martedì 26 MAGGIO 2020
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Paul McCartney non suona: niente rimborsi

paul 1C’è gente che si è indebitata per pagare il biglietto e che del voucher non sa che farsene. E gente, come chi scrive, che non ha possibilità di partecipare ad altri concerti a meno che non ci siano posti a sedere in tutta sicurezza.

Quello che sarebbe dovuto essere l’evento dell’anno, anzi il CONCERTO di una vita, si è trasformato in una specie di boutade tutta italiana. Sir Paul McCartney, infatti, ha prima rinviato e poi annullato le date in tutta Europa ma, mentre a Parigi stanno già rimborsando l’importo del biglietto, qui da noi si parla di voucher, per un evento che, molto probabilmente, non ci sarà mai più e che è costato dai 120 euro in su (biglietto minimo 90 euro poi invio, assicurazione e tutto) e per qualcuno che voleva il posto a sedere 250 euro, tre volte il costo medio di un concerto qualunque per un Big in qualunque data qui in Italia.

Nessuno, ad oggi, sapeva bene che fare.

La D’Alessandro e Galli, agenzia esperta di eventi di questa portata e che ha organizzato le due date italiane di Sir Paul, si è limitata fin qui a scrivere un breve messaggio sul suo sito, che si vede solo se si va nella sezione “tickets” giacché il concerto di Paul McCartney non figura neanche tra gli eventi annullati (né a Napoli, dove era previsto il 10 giugno 2020, né a Lucca per il 13 giugno).

paul 2

«La D’Alessandro e Galli è fortemente dispiaciuta di comunicare che i due concerti Italiani di Paul McCartney previsti per il 10 Giugno in Piazza Plebiscito a Napoli e per il 13 Giugno al Lucca Summer Festival, per disposizione dei prossimi provvedimenti delle competenti autorità saranno oggetto di cancellazione.

La situazione di emergenza internazionale che si è venuta a creare con la diffusione del Covid19 rende infatti evidente che purtroppo non sarà possibile proseguire l’organizzazione dei due concerti così come era stata pianificata.

Questa la dichiarazione di Paul McCartney

“Non vedevamo l’ora di incontrarvi tutti questa estate, sappiamo che ci saremmo divertiti tantissimo. Io e la band siamo tremendamente dispiaciuti di non poter essere con voi ma questi sono tempi senza precedenti e la salute e la sicurezza sono la priorità. Spero che voi stiate bene e che potremo vederci più avanti in tempi migliori. We will rock again”.

Love, Paul

I biglietti saranno oggetto di rimborso secondo le vigenti normative di legge, a partire dalla disposizione di annullamento dell’evento da parte dell’autorità competente.

La D’Alessandro e Galli coglie l’occasione per ringraziare il Comune e la Sovrintendenza di Napoli e il Comune e la Sovrintendenza di Lucca per la collaborazione e la disponibilità, così come tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione che insieme a noi lavorano già da molti mesi a questi eventi».

Noi, cittadini qualsiasi e beatlesiani dalla nascita, avvisati a furor di popolo della presenza di Sir Paul in città, questa cosa l’abbiamo saputa in sordina, perché nessuno ci ha, veramente, avvisati, con un comunicato ufficiale almeno, con una chiarezza che ci sembrava, ragionevolmente, dovuta. E, come noi, altre 15mila persone che al momento ancora non sanno nulla.

Chi siano le “autorità competenti” lo scopriamo dall’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Eleonora de Majo che, sollecitata, ci risponde:

«Sulla questione McCartney non c’è nessuna sottrazione da parte dell’amministrazione nel rispondere. Le autorità competenti a cui fanno riferimento gli organizzatori sono però chiaramente il governo e il ministero, perché all’interno del nuovo decreto dovrebbero esserci direttive sui rimborsi dei biglietti degli eventi che sono saltatati a causa della pandemia. E sono tanti. Purtroppo su questo il comune non ha nessun ruolo. È un evento che ha degli organizzatori privati e che chiaramente facendosi a casa nostra è stato, come accade sempre in queste circostanze, presentato dal sindaco ed organizzato con il supporto del comune. Ma sui biglietti venduti hanno competenza gli organizzatori e il legislatore che sta costruendo delle strategie per sostenere le aziende dello spettacolo e della concertistica che hanno perso la programmazione estiva. Tutto qua».

Una questione che, purtroppo, non è però così semplice. Perché se anche il Comune tace – le belle notizie si danno, le brutte, ahimé, si tacciono o non si commentano – il Governo sui concerti non si è espresso fino a ieri e la D’Alessandro e Galli aspetterà lunedì 18 maggio 2020 (cioè appena 20 giorni prima della data napoletana del concerto) per un comunicato ufficiale.

Intanto, su nostra sollecitazione, ci anticipa che anche il concerto di Paul McCartney sarà rimborsato con la formula dei voucher. Saranno della durata di un anno e mezzo a partire dalla data di emissione e daranno diritto a vedere concerti in tutta Italia. Non saranno voucher nominali per cui sono cedibili anche a terzi. Il che, in parole povere, significa che se hai speso 220 euro e abiti a Napoli, devi andare a spese tue altrove per usufruire del voucher entro il tempo previsto, ammesso che ti faccia piacere vedere altro. 

E per chi voleva vedere solo Paul? E per chi magari l’anno prossimo avrà 80 anni e non ce la fa ad andare a un altro concerto? E per chi non se la sente di stare in piedi e ha paura della folla (quello di McCartney a Napoli aveva costosissimi posti a sedere, oltre i 200 euro a biglietto)? E per chi non ci va abitualmente ai concerti? Niente. Sembra proprio una bella violazione di ogni diritto dei consumatori.

 «C’era ancora un po di incertezza fino all’uscita del decreto di ieri sera su come sarebbero stati regolamentati i concerti – ci dicono dalla D’Alessandro e Galli, in via ancora semi-ufficiale - adesso la situazione è più chiara e stiamo preparando un comunicato stampa che rilasceremo lunedì, dove daremo tutte le informazioni riguardo a come ottenere il rimborso del biglietto, che sarà secondo la normativa vigente, cioè con i voucher. C’è un disagio che sicuramente comprendiamo ma va capita ancche tutta la situazione, che è di disagio generale». E, a chi si immagina che eventi come questo abbiano una copertura assicurativa, la D’Alessandro e Galli risponde che non c’è nessuna assicurazione perché «è impossibile assicurarsi contro un evento di questo tipo», riferendosi al Covid, ovviamente. Quindi, ricapitolando: i 17mila biglietti di Napoli saranno rimborsati con voucher spendibili in tutta Italia per un anno e mezzo. L’unica consolazione è che «ci sarà l’impegno di tutta la musica live di creare più situazioni possibili per andare incontro al pubblico che è rimasto senza lo spettacolo per cui aveva comprato il biglietto. Il mondo della musica live si sta muovendo in maniera sinergica. Questa cosa dei voucher è una vera scialuppa di salvataggio non solo per gli artisti e gli organizzatori ma anche per tutti i lavoratori dello spettacolo: dai facchini a chi si occuopa del catering, ai tecnici».

Bene, anzi male.

La pandemia nessuno poteva prevederla ma non siamo tutti nella stessa barca: chi si è indebitato per Sir Paul certo non vorrà andare a vedere Laura Pausini (e viceversa); applicare la normativa vigente senza un’attenzione al pubblico che quel mondo dello spettacolo lo sostiene tutti i giorni, pagando anche costi esosi pur di ascoltare, per una volta, dal vivo, il proprio beniamino, certo non fa bene allo spettacolo stesso.

Forse l’unica strada, a questo punto, sarà una class action.

 Chissà se Sir Paul lo sa, che li trattano così i suoi fan qui in Italia.

Leggi anche l'intervista a Michelangelo Iossa: Paul McCartney torna ‘sta cas aspetta a te! 

https://www.paulmccartney.com/live/piazza-plebiscito-naples

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Ida Palisi
Author: Ida Palisi
Giornalista professionista, esperta di comunicazione sociale, dirige l’Ufficio Comunicazione Gesco. Collabora con il quotidiano Il Mattino per le pagine della Cultura.

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