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Perché mangiamo le lenticchie a Capodanno?

lenticchieChe questo antichissimo legume vi piaccia o no, è un invitato immancabile ai festeggiamenti dell’ultimo dell’anno. Allo scoccare della mezzanotte a chi non è capitato di vedersi proporre un cucchiaio di lenticchie? Da sole o accompagnate dallo zampone, sono una tradizione della notte di San Silvestro presente pressappoco in tutta Italia e sebbene siamo in molti a rispettarla forse non tutti ne conosciamo le origini.

Il legume più antico

Innanzitutto le lenticchie sono uno dei legumi più antichi coltivati dall’uomo. Tracce storiche ne datano la presenza già dal 7000 a.C. in Asia. Con il passare del tempo e con l’intrecciarsi dei commerci  le lenticchie sono arrivate in tutto il bacino del mediterraneo. La pianta si diffuse rapidamente e i semi vennero ben presto apprezzati anche dai ceti più bassi per le loro proprietà che valsero alle lenticchie l’appellativo di “carne dei poveri”. Le lenticchie sono infatti ricche di fibre, amido e proteine, e se consumate insieme ai cereali diventano un piatto completo e digeribile, ricco di amminoacidi essenziali. Anche se possiamo non credere alle superstizioni e tradizioni, è innegabile che le lenticchie ci arricchiscano in termini di salute!

Una tradizione già presente nell’antica Roma

Questo legume fa parte dei festeggiamenti di fine anno da millenni,  già nell’antica Roma troviamo tracce di questa tradizione. Allora era tipico regalare per l’ultimo giorno dell’anno una saccoccia di cuoio chiamata ‘scarsella’ riempita di lenticchie, la loro forma tondeggiante ricorda la forma delle monete, e l’augurio era quello che per l’anno nuovo il legume si trasformasse in soldoni sonanti.

lenticchie 1

Le lenticchie made in Italy

La lenticchia è effettivamente un legume ricco di proprietà, che trova il suo posto nel pantheon delle eccellenze gastronomiche italiane. Tra le varietà più rinomate di lenticchie italiane come non citare le Lenticchie di Castelluccio di Norcia (a marchio IGP), dal gusto delicato e di piccole dimensioni, coltivata nel bucolico parco nazionale dei Monti Sibillini.  Ma anche la lenticchia di Mormanno, piccolina e dal colore cangiante, dal rosa al verde o beige; o ancora l’antichissima lenticchia di Onano,  conosciuta anche come  la ‘lenticchia dei papi’, preziosa e ricercatissima, dal colore scuro e di dimensioni molto ma molto piccole.  Da non dimenticare poi ci sono anche le varietà tutelate come prodotti agroalimentari tradizionali come le celeberrime Lenticchie di Altamura, la lenticchia gigante, quella di Villalba conosciuta per la grande concentrazione di ferro e quella di Ventotene, piccolissima e con un colore tra il marrone ed il rosa.

Insomma per augurare un nuovo anno di benessere e prosperità nel nostro Bel Paese abbiamo l’imbarazzo della scelta!

lenticchie 2

 

L'Autore
Eva de Prosperis
Author: Eva de Prosperis
giornalista e scrittrice, ha lavorato come reporter dai Balcani e da Parigi

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