei prezzi, producendo tanto a poco costo, con ovvie ripercussioni sulla qualità del prodotto. Tessuti di scarsa qualità trattati con sostanze chimiche nocive, quali sbiancanti, antimuffe, appretti, sono non solo un rischio per la nostra salute ma anche estremamente inquinanti. Senza contare che quelli del tessile e dell’abbigliamento sono fra gli ambiti lavorativi in cui più dilaga lo sfruttamento della manodopera e meno si tiene in considerazione la salute dei lavoratori: i dipendenti inalano ed entrano in contatto con queste sostanze ogni giorno per diverse ore e  nei paesi più poveri, dai quali arriva gran parte dell’abbigliamento delle grandi catene low cost,  i lavoratori sono sottopagati e senza tutele.

In un sistema capitalistico in cui a dominare sono le multinazionali ci sono però aziende, grandi e piccole, che hanno deciso di prendere a cuore il problema, proponendo al consumatore consapevole garanzie etiche e qualitative circa le materie prime. Ma cosa intendiamo quando parliamo di tessuto biologico? Si dicono “biologici” quei capi di abbigliamento composti interamente da fibre naturali, trattate con sostanze naturali e a basso impatto ambientale.

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Sul finire degli anni Novanta l’IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements)  ha pubblicato gli standard per il tessile biologico, determinando i parametri di riferimento  rivolti ai  mercati internazionali. Anche l’Italia segue questi standard, volti ad assicurare la provenienza biologica del prodotto finale. Scegliere capi di abbigliamento e tessili biologici offre diversi vantaggi. La filiera produttiva è controllata in ogni fase, le fibre naturali devono essere state coltivate secondo i criteri previsti, ed è vietato l’utilizzo di composti chimici nocivi.  Per il lavaggio finale dei capi si usano esclusivamente detergenti e saponi biodegradabili, e qualsiasi accessorio non biologico, come filo elastico, bottoni e cerniere lampo, deve essere sulla lista degli accessori approvati e nichel-free. Inoltre gli standard delle produzioni biologiche prevedono politiche ambientali quali riciclo e risparmio energetico.

Grandi marchi come H&M, ad esempio, da anni propone linee di abbigliamento con cotone biologico certificato e incentiva il riciclaggio dei materiali, offrendo sconti a chi porta in negozio abiti dismessi. Sempre più il Made in Italy fa dell’eticità un marchio di fabbrica: “Stile biologico”, “Filo Timo” e “Alta Rosa” sono aziende 100% italiane fra le prime a proporre ai consumatori materiali quali lino, canapa e cotone biologici, processi produttivi attenti all’ecosistema e garanzie per le condizioni dei lavoratori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Project manager della rivista di arte contemporanea Racna Magazine, si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura collaborando con l'Istituzione Internazionale Art1307, Villa di Donato, Casa Morra – Fondazione Morra e diversi artisti. Curatrice d'arte contemporanea e scrittrice compulsiva, collabora fra l'altro con il quotidiano “Roma”, come referente Arte Contemporanea. Dal 2012 collabora con la casa editrice Marchese editore, occupandosi di pubbliche relazioni, promozione e creazione di eventi culturali.

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