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Metti una sera a casa di Tina: le cipolle in agrodolce

cipolle

Questa non è una ricetta, ma la storia di un barattolo un po’ “bruttariello” che viveva di pregiudizi e luoghi comuni. Un barattolo costretto a sopportare espressioni discriminatorie tipo: “No, le cipolle no” oppure “Oh mio Dio l’alitosi!”

Un barattolo che però una sera d’estate esce dall’oblio e finalmente si prende tutta la gloria che da sempre meriterebbe.C’erano una volta sei vecchi amici, un agosto rovente e una fame improvvisa. Tutti a tavola, ventilatore e condizionatori a palla e Tina, la vera protagonista di questa storia, comincia ad affettare tutto quello che “affettabile”: pane, panini, salame, formaggio e pure qualche oggetto non identificato. 

Dopo i cinque minuti di “affettatura” convulsa, come d’incanto, come una diva degli anni trenta, appare lei, la regina della Calabria (e non mi riferisco a Cristiano Malgioglio): la cipolla di Tropea , in agrodolce però , fatta da Ti(ti)na che oltre l’ormai noto talento con la pasta e fagioli con le cozze ci fa conoscere un altro cavallo di battaglia. 

Le cipolle di Tropea in agrodolce, appunto. 

All’inizio ignorate, snobbate ci siamo fiondati tutte sulle sempreverdi “mulignane sott’olio” . Ma complice il vino rosso, la fame e le parole di convincimento di Ti(ti)na abbiamo assaggiato quasi con sufficienza quella roba in quel vasetto con la promessa che non avessimo baciato nessuno fino al Capodanno successivo. La storia finisce qui, come il vassetto più o meno. Tempo 34 secondi, le cipolle erano ormai motore per i nostri metabolismi. 

Non scrivo ricette, non ne sono capace, ma questa volta lo faccio e lo faccio per due motivi:

-       La gioia va condivisa (e credetemi pane e cipolle in agrodolce è una gioia enorme)

-       Ti(ti)na mi ha detto che se avessi scritto di lei, me ne avrebbe regalo un barattolo (e voi cosa avreste fatto?)

Signori e signori, direttamente dalla cucina della signora Tina, ecco la ricetta:

-       5 Kg di cipolle di Tropea (Quindi se siete a Scalea, o avete un cugino a Rossano Calabro fatevi portare subito una “cascettella” di cipolle)

-       1 bottiglia di aceto

-       1 kg di zucchero

-       200 g di sale

Tagliare le cipolle e mischiarle con aceto, zucchero e sale e lasciarle riposare per almeno 12 ore. Successivamente lasciarle sgocciolare per almeno 2 ore. L’ultima operazione è metterle nel barattolo, con olio e peperoncino (sì, come si fanno le melenzane sott’olio). 

Io ho detto tutto, voi provate e fateci sapere che magari ci scappa pure per voi una cena a casa di Tina.

 

Giovanni Salzano (Grazie a Tina Sibilio)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Classe 1981, avevo una laurea in Economia in tasca. Ora in tasca ho un cellulare, un tablet e tre caricabatteria. Una passione insana per la nutella, gli hashtag e la scrittura social.

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