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Porcellana o melamina? Come scegliere il servizio buono

piattiPiatti, ciotole scodelle: i primi esempi di stoviglie risalgono addirittura al Neolitico, ma si può dire che da quei tempi ai giorni nostri di strada ne hanno fatta molta. In nuovi materiali, colori audaci e disegni originali riempiono i negozi di arredi e casalinghi, elevando oggetti di prima necessità appartenente alla vita domestica quotidiana a veri e propri oggetti di design.

 Scegliere fra tutte le proposte in commercio non è facile: sarà importante tener ben presente l’utilizzo che ne vogliamo fare, le nostre effettive necessità e lo spazio che abbiamo a disposizione in casa. Anche la quantità deve essere settata sui nostri reali bisogni: un servizio da ventiquattro sarà inutile se non abbiamo a cena mai più di sei persone e una cosa troppo piccola, così come possedere cinque servizi di piatti necessita di una super-credenza in cui riporli. In genere due servizi di piatti da dodici pezzi sono sufficienti. Uno lo useremo tutti i giorni e dovrà quindi essere resistente, semplice per non stancare e per abbinarsi bene a tutte le tovaglie, e facile da pulire. Il secondo sarà il “servizio buono”, quello che utilizzeremo per i giorni delle feste e le occasioni speciali e che dovrà essere quindi più delicato (di conseguenza potrebbe essere più fragile) e avere dettagli preziosi.

I materiali

Dagli intramontabili ai più innovativi, oggi piatti e bicchieri si compongono di diversi materiali.

Porcellana: delicate ed eleganti, le stoviglie di porcellana sono le più apprezzate e di solito si riservano per occasioni speciali. Possono essere decorate a mano con motivi floreali, animali, fiori e frutta o profilati con bagno in oro. Il loro principale inconveniente è che sono molto fragili, sono quindi da riservare a occasioni speciali.

Foto 1 porcellana

Terracotta: è il materiale per eccellenza dei piatti di ogni giorno. È resistente, sopporta bene l’uso e il passare del tempo. C’è da tenere in conto che, comunque, possono graffiarsi, fino ad acquisire un aspetto invecchiato non sempre gradevole.

Argilla: le stoviglie in argilla sembrano oggi passate di moda, sostituite da quelle nei più comodi materiali plastici. È un vero peccato perché il loro aspetto solido conferisce ad una tavola rustica un tocco sprint.

Foto 2 Argilla

Vetro: il vetro è un’ottima opzione per stoviglie resistenti. Igieniche e disponibili in colori vivaci e divertenti, non possono però essere sottoposti ad un calore eccessivo (ad esempio, alla cottura a bagnomaria). Se optate per servizi di stoviglie trasparenti, dovete sapere che con il tempo si graffiano e il loro aspetto si deteriora.

Legno: non essendo un materiale regolamentato dalla legge nel settore alimentare, molte persone non lo preferiscono perché temono che non sia igienico. Tuttavia se ben lavato dopo l’utilizzo non vi è alcun pericolo per la salute, come dimostrato da numerosi studi. Piatti e scodelle in legno sono resistenti soprattutto alle cadute e agli urti,  ma sono i più soggetti a rigature date da coltello e forchetta durante il pasto.

Policarbonato: Materiale plastico d’alta qualità, le stoviglie in policarbonato sono infrangibili anche se trasparenti come il vetro. È un materiale duraturo e leggero molto utilizzato per i bicchieri: se impilati non si rovinano e occupano poco spazio.

Melamina: La melamina è, insieme con la formaldeide, la materia prima per preparare le resine utilizzate nella produzione di stoviglie da cucina. Non tutte le plastiche sono preparate con melamina e formaldeide: lo sono solo quelle che contengono resine melaminiche termoindurenti. È un materiale oggi molto venduto perché resistente e economico, ma non è adatto ai cibi caldi, e soprattutto non vanno usati nel forno a microonde, specialmente se dentro ci sono alimenti acidi come la salsa di pomodoro.

FOTO 3 melamina

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Project manager della rivista di arte contemporanea Racna Magazine, si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura collaborando con l'Istituzione Internazionale Art1307, Villa di Donato, Casa Morra – Fondazione Morra e diversi artisti. Curatrice d'arte contemporanea e scrittrice compulsiva, collabora fra l'altro con il quotidiano “Roma”, come referente Arte Contemporanea. Dal 2012 collabora con la casa editrice Marchese editore, occupandosi di pubbliche relazioni, promozione e creazione di eventi culturali.

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