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Unhabitus.2: abiti teatrali dall’eco-riciclo

UNHABITUSUna mise scenografica nel rispetto dell’ambiente. La seconda edizione del progetto Unhabitus.2 da vita ad abiti e accessori utilizzando tessuti in esubero della sartoria del teatro.

Dedicata a donne e uomini dalle personalità eclettiche e teatrali la Collezione Autunno/Inverno 2019-2020 Unhabitus.2, nasce, quest’anno, dalla collaborazione della Fondazione del Teatro San Carlo di Napoli con l’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Il progetto Unhabitus.2, curato da Maddalena Marciano, nasce dall’esigenza di fare incontrare mondi diversi e mescolarli, analizzando e reinventando la funzione di un capo o di un accessorio secondo un processo creativo che ricombini il codice genetico originario, per dar vita a nuove creazioni utilizzando tessuti in esubero della sartoria del teatro, diretta da Giusi Giustino, già serviti per realizzare costumi di scena. I manufatti, eseguiti artigianalmente dagli studenti dell’Accademia, costituiscono pezzi unici che, per l’inaugurazione dell’evento, sfileranno nella splendida location del Teatro di San Carlo.

Unhabitus.2 Autunno/Inverno 2019-2020, disegnata e realizzata sulla scia della grande tradizione napoletana che tanto ha dato all’opera lirica, alla danza e alle realtà culturali che rendono Napoli così famosa nel mondo, è dedicata dagli studenti e a quanti amano i teatri, ne frequentano sale e foyer, ne apprezzano gli spettacoli in scena e i suoi protagonisti. La collezione presentata nell’Opera Cafè del teatro San Carlo il 18 giugno, è stata realizzata grazie ai docenti dei corsi di studio di Fashion Design, Design della Comunicazione e Fotografia, che hanno curato di concerto: la collezione da Maddalena Marciano, la progettazione grafica da Ivana Gaeta, la fotografia da Oreste Lanzetta.

Collezione Autunno/Inverno 2019-2020

Storie di donne, uomini, passioni e drammi si raccontano nei trentuno abiti disegnati, per la collezione creata ad hoc per il Teatro di San Carlo, dai giovani stilisti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli; capi di eco-couture, realizzati con maestria artigianale da designer emergenti – patchwork formati da sete, broccati, damascati, pizzi e merletti, stampe e sfrangiature, scampoli vintage, incrostazioni di materiali diversi, assemblati con gusto inconsueto - creano ampi cappotti di panno, talvolta double face, con imbottiture e maniche a kimono. Stoffe rigenerate diventano petali di tessuto e ‘fioriscono’ abiti e accessori apparentemente semplici, dai tagli puri; le giacche diventano un battito d’ali pronto a schiudersi su bustier di denim dorato, sottane di velluto con pizzi argentati evocano l’atmosfera parigina notturna del Moulin Rouge, e svelano il lavoro certosino che ha permesso loro di divenire manufatto contemporaneo ma frutto, nel contempo, delle ricerche condotte sui tessuti e sulle tecniche del taglio della giacca di tradizione ottocentesca. “Le borse, realizzate nell’ambito del corso di Tecnologie dei Nuovi Materiali dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli- spiega Maddalena Marciano, Docente di Fashion Design-, sono state disegnate secondo la logica dell’upcycling che, a differenza dei metodi di riciclo che utilizzano fonti energetiche per la trasformazione della materia, mira a rigenerare un prodotto cambiandone l’aspetto e/o la funzione, utilizzando prevalentemente il linguaggio del design e della creatività. Senza grande dispendio energetico, dunque, nascono borse Made in Naples ad impatto zero, capaci di reinterpretare il mondo del lusso attraverso codici culturali che vanno oltre i consueti materiali pregiati, a favore del processo di recupero che le ha generate. Un linguaggio che ibrida la maestria dell’hand made, tipica dell’haute couture, con i valori della sostenibilità per rivalorizzare gli scarti tessili dei costumi realizzati per il Teatro di San Carlo, secondo la nascente tendenza della Eco-couture. Nozioni di alta moda unite a quelle dell’eco-compatibilità sono state trasferite agli studenti, con l’obiettivo di metterli nella condizione di realizzare prodotti qualificati a dare un valido contribuito alla “rivoluzione etica del mondo della moda” che, nello scenario attuale, necessita più che mai di politiche produttive e culturali a sostegno dell’ambiente”.

unhabitus 2  

Romantica e ‘tagliente’, la collezione gioca sugli opposti e bilancia la delicatezza di volant asimmetrici con la quotidianità del tessuto di velluto a coste, tutto all’insegna di una continua sperimentazione della forma per dare vita ad una couture contemporanea. Dedicata a donne e uomini dalle personalità eclettiche, questi pezzi di tessuto ridisegnati e impreziositi da incrostazioni di perline, merletti e ricami risultano, come in una grande ‘follia’, stravaganti e chic al tempo stesso, commistione tra vecchio e nuovo e creano un ponte tra il maestoso palcoscenico del San Carlo, contenitore di storie dannate, e la strada, contenitore di storie vere, vissute nella quotidianità e nella realtà delle nostre splendide e maledette vie napoletane. “Il corso di Design dell’Accessorio – racconta Giulia Scalera, Docente di Tecnologia dei Nuovi Materiali- si pone come obiettivo il recupero virtuoso di frammenti e scarti tessili, derivanti dalla produzione della sartoria del Teatro di San Carlo, e si orienta verso una nuova idea di gioielleria contemporanea fashion oriented. Attraverso un lavoro progettuale di natura sia teorico che sperimentale, l’analisi delle rimanenze sartoriali ha dato vita ad una realizzazione di ornamenti che si contraddistinguono grazie a inediti accostamenti tra tessuti e materiali, al confine tra il settore della moda e quello dell’oreficeria. Le diverse prospettive concettuali e sensibilità materiche hanno fatto sì che ciascun elemento tessile potesse essere ricontestualizzato e riprogettato, secondo una visione di lusso etico e sostenibile. Lontano da un’effimera idea di decorazione, gli allievi hanno realizzato gioielli intesi come dispositivi culturali, volti a reinterpretazioni critiche del tema e fortemente proiettati verso le tendenze più recenti del contemporaneo. I materiali impiegati - argento, ottone, pietre, legno e resine - sono combinati a materiali tessili - quali sete, velluti, passamanerie, merletti, nastri, paillettes - ibridando di volta in volta tecniche di esecuzione sartoriali a tecniche orafe e digitali. Il risultato che ne emerge è un corpus di oggetti diviso in dieci capsule collections, disegnate e realizzate da ciascun allievo attraverso un approfondito studio metodologico e laboratoriale. L’intento della ricerca è finalizzato ad un’apertura del settore dell’accessorio fashion attraverso l’elaborazione di nuove estetiche, significati e ibridazioni, a favore di una concezione di ornamento prezioso inteso come statement”.

Gli abiti saranno acquistabili nell’Opera Cafè del San Carlo oppure nello Shop on line del sito: www.teatrosancarlo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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