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Napoli Teatro Festival 2020. Due tempi, platee all'aperto e drammaturgia contemporanea per il teatro che rinasce

NTFI 2020Questo sarà un Napoli Teatro Festival speciale, è inutile negarlo.

Lo si intuisce fin dalla presentazione alla stampa - adeguatamente distanziata e sottoposta a igienizzazione e al rilievo della temperatura - che si apre con la lettera dei lavoratori dello spettacolo, fra i più danneggati dalle misure necessarie per contrastare la Pandemia da Coronavirus,  che chiedono alla Regione Campania l'apertura di un tavolo di confronto.

“Non parliamo più di distanziamento sociale, per favore, ma di distanziamento fisico. In questo periodo di grande difficoltà abbiamo bisogno di vicinanza sociale più che mai” – sottolinea la Direttrice Generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania Rosanna Romano manifestando la sua piena solidarietà. Il Napoli Teatro Festival 2020 parte quindi mostrando apertamente una reale difficoltà, ma anche con la voglia di partire da tale criticità per guidare una rinascita collettiva (l'headline quest'anno è infatti “Il teatro rinasce con te”) . Ed è così che la Stagione si divide in due momenti – quello della Sezione Italiana, dal 1 al 31 luglio, e quello della Sezione Internazionale, che avrà luogo a Settembre – distribuendosi su 19 “platee” all'aperto (I Cortili del Palazzo Reale, Palazzo Fondi, la Fagianeria e il Cortile della Reggia di Capodimonte, per citarne alcune), allestite nel rispetto delle norme di sicurezza.

 Nonostante i problemi organizzativi i numeri restano importanti: 130 eventi, 34 spettacoli di prosa nazionale di cui 28 prime assolute,  e le 10 Sezioni “cult” che rendono il Festival un evento culturale a tutto tondo: a quella italiana e internazionale, si affiancano la sezione Osservatorio dedicata alle produzioni più giovani, Musica, Danza, Cinema, Letteratura, Mostre, Progetti speciali e SportOpera. “Questa edizione del Napoli Teatro Festival nasce come un prodigio: un prodigio fatto di forza di volontà. – dichiara il direttore artistico Ruggero Cappuccio – I fondi destinati al Napoli Teatro Festival 2020 non sono stati toccati: e questo è un fatto che non ha nulla di ovvio. Soprattutto in Italia, che è un Paese strano. Un Paese che ha prodotto il 75% del patrimonio musicale mondiale e abolisce l'educazione musicale nelle scuole. Un paese dove quando si parla di “attori” si pensa alle grandi star della Tv quando il 98% degli appartenenti alla categoria lavora nei teatri, a riflettori spenti, 12 ore a giorno al minimo sindacale. È un Paese dove la classe politica non è intelletualmente illuminata: ciò si ripercuote sulla popolazione, a cui nei fatti viene sottratto il vero prodotto culturale. Il Napoli Teatro Festival, andando avanti anche in un periodo come questo, intende restituire in parte un torto”. E mentre si incentiva il pubblico a godere della ricca offerta teatrale a cifre più che modiche, sui palchi vengono portati lavori di autori che sono per l'80% contemporanei e viventi, a dimostrazione che il teatro è materia viva. Da “Rua Catalana”, un progetto di “connessione culturale” - che vede la collaborazione di Casa del Contemporaneo, Nuovo Teatro Sanità e Teatro Civico 14, con il sostegno  della Delegazione del Governo Catalano in Italia - che mette in connessione lingua napoletana e teatro catalano (1-15 giugno) al cinismo transgenerazionale di “Plastilina” di Marta Bichaca e con la regia di Mario Gelardi (14 e 15 luglio), passando per “Antichi Maestri” di Thomas Bernhard, nell'adattamento a firma di Fabrizio Sinisi (22,23 luglio), scorrendo i titoli si intuisce l'attenzione per la nuova drammaturgia, tra soggetti antichi in intenti contemporanei. Interessante la sezione dedicata ai Progetti Speciali, che restituisce al pubblico il piacere della scoperta di piccole pietre grezze del panorama teatrale vicino a noi. È questo il caso di Fooddistribution #Eden, il progetto di Manovalanza con la regia di Adriana Follieri e a cura di Davide Scognamiglio, nato da, per e con il Rione De Gasperi (31 luglio).

Grande spazio è dato anche alla prova d'attore:  Silvio Orlando con “La vita davanti a sé”, di cui firma fra l'altro regia e adattamento, e di Lina Sastri in “Maria Maddalena o della Salvezza”, spettacolo tratto dal “Fuochi” della scrittrice e poetessa francese Marguerite Yourcenar, ne sono esempio.

Fra i nomi che illuminano invece la Sezione Internazionale, ancora in definizione e per cui si dovrà attendere il prossimo autunno, compaiono quello del coreografo greco Dimistris Papaioannu, l'artista Jan Fabre, Ramzi Choukair e Sulayman Al-Bassam.

Tutto il programma:

www.napoliteatrofestival.it

NTFI 2020 1

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Chiara Reale
Author: Chiara Reale
Si occupa di promozione, strategia di comunicazione e management nel settore arte e cultura. Cura mostre di arte contemporanea ed eventi culturali.

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