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QUESTIONI DI PELO Perché la rasatura è preferibile alla ceretta. Metodi giusti e falsi miti da sfatare

DepilazioneQuando l’estate è alle porte le vetrine dei negozi si tingono di tutti i colori dei variopinti costumi da bagno. 

Che si scelga un bikini blu cobalto, un più castigato intero verde militare o un due pezzi sportivo rosso fiammante, comune denominatore è la “spinosa” questione della depilazione. Un pratica molto antica (fonti certe indicano che Cleopatra usasse depilarsi regolarmente) che si è però intensificata negli ultimi trent’anni (si calcola che in media ogni donna effettui nel corso della propria vita oltre cinquemila depilazioni) assumendo le sembianze di un “male inevitabile”, su cui purtroppo aleggiano tanta disinformazione e falsi miti. E sembra ormai una “conditio sine qua non” per scendere in spiaggia avere gambe levigate e inguini morbidi. Per la donna occidentale i peli sono infatti divenuti il grande tabù delle estati del nostro secolo, guardati con disprezzo, sussiego, disgusto e classificati inesorabilmente come “superflui”. Ma siamo sicuri che sia davvero così? Nelle parti intime, i peli sono visti spesso come poco igienici ma, in realtà, ciò non è assolutamente vero. Oltre a favorire la termoregolazione, essi infatti proteggono la cute particolarmente sensibile della zona dalle aggressioni esterne (sfregamenti, costrizioni e compressioni che si possono sviluppare indossando indumenti troppo attillati o particolarmente rigidi e durante i rapporti sessuali). Creano in oltre una barriera che intrappola gemi e batteri, impedendogli di raggiungere i genitali dove potrebbero, sfruttando l’ambiente umido e caldo, proliferare causando fastidiose infezioni. 

Non sono da sottovalutare i dati pervenuti da due ricerche scientifiche recentemente condotte, la prima dall’Accademia spagnola di dermatologia di Barcellona e la seconda dall'Health Center della Western Washington University. Entrambe hanno evidenziato come questa pratica di bellezza tanto diffusa aumenti notevolmente il rischio di contrarre malattie serie quali funghi, herpes, Papilloma virus (Hpv), verruche genitali. La depilazione totale è in oltre rischiosa non solo per chi la effettua ma anche per i partner con cui si viene a contatto, e fa sì dunque che queste malattie si propaghino più facilmente. Cosa fare dunque per non correre questi pericoli senza rinunciare al tanto agognato bagno? Infischiarsene può essere un’opzione, anche se non è facile prestarsi agli sguardi inorriditi dei compagni di spiaggia. Ma se anche a te la vista della peluria dà particolarmente fastidio, un buon compromesso può essere ridurre al minimo la superficie da depilare, ricorrendo magari a costumi meno sgambati (diversi marchi hanno proposto modelli dal gusto retrò, eleganti e decisamente meno succinti). E poi scegliere fra le tecniche di depilazione, quelle meno aggressive. Fra tutte quelle più note (ceretta, crema, rasoio, senza naturalmente tenere in conto le tecniche di epilazione che richiedono più sedute, lunghe e costose, per giungere infine alla totale eliminazione del problema) quella sicuramente che presenta il minor numero di controindicazioni è la rasatura. Sull’utilizzo del rasoio ci sono infatti vari miti da sfatare, come ad esempio quello che faccia aumentare il numero di peli prodotti (il numero di peli dipende dal numero dei bulbi piliferi sottocutanei, che non varia), che crescano più duri e scuri (anche questo dipende da questione congenite che non variano in base alla tecnica utilizzata) e che si incarniscano (anche questo è falso, ed il problema si risolve facilmente con l’utilizzo frequente dello scrub). Un’altra tecnica di depilazione “dolce” è la cosiddetta “tecnica del filo”, giunta ormai da qualche anno anche da noi, ma che ha origini indiane. Consiste nella rimozione dei peli uno ad uno, attraverso l’utilizzo di un filo di cotone che, intrecciato in un modo particolare, viene passato sulla pelle come un rullo portando via i peli che “incontra”. È una tecnica riservata a zone da depilare molto piccole (viso e ascelle), in quanto necessita di molto tempo e ovviamente di particolari capacità.

Qualche consiglio: in spiaggia belle e…sicure!

I Costumi da bagno: Il brand americano Bananamoon propone una linea di ispirazione retrò che strizza l’occhio alle tendenze moderne. A slip a vita alta abbina top monospalla e colori fluo, oltre a riproporre stampe che ricordano l’armadio della nonna. Anche i marchi Golden Point e il low cost anglosassone Top Shop propongono ogni anno una gamma di due pezzi e interi dall’animo vintage.

costume top shop

Rasoi e co.: Il rasoio da donna Gilette Venus è dotato di 3 lame che seguono le curve del corpo, mentre cuscinetti morbidi in gel proteggono la pelle da graffi e tagli. La rasatura va preceduta e seguita (a qualche giorno di distanza, per evitare irritazioni) da uno scrub delicato, possibilmente a base di prodotti naturali: il marchio Bioveganshop propone prodotti a base di miele, mandorle dolci e karitè, per una rimozione delle cellule morte sicura e con un occhio all’ecosostenibilità. Subito dopo la rasatura invece evitiamo la sensazione di “pelle che tira” utilizzando una crema idratante e nutriente corposa: ideale è la Charity Pot del marchio Lush, azienda inglese apripista del “naturale&ecosostenibile” nel mondo della cosmesi. Tutto ciò che viene incassato dalla vendita delle Charity Pot è interamente devoluto a realtà impegnate nel sociale: dalle associazioni animaliste a quelle che lavorano in difesa dell’ambiente e dei diritti umani

lush charity pot

Per ragionarci un po’ su: “Liberati della brava bambina” è il libro scritto da Maura Cancitano e Andrea Colamedici e racconta di otto donne che hanno “osato” scalare l’alto mure degli stereotipi femminili. Un libro che parla di quanto la rappresentazione del bello e brutto in relazione all’universo femminile sia ostaggio di una visione maschilista e misogina che risale alla notte dei tempi, da cui dobbiamo cercare di liberarci poco alla volta (e forse fra qualche tempo il connubio donna - peli non ci sembrerà più tanto orribili!).

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Project manager della rivista di arte contemporanea Racna Magazine, si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura collaborando con l'Istituzione Internazionale Art1307, Villa di Donato, Casa Morra – Fondazione Morra e diversi artisti. Curatrice d'arte contemporanea e scrittrice compulsiva, collabora fra l'altro con il quotidiano “Roma”, come referente Arte Contemporanea. Dal 2012 collabora con la casa editrice Marchese editore, occupandosi di pubbliche relazioni, promozione e creazione di eventi culturali.

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