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La musica è nulla senza condivisione: i Foja annunciano il ritorno in live

Foja new 2021È un ritorno in scena che sa di libertà quello dei Foja, sebbene sia spostato nel tempo. La band capitanata da Dario Sansone, da oltre dieci anni sulla scena napoletana e non solo, dopo circa due anni di stop forzato, annuncia finalmente la data del primo live che li vedrà nuovamente esibirsi nella loro amata città (il 23 dicembre alla Casa della Musica).

L’ultima occasione fu quando per primi in Italia si esibirono, in sicurezza in piena pandemia, al Bosco di Capodimonte. Una pausa troppo lunga che ha visto coinvolti migliaia di musicisti e operatori del settore, causando una crisi senza precedenti nel mercato degli spettacoli dal vivo. Ne parliamo con Dario Sansone.

Che effetto vi fa questo ritorno in presenza?

È più che altro una speranza, visto che la data è spostata così in là. La speranza che stia per cambiare qualcosa, pare che si sia accesa una piccola luce, il ritorno a una vita più umana, ci vorrà ancora del tempo ma il nostro augurio è che si riesca a fare tesoro di questo periodo e tornino a lavorare, oltre agli artisti, i tecnici e tutti gli altri lavoratori dello spettacolo. Non dimentichiamo quello che abbiamo vissuto, ma era indispensabile anche mettere un punto, una data per tornare a fare un concerto a casa nostra. L’estate scorsa, quando ci esibimmo al Bosco di Capodimonte, fu molto difficile, avevamo di fronte 75 paganti distanziati, mentre noi avevamo una potenza di fuoco spropositata e dei contenuti importanti da trasmettere. 

Quanto vi manca il contatto col pubblico?

È devastante non avere il contatto con il pubblico, soprattutto per chi, come noi, ha sempre fatto tour in giro per la penisola e non solo, siamo stati in Europa, in Canada, stare dietro lo schermo non è la stessa cosa. Nella nostra concezione, la musica non esiste se non è condivisa. La musica senza la comunione con altre anime non ha motivo di essere. 

Come avete utilizzato questo tempo “sospeso”?

In realtà, in questo anno e mezzo non ci siamo mai fermati, abbiamo lavorato alle nostre canzoni, siamo rimasti in contatto con il pubblico attraverso i social. Abbiamo realizzato l’iniziativa di beneficenza di "Nunn'è ancora fernuta" donando pacchi alimentari alle famiglie bisognose durante il lockdown e ci siamo dedicati ai festeggiamenti per il decennale del primo album con il vinile di "'Na storia nova" e "Dieci", cofanetto di 4 CD che raccoglie tutta la nostra discografia. 

Cosa ha imparato il mondo della musica dalla pandemia?

Lo vedremo. Mi auguro che vengano fuori canzoni piene di interrogativi e non di risposte, perché ne abbiamo di domande da farci dopo questa esperienza. Il mio augurio è che venga fuori qualcosa che non segua le mode ma lasci dei contenuti. Una altra riflessione val la pena farla su quello che l’intero comparto della cultura ha capito durante la pandemia, rendendosi conto dello scarso valore che ha agli occhi di questo paese in cui “la  medicina dell’anima”, il mondo dell’intrattenimento, la musica, la cultura, vengono trattati alla strega di una cosa quasi inutile. A livello personale, ho capito che la musica mi salva sempre, avrei vissuto molto peggio la pandemia senza, la musica è il mio rifugio, mi tiene in vita. 

Siete sulla scena da 10 anni, un bilancio?

Neanche noi ci aspettavamo tutto quello che abbiamo vissuto in questi dieci anni, quando parti dal basso tutto è al di sopra delle tue aspettative. Il bilancio è certamente positivo, siamo carichi, pronti a lavorare per il futuro. 

Ci puoi raccontare qualcosa del nuovo album che uscirà a fine anno?

Da poco sono usciti gli inediti “Addo’ se va” e “Tu”, che anticipano l’uscita del quarto album prevista per fine anno e tracciano la linea di questa nuova avventura che vivrà di questa dicotomia, tra il racconto di vicende più umane e sociali e umanità e storie più legate ai sentimenti, come sempre, tra tradizione e contemporaneità. 

C’è una canzone a cui siete più legati o che rappresenta in qualche modo il vostro manifesto?

“'O sciore e 'o viento” è il brano che ci ha fatto conoscere al grande pubblico, è quello cui siamo legati perché ha acceso una miccia, ci ha fatto crescere e andare avanti per dieci anni, sempre uniti come una famiglia. 

Altri progetti futuri?

Stiamo lavorando ai contenuti del nuovo progetto discografico. A fine giugno dovrebbe uscire un altro singolo. 

Quale è la vostra forza come gruppo?

La nostra compattezza, il fatto di viverci molto, siamo molto amici, ci sentiamo anche per cose della vita normale.

I Foja sono fra i principali esponenti di un nuovo sound che, partendo da un forte legame con la tradizione folk napoletana, si arricchisce di contenuti e suoni contemporanei.            Hanno realizzato tre album in studio (‘Na storia nova 2011; Dimane torna ‘o sole. 2013; ‘O treno che va, 2016) e partecipato con le loro canzoni a diverse colonne sonore, tra cui "’A malia”, contenuta nel film “L’Arte della felicità”, e “A chi appartieni”, dal film “Gatta Cenerentola”, entrambe nominate al David di Donatello come migliore canzone originale.

Hanno suonato su palchi prestigiosi come il Teatro San Carlo (spettacolo diretto da Franco Dragone del Cirque du Soleil) e il Castel Sant'Elmo a Napoli, raccogliendo in quest’ultimo oltre 6000 persone.

La loro musica è stata portata in tour nelle principali capitali d'Europa e in Nord America, e vantano collaborazioni discografiche con artisti internazionali come Pauline Croze, La Pegatina, Shaun Ferguson, Weslie, Black Noyze, Alejandro Romero.

Nel dicembre 2020 Dario Sansone (testi, voce e chitarra), Luigi Scialdone (mandolino, ukulele, chitarre), Giovanni Schiattarella (batteria e percussioni), Ennio Frongillo (chitarre), Giuliano Falcone (basso), con il supporto di Daniele Chessa (sound-engineer), hanno celebrato il loro decimo compleanno. 

https://www.fojaofficial.it/

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Autore
Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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