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Due Chef per Pasqua

il poggio chefZuppa di cozze, casatiello, tortano, pastiera, colomba artigianale: prepararli tutti a casa è pressoché impossibile (a meno che non abbiate molto tempo libero). Ma non temete, vi prestiamo i nostri chef e i loro segreti!

Magari siete delle provette massaie, magari vi piace preparare tutto nella vostra cucina, magari siete eccezionali ai fornelli e cucinare non è solo un compito ma un orgoglio: benissimo. Il fatto è che si lavora, si fanno altre trecento cose, si vive, ci si occupa della famiglia e magari uno il tempo per preparare tutto secondo la tradizione e la qualità non ce l’ha.

E allora, come si fa? Di chi ci si può fidare al punto di affidargli uno dei piatti topici della Pasqua napoletana o tutti quanti? Ma di Michele Pelliccia e Salvatore D’Angelo, rispettivamente executive chef e chef (con una specializzazione nella pasticceria) de “Il Poggio”!

Se non sapete cos’è “Il Poggio” è un serio problema, quindi recuperiamo subito: si tratta di un laboratorio di cucina, ma soprattutto di una fabbrica di idee in cui si incrociano competenze ed esperienze a partire da due comuni passioni: il “mangiar bene” e il “fare del bene”, infatti è un progetto di Gesco, gruppo di imprese sociali. Si trova a Poggioreale, limite di una periferia da rivitalizzare, conosciuta solo per il Carcere,  e offre a pranzo e cena piatti tipici della tradizione napoletana disponibili anche per l’asporto, assieme a pietanze della cucina vegetariana e vegana. Ma la cucina al Poggio significa anche formazione e investimento sui giovani: al suo interno c’è una Scuola dedicata completamente alle professioni del settore cucina ed enogastronomia; a lavorare qui sono oltre 60 persone, di cui circa 50 adolescenti e giovani, alcuni provenienti da situazioni di disagio, immigrati e ragazzi con sindrome di Down, molti diplomati in istituti alberghieri napoletani.

Bene, ora che sapete quasi tutto, possiamo tornare alla questione di base: affidare la preparazione di Zuppa di cozze, casatiello, tortano, pastiera e colomba proprio al Poggio!

Il primo motivo è economico: prenotando una di queste squisitezze magari vi togliete la gioia di prepararle con le vostre manine ma sostenete un progetto e risparmiate anche un po’.

Non ci credete?  Eccovi il listino. Se lo confrontate con la lista della spesa e con i costi vari di gas ed elettricità il risparmio sarà lampante!  Vi ricordiamo che per prenotare una di queste leccornie o tutte, il numero da fare è 081/19360896 e che il Poggio è anche su Facebook.

Zuppa di Cozze: 10 € (da asporto o da mangiare in loco)
Pastiera: 14 € al kg
Casatiello: 12 € al kg
Colomba artigianale: 12 € al kg

In seconda battuta, eccovi i segreti degli chef Michele Pelliccia e Salvatore D’Angelo per tutte le varie preparazioni. Ve li sveliamo come botta di fiducia: fatene buon uso e preparatevi per una Pasqua davvero Poggiosa!

 

La zuppa di cozze:

 

Una vera prelibatezza questo delizioso piatto! Non è facile trovarlo al ristorante, sono veramente pochi a farlo, ma noi siamo fortunati. I nostri chef lo preparano con prodotti di prima qualità e le cozze vengono irrorate all’ultimo momento con brodo di polpo, anzi, diciamolo alla napoletana “broro ‘e purp” e di cozze!

Il Casatiello e il Tortano:

Per prima cosa, un po’ di cultura: la parola "casatiello" deriva dal latino caseus che significa formaggio, infatti questa specialità pasquale è ripiena di formaggio, salumi e uova. I nostri chef poi, rispondono anche all’antico arcano: qual è la differenza tra casatiello e tortano? “Semplice – spiegano – il casatiello ha al suo interno formaggio, salame, prosciutto; il tortano, invece, vede l’aggiunta di uova sode utilizzate come ripieno e come decorazione, i ciccioli e il pecorino!

La Pastiera:

Le scuole di pensiero in merito sono tante, ma al Poggio la si fa frullando una parte del grano perché il ripieno abbia una consistenza davvero corposa e omogenea e il sapore sia a prova di tutti i gusti!

La Colomba:

Magari non rientra propriamente nella tradizione partenopea, ma a tavola bisogna portarla, eccome. Gli chef Michele e Salvatore la preparano in maniera artigianale, come si faceva un tempo, con buccia di arancia candita e aromatizzata e glassa di mandorla.

Chiudiamo con un’altra buona notizia, nel vero senso del termine: il Poggio è aperto anche a Pasqua e Pasquetta. E se di cucinare, in queste feste, non vi va proprio perché è festa anche per voi e i piatti non si lavano da soli, sappiate che ci sono due menù superghiotti ad aspettarvi!

Casatiello, fave e pancetta, minestra maritata, ravioloni ripieni di ricotta e funghi porcini su passatina di pomodorini del Vesuvio, agnello al forno con patate e piselli, tortino di zucca gialla con cuore di provola agerolese, risotto con asparagi e provolone del monaco, mafaldine al ragù partenopeo e ricotta di bufala, millefoglie di maialino nero casertano agli ortaggi di stagione, patate e funghi champignon: eccovi i piatti da acquolina in bocca che potrete gustarvi a 35 euro a persona. Per i piccoli, un menù apposito a 10 €.

E poi: siccome il Poggio sposa a cultura antispreco tanto in voga Oltreoceano, a disposizione di tutti i clienti senza che la si debba espressamente richiedere, c’è la “doggy bag”, ovvero il sacchetto contenente ciò che è avanzato dal pranzo o dalla cena e che si potrà utilizzare a piacimento l’indomani: insomma, Pasqua passerà, noi speriamo di avervi dato delle dritte preziose e anche il pranzo per il martedì!

L'Autore
Raffaella R. Ferrè
Author: Raffaella R. Ferrè
Giornalista, scrittrice, le piacciono un botto di cose tra cui la Storia del '900, gli Smiths e Napoli. Ha pubblicato romanzi e racconti, fa parte della redazione di Napoli Città Sociale e collabora con Il Mattino. Pensa che il codice Html sia poesia pura. Le dicono spesso che assomiglia a Scarlett Johansson e la cosa le fa piacere anche perché, per la maggior parte del tempo, è convinta di assomigliare ad una piccola nerd.

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