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La pizza di Cristoforo Colombo

pizza di patate e pomodoriniProvate a immaginare cosa sarebbe la nostra cucina “mediterranea” senza:  pomodori, patate, peperoni e peperoncini, fagioli, mais, zucche. Ebbene, prima del 1492 queste verdure in Europa non esistevano. Perciò la ricetta di oggi la dedichiamo a Cristoforo Colombo.

La ricetta di oggi è una deliziosa pizza di patate con pomodorini e origano, con i due ingredienti di base che sono stati importati in Europa dall’America. Si avete capito bene, il pomodoro, simbolo della cucina Mediterranea è in realtà americano! Dobbiamo dire grazie a Cristoforo Colombo per: pomodori, patate, peperoni e peperoncini, fagioli, mais, zucche e poi i più esotici ananas, arachidi, cacao e fichi d’india.

Noi nel meridione siamo specializzati nella coltivazione dei pomodori, ciliegino, datterino, del Vesuvio (orgoglio napoletano), sono tutti profumatissimi e dolci. Per fortuna, ma anche purtroppo ormai, coltivati nelle serre con i fertilizzanti, li troviamo durante tutto l’anno al supermercato tanto da dimenticare che la stagione dei pomodori è l’Estate. Per capire quanto è buono un pomodoro di stagione rispetto a uno invernale, coltivate voi stessi. Se avete un giardino, un terrazzo, ma anche solo un balconcino o una piccola finestra a sud est con un raggio di luce, regalatevi l’emozione di far crescere una pianta di pomodori. Ebbene quest’anno io ho “fatto” una pianta di pomodoro in casa, per di più involontariamente nel senso che ho buttato, senza troppo impegno, dei semini nel vaso dove tengo la pianta di Tiaré o Gardenia di Tahiti (Gardenia Taithensis DC.) un arbusto appartenente alla famiglia delle Rubiaceae, nativo delle isole del Pacifico del Sud e della Polinesia con fiori profumatissimi che variano dal bianco intenso, al giallo, al rosa, al rosso che vengono utilizzati ancora oggi dalle donne di Tahiti per adornarsi il capo o intrecciati a formare ghirlande come segno di benvenuto (è una pianta che dà tante soddisfazioni perché si riproduce facilmente per talea e cresce in poco tempo a dismisura). Tornando al pomodoro, dai semini è venuta fuori un’unica pianta altissima che ha generato quattro ricchi grappoli di pomodorini di cui ignoro la qualità, nel senso che tanto il loro sapore è dolce e il profumo “vero” che non riesco a compararli con quelli comprati (chissà che non sia l’influsso della Gardenia di Thaiti). Potrebbero essere datterini oppure più probabilmente pomodorini del Vesuvio, quelli del piennolo per intenderci, che però usati freschi e non conservati appesi sono ancora più buoni. Se non avete pomodori cresciuti in casa quelli che dovreste scegliere per questa ricetta (e in generale) devono essere dolci e profumati e soprattutto di stagione come i datterini o del piennolo o un mix dei due: se non li avete coltivati in casa potete sempre acquistarli da un contadino o in un mercatino a km zero. Le patate pure, sarebbe meglio sceglierle biologiche. Mentre l’aroma principale ovvero l’origano sarebbe, data la stagione, meglio fresco, come (ovviamente) il basilico. Infine il vero segreto della ricetta è la provola di bufala: pochi alimentari ce l’hanno e spesso anche nei caseifici va prenotata, ma provatela e vedete la differenza con la provola normale: si tratta di una mozzarella affumicata prodotta nella zona a nord di Napoli, tra Castelvolturno e Aversa.

pianta di pomodori

Ingredienti x 4

 

Per la base della pizza:

  • 400 grammi di farina mista: metà 0 e metà integrale
  • 400 grammi di patate
  • Una bustina di lievito madre
  • 4 cucchiai di olio extra vergine più un paio per ungere la teglia
  • sale q.b.

Per la farcitura:

  • 500 grammi di pomodorini datterini o del piennolo freschi o un mix dei due
  • 200 grammi di provola di bufala fresca
  • 100 grammi di parmigiano reggiano
  • 2 spicchi di aglio
  • 8 cucchiai di olio evo
  • Un mazzetto di origano fresco (o se non lo trovate due cucchiai abbondanti di quello secco di qualità)
  • 6/8 foglie di basilico.

Preparazione

Lavate e bollite le patate con la buccia per circa 20/30 minuti (quando si infila la forchetta dentro sono cotte), spellatele e passatele una sola volta con lo schiaccia patate. A parte setacciate la farina e mischiatela senza fare grumi con un bicchiere di acqua tiepida in cui avrete sciolto il lievito e un paio di pizzichi di sale, a questo punto all’impasto unite le patate schiacciate e l’olio e continuate a lavorare l’impasto fino ad avere un composto omogeneo e senza grumi (se necessario aggiungete un altro po’ di acqua durante la lavorazione). Mettete in un recipiente coperto con uno strofinaccio e fate lievitare per circa due/tre ore.

A parte lavate i pomodorini, tagliateli a metà e poneteli in una ciotola con l’aglio (tagliato grosso se preferite vederlo e non mangiarlo, fine se non vi piace), l’olio, due pizzichi di sale, il basilico a foglie e l’origano a foglioline. Coprite e lasciate riposare in frigo il tempo di lievitazione della pizza.

Una volta lievitata la pizza stendete l’impasto quanto più sottile possibile, prendete un ruoto tondo di diametro 20/25 o uno rettangolare, ungetelo bene con d’olio l’oliva extravergine e poi ponete la sfoglia all’interno. Sulla pasta distribuite in modo omogeneo i pomodorini, spolverate in modo omogeneo con il parmigiano e infornate nel forno preriscaldato a 180 gradi per 30 minuti (se avete la funzione pizza del forno meglio). Cinque minuti prima della fine della cottura aggiungete la provola tagliata a pezzettini. Una volta cotta servite la pizza tiepida decorando con altre foglie di basilico e di origano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Alessandra del Giudice
Author: Alessandra del Giudice
Sociologa, giornalista pubblicista e appassionata di fotografia, è specializzata nel giornalismo sociale e di viaggio.

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